Nuovi trend nel mercato Italiano: i Coupon Sites

Tra i nuovi trend di advertising impazzano sul web i “Coupon sites” recentemente approdati in Italia e oggi un mercato in continua crescita.

Queste piattaforme consentono ai potenziali clienti un risparmio in termini di denaro e sono inoltre una formula di marketing pubblicitario aggressivo riconducibile al fenomeno di acquisto d’impulso, con l’obbiettivo di riuscire ad alimentare il traffico clienti nei propri punti vendita.

La formula è quella del “gas web” gruppi di Acquisto solidali a fronte di un’offerta concorrenziale a tempo, chiamata “deal del giorno”.

Il capostipite è Groupon, il cui ideatore e fondatore è l’americano Andrew Mason, grazie al quale il fenomeno si è così diffuso in pochissimo tempo.

Tra i leader del settore citiamo inoltre Groupalia,Youdeal,Citydeal;Jetsetter,Glamoo,LetsBonus e Poinx.

Inoltre stanno prendendo piede Coupon site specializzati in specifici settori,come ad esempio la bellezza e i viaggi.

Secondo l’ultima analisi condotta da Comscore, è proprio l’Italia, seguita da Francia e Regno Unito, ad aggiudicarsi il podio di utilizzo con un incremento nel 2010 del 15% rispetto l’anno precedente.

Come Funziona Il punto di forza di questi siti è quello di offrire alle aziende uno spazio online nel quale si ha possibilità di mettere a disposizione beni e servizi vari ad un prezzo decisamente inferiore a quello di mercato (dal 50% al 70% in meno) a patto che venga raggiunto un numero minimo di acquirenti, che serve come una sorta di assicurazione per gli inserzionisti.

Possiamo dunque affermare che alla base del successo dei coupon, il prezzo sia il fattore più importante, e l’obbiettivo dei commercianti online è quello di conquistare nuovi clienti concorrendo sulle politiche di prezzo.

Il lancio di questa funzionalità ha successo soprattutto per le offerte B2C in quanto consente all’acquirente un reale vantaggio in termini di risparmio ma anche un’ottima vetrina per l’azienda che decide di promuoversi attraverso i social shopping.

Tra le nuove tecnologie non poteva di certo mancare l’ applicazione mobile disponibile sul Wap, Android, Blackberry, iPhone e Windows Phone 7 attraverso i quali è possibile non solo effettuare acquisti ma anche recuperarli utilizzando lo schermo come una cedola.

L’indagine condotta da Accenture a livello mondiale su shopping e utilizzo dei dispositivi cellulari evidenzia che il 79% dei possessori di smartphone troverebbe utile scaricare sul cellulare buoni sconto, il 73% ricevere coupon quando si passa vicino ad un prodotto nel punto vendita. Diversamente, meno della metà, 48%, di coloro che hanno uno smartphone, ha scaricato un coupon dal proprio PC.

Anche il colosso Google sta cercando di farsi strada in questo nuovo business progettando di lanciare un prodotto concorrente, chiamato Google Offers , dopo il tentato acquisto di Groupon per $ 6 miliardi.
In alcune città degli Stati Uniti è già stata lanciata la versione beta di Google Offers.

Sviluppi Futuri
Sicuramente si tratta di un fenomeno da monitorare per capire se il coupon sia davvero l’evoluzione delle promozioni o un trend passeggero.Riuscirà a diventare uno strumento di marketing in grado non solo di attrarre un target di persone interessate esclusivamente allo sconto,ma anche di fidelizzare i consumatori conquistati?
Con 83 milioni di iscritti attuali e prospettive di sviluppo (almeno a breve),le aspettative di successo sono altissime.

Se lo vediamo come uno strumento di vendita,sicuramente è da considerare inefficace,dal momento che la marginalità di guadagno è minima,se non,addirittura in perdita (il tramite trattiene c.ca il 50% dei ricavi). Se,però,lo consideriamo giustamente uno strumento di comunicazione,allora,confrontato con gli investimenti in altre forme (a.d.v.) risulta sicuramente una buona leva promozionale a bassissimo costo.
Questo però solo se lo si riesce a sfruttare appieno e non relegando gli utilizzatori di coupon a “clienti secondari”.

La verità è infatti che spesso la percezione del consumer è quella del “cliente di serie B” costretti e vincolati a utilizzare il proprio coupon nei giorni di minor frequentazione. Il rischio è che i commercianti non vedano nel “social” un’occasione per ampliare il proprio portfolio clienti bensì una mera perdita in termini economici.

2017-12-18T11:40:32+00:00luglio, 2011|Ricerche di mercato|