Nuovi dati sulle abitudini d’uso di Internet da parte degli under 18

Uno studio sul grado di consapevolezza acquisito dai genitori italiani sulle abitudini di consumo mediale dei minori è stato recentemente condotto per conto della Polizia di Stato e del Moige (Movimento Italiano Genitori ) a supporto del progetto ”Per un web sicuro”, una campagna per un corretto utilizzo del web. Visto il continuo interesse Key-Stone per il target under 18, comprovato dall’esperienza pluriennale attraverso le ricerche qualitative con bambini ( si veda l’articolo , presentiamo una breve sintesi del recente lavoro pubblicato.

Dalla ricerca risulta che, relativamente al controllo parentale sul traffico dei propri figli in Internet, in pochi casi è stato attivato un qualche meccanismo di parental control. Prevale invece un approccio generico al “controllo” delle navigazioni effettuate.

Il 70 per cento dei ragazzi risulta avere accesso quotidiano a Internet, con un tempo di navigazione che va dalla mezz’ora al giorno tra i 6 e i 7 anni ai 90 minuti tra i 10 e i 13 (tempo medio pari a 52 minuti). La stragrande maggioranza delle preferenze dei ragazzi (addirittura 9 su 10) va a Facebook ma meno della metà conosce le impostazioni per la privacy.

Il divertimento e la conoscenza sono le motivazioni principali che appassionano i ragazzi al web: giocare (44%) è l’attività preferita dai giovani internauti, seguita dalla possibilità di reperire informazioni utili per lo studio (40%). Per i figli più grandi – sopra i 12 anni di età – la rete diventa, invece, prevalentemente uno strumento di socializzazione: il 58% dei genitori di bambini dai 12 ai 13 anni sostiene che i figli visitano solitamente i siti dei social network – Facebook in primis, con una preferenza del 90% – e dei motori di ricerca.

Dall’altro lato, le misure di controllo e prevenzione da parte parentale risultano limitarsi ad un ”controllo ambientale generico”, basato su una selezione di tempi e possibilità di utilizzo della rete e su un generico ricorso al dialogo. Il 60% dei genitori si limita a parlare di rischi e siti da visitare in via totalmente con i propri figli, il 43% naviga insieme a loro (ma solo il 28,1% se i figli hanno 15-16 anni) e solo il 33% condivide la scelta dei siti da visitare. Inoltre, solo il 30% degli adulti riuscirebbe ad impostare opportunamente per i figli le opzioni per la privacy di Facebook.

Il controllo sembra quindi avvenire “a posteriori”. Infatti risulta che il 40% controlla periodicamente i siti visitati e le attività online, mentre pochissimi, solo 8 genitori su 100 (7,8%), utilizzano le funzioni di Parental Control messe a disposizione dai software di sicurezza.
Poco controllo, poca prevenzione, ma tanta ansia: il 61% dei genitori non nasconde una forte preoccupazione. La pedofilia (44%), gli incontri pericolosi (39%), la pornografia (35%) e la perdita di contatto con la realtà (35%) sono i principali motivi di preoccupazione.

2017-12-18T10:57:25+00:00novembre, 2011|Ricerche di mercato|