Odontoiatria Low-cost : intervista tripla

Low-Cost in Dentistry

Se i pazienti non vanno dal dentista perché non possono permetterselo l’unica soluzione sembra essere puntare sul low-cost trascurando la qualità?
Alcuni spunti tratti dall’intervista tripla di Odontoiatria33 a Roberto Rosso, presidente Key-Stone, Roberto Callioni, coordinatore Servizio Studi ANDI e Tiziano Caprara, esperto di gestione dello studio odontoiatrico.

Roberto Rosso: Non è necessario puntare sui bassi prezzi per avere successo, tantomeno sacrificare la qualità al fine di essere più competitivi, ciò non toglie che il piccolo studio dentistico tradizionale ha costi fissi eccessivamente incidenti, e tali costi non potranno per lungo tempo essere a carico del cittadino paziente, è necessario che ogni dentista pensi strategicamente alla propria attività e decida quale modello di business vuole sviluppare, a chi rivolgersi, come organizzarsi, quanto e cosa rischiare. Con la certezza che non si può affrontare il nuovo mercato con sistemi di impresa obsoleti. Non ho le competenze per entrare nel merito dell’assioma “low cost uguale bassa qualità”, ma considerando le migliaia di pazienti che si rivolgono a questo tipo di offerta – spesso con soddisfazione – immagino che questa possa essere sostenibile se chi eroga la prestazione ha organizzato un sistema, un modello di business, coerente con il target e con la politica di prezzo, sviluppando una massa critica sufficiente a garantire un certo standard di qualità nonostante i prezzi ridotti. Valutando aspetti puramente imprenditoriali, la scelta del low cost può avere una sua importante valenza se nasce da una strategia precisa, attraverso organizzazioni e mezzi coerenti, nel pieno rispetto degli standard indispensabili a garantire la salute del cittadino. Per chi opta per i bassi prezzi a scapito della qualità le previsioni non possono che essere funeste, non c’è spazio nella società di oggi per un low cost da improvvisati.

Roberto Callioni: La gestione degli studi moderni deve, oggi più che mai, passare da una gestione finanziaria ed amministrativa che contenga i centri di costo. Per poter offrire onorari il più possibile accessibili ai pazienti, mantenendo una disponibilità ad offrire uno spettro di cure e riabiliazioni molteplici e flessibili.
Oggi, un paziente non necessariamente è alla ricerca, come un tempo, di una riabilitazione protesica “per sempre”, ma incline a scegliere possibilità di cura, soprattutto per quanto riguarda scelte riabilitative, con materiali meno costosi che consentano, estremizzando, di “vivere alla giornata”. “Poi un domani si vedra”, pensano.

Tiziano Caprara: Viviamo in tempi “fluidi” in cui è difficile dare un modello di riferimento per lo studio dentistico. […] Oggi anche i low cost “piangono” per due motivi:
A) il passaparola non perdona e quindi in base a come lavori diventa positivo o negativo.
B) il paziente non passa al low cost, ma passa al NO-cost.

2017-12-07T11:38:46+00:00luglio, 2014|Ricerche di mercato|