Più interattività nell’ADV

Le tattiche più valide affinché un messaggio pubblicitario sia efficace sono l’interattività con il pubblico e gli spot girati in versioni diverse. Questi i risultati di un’indagine americana condotta su un campione di esperti di marketing.

In un’ ipotetica classifica degli elementi che in ADV hanno un “effetto positivo” sul pubblico, dopo l’interattività (73%) e le versioni alternative (66%), ci sono le adv create a episodi (61%), i riferimenti in sovrimpressione a siti e numeri di telefono (52%), la ripetizione dello stesso spot a distanza di periodi molto brevi (34%). All’ultimo posto della classifica, il volume più alto (34%).
Sempre più interattività. L’interattività sarà dunque il futuro dell’adv? Per ora i format più innovativi sono orientati effettivamente alla non-linearità e ad un’esposizione del messaggio “dilazionato nel tempo”, per coinvolgere, incuriosire il consumatore e farlo interagire direttamente con il contenuto più profondo del messaggio.

Diverse versioni per diversi target. Per quanto riguarda le versioni alternative di uno stesso spot, uno dei vantaggi della produzione digitale è proprio la possibilità di creare differenti adv con investimenti ridotti. I rispondenti concordano dunque sul reale valore aggiunto di creare diverse versioni di uno stesso spot, ognuno dei quali orientato a diversi target.

Ripetizione sì, ripetizione no. Trasmettere una adv ripetutamente in un breve periodo di tempo genera risultati migliori, in quanto aumenta la frequenza dell’esposizione. Quando la frequenza aumenta, però, l’efficacia del messaggio raggiunge dapprima un picco, ma poi si riduce man mano che le esposizioni diventano troppe. La sovraesposizione, dunque, potrebbe avere un effetto boomerang sul consumatore: il 33% degli esperti concorda sul fatto che l’esposizione può avere effetti negativi, mentre il 34% pensa che aumenti l’efficacia.

Abbassare i toni. Tra gli intervistati alzare il volume degli spot avrebbe un effetto estremamente negativo sul pubblico: ben il 69% dichiara che questa pratica compromette addirittura l’efficacia della pubblicità. Esattamente come accade per i pop-up online, uno spot “strillato” può certamente catturare l’attenzione dei telespettatori, ma risultando poi fastidioso, quell’attenzione potrebbe danneggiare il brand e avere addirittura un effetto negativo sull’intento d’acquisto. (Marketing Sherpa)

2017-12-20T17:34:30+00:00settembre, 2009|Comunicazione e marketing|