Trend del mercato della Comunicazione secondo AssoComunicazione

Secondo il rapporto “Comunicare Domani 2009”, la ricerca sulle dinamiche degli investimenti in comunicazione in Italia di AssoComunicazione, a fine 2009 il mercato della comunicazione in Italia presenterà un decremento del 5,9%, tornando sotto la soglia dei 19 miliardi di euro.

I mezzi classici saranno quelli maggiormente toccati dalla crisi, con una diminuzione del 12,3%, mentre l’unico mezzo in crescita (+9,3%) seppur rallentata, sarà Internet, che si presume quindi manterrà stabilmente il terzo posto media dopo TV e Stampa.

Tutti gli operatori di mercato concordano sul fatto che difficilmente, dopo la recessione in corso, che non ha precedenti per globalità e durata, tornerà tutto come prima e, anche per il mercato pubblicitario lo scenario post crisi sarà sicuramente diverso.

Il saldo netto di – 5,9 % del mercato della comunicazione previsto per fine 2009 è la risultante di diverse dinamiche: secondo il Presidente dell’associazione Diego Masi, da una parte la recessione economica fa rallentare gli investimenti e dall’altra vi è una accelerazione di cambiamenti strutturali già in atto in precedenza, primo fra tutti la crescita del digitale, sia come media sia come strumento di marketing e di relazione.

LA TV decresce del 10% ma aumenta la quota sui mezzi classici: in tempo di crisi la TV generalista infatti svolge il ruolo psicologico rassicurante, una sorta di “investimento obbligazionario” a rendimento certo su cui concentrare le risorse in fase di budget calanti. A questo effetto congiunturale si somma la crescita della TV digitale come penetrazione, ascolti e raccolta pubblicitaria.

La Stampa è il mezzo che più è stato travolto dalla crisi (-21,5%): sarà inevitabile un processo di selezione naturale delle testate e degli operatori.

Anche Esterna e Radio presentano decrementi importanti (Esterna -13,9% e Radio -9,4%). Per il futuro si prevede tuttavia una ripresa di questi due mezzi grazie alla loro insostituibilità nel presidio del tempo speso fuori casa, alla riqualificazione verso la digitalizzazione di device e formati che consentono interattività e personalizzazione e grazie alle possibili sinergie con lo sviluppo della Mobile Advertising.

Gli investimenti nel sistema di Marketing e Comunicazione di Relazione (Direct Marketing, Relazioni Pubbliche, Promozione ed Eventi) invece fronteggiano la crisi stabili all’1,2%, grazie alla loro capacità di alimentare la relazione con il consumatore finale, offrendo benefici in termini di engagement e di influenza sui processi decisionali di acquisto. Storicamente questi comparti hanno sempre avuto un andamento anticiclico rispetto alla Pubblicità, e costituiscono una leva di marketing sempre più di indubbia efficacia, se pensata in modo integrato e strategico.

Il D.M. (0,0%) e le Promozioni (1,1%) sono decisamente stabili. Le Relazioni Pubbliche presentano una crescita del +2,4%. Gli Eventi performano meglio e crescono del +3,8% raggiungendo i 1.350 milioni di euro.

La recessione dell’advertising in Italia nel 2009 è in linea con il resto dell’Europa Occidentale (-9 % nel 2009), così come sono comuni ai Paesi occidentali la crescita del digitale, la tenuta relativa della TV e la crisi strutturale della stampa.

[Informazioni tratte da www.assocomunicazione.it. La ricerca completa è scaricabile dal sito dell’associazione.]

2017-12-18T16:01:51+00:00dicembre, 2009|Comunicazione e marketing, Ricerche di mercato|