I nuovi luoghi d’acquisto: tra web e contadini, prospettive post-crisi

La crisi sta rivoluzionando il modo di intendere “il comprare” non solo dal punto di vista economico (tendenza alla frugalità, attenzione al risparmio e al rapporto qualità-prezzo) ma anche da quello dei luoghi del consumo. Ecco dunque affacciarsi nel panorama del commercio italiano, nuovi attori quali portali gruppi di acquisto, e-commerce di massa, farmer’s market, negozi a tempo. E, paradossalmente, al fianco di queste “innovazioni” un ritorno alla vecchie tradizioni: il commercio per corrispondenza e il porta a porta stanno infatti tornando in auge.

I nuovi consumatori sono esperti, esigenti, informati e soprattutto organizzati: i gruppi di acquisto solidale sono aggregazioni di persone dello stesso condominio o quartiere o semplicemente famiglie e amici che si riuniscono per acquistare in grandi quantità direttamente dai produttori. Oggi in Italia si contano già circa 500 gruppi di questo tipo.

La tendenza ad acquistare “direttamente” è confermata anche dalla nascita di numerosi farmer’s market, dove i protagonisti sono i contadini, con le loro bancarelle di prodotti direttamente dalla cascina. Con l’appoggio di Coldiretti e Slow food sono nati ben 500 di questi mercati presieduti interamente da contadini della zona che vendono direttamente i loro prodotti, a “km 0” , genuini ed economici. Nulla a che vedere quindi con i tristi reparti “bio” di cui si sono attrezzati negli ultimi tempi super e ipermercati. Il giro d’affari dei farmer’s market è di 2.7 miliardi di euro e il loro successo si fonda su pochi, sani principi: il rispetto della stagionalità dei prodotti, la stretta vicinanza tra il territorio di coltivazione e quello del consumo, la ricreazione di luoghi conviviali.

In merito all’e-commerce, in Italia i consumatori 2.0 sono ancora una minoranza ma, nell’anno della crisi, sono tra i pochi che hanno aumentato gli ordini, alimentari e non. Le principali insegne della GDO quali Esselunga, Auchan, Despar sono ormai attrezzate con scaffali e carrelli virtuali per acquistare dal salotto di casa o dalla scrivania dell’ufficio; anche per il settore abbigliamento si sta diffondendo l’abitudine ad acquistare via web: il maxi portale Yoox.com che vende a prezzi scontati tutto di tutte le griffes più trendy è un successo ed è diventato un modello di business.

E come evolvono i “vecchi”, tradizionali negozi di prossimità? Ormai è diventato comune vedere bar in cui è possibile farsi la manicure e concessionarie di auto in cui è si acquistano capi d’abbigliamento.

Infine, il fenomeno più sorprendente è l’ingresso sempre più significativo degli stranieri del commercio al dettaglio. Secondo dati ufficiali di Movimprese, lavorano nel commercio 106 mila stranieri, quasi tutti titolari di ditte individuali, un vero e proprio boom. Anche se, per ora, questa esternalizzazione vale soprattutto per negozi a basso valore aggiunto: fruttivendoli, bancarelle, pompe di benzina, fiorai.

2017-12-18T15:35:03+00:00giugno, 2010|Comunicazione e marketing|