NEWS(23/12/2011)
Quali cambiamenti e trend del mondo digitale impatteranno sul modo di fare marketing nel 2012? Secondo gli esperti di Marketing Profs saranno i seguenti:
1. Arriverà il marketing 2.0. Se finora i software di marketing erano soprattutto incentrati sull’e-mail marketing, il prossimo anno vedrà l’espansione del “social CRM”.
2. Clienti e dipendenti saranno sempre più un’estensione dello staff marketing. L’uso dei social network per condividere interessi e idee anche su prodotti e servizi crescerà ancora più velocemente. Perciò la relazione con i clienti (e con i collaboratori) sarà sempre più focalizzata sulla creazione e gestione di giudizi e opinioni. Nel 2012 le società dovranno fare quindi lo sforzo di condividere informazioni con i propri collaboratori e i clienti più influenti per aiutare a definire brand, prodotti e servizi a crescere e diventare noti.
3. La SoPo (social personalization) aumenterà. La forza delle “raccomandazioni” online sarà sfruttata sempre meglio dalle aziende per incoraggiare il traffico sulla propria pagina Facebook o il proprio sito o semplicemente per essere “onnipresente”.
4. I “Like” saranno sfruttati anche dagli strumenti multimediali. Ad esempio i video content providers come Youtube sulla base del tracking dei Like espressi sarà in grado di filtrare per noi contenuti e video e anticipare i nostri stessi gusti.
5. Un canale di distribuzione sempre più importante: il “mobile”. In specifici mercati come quello dei viaggi, dello shopping e della ristorazione, i clienti acquisteranno sempre più frequentemente tramite dispositivo mobile.
6. Il successo della “Discount Economy”. Sarà sempre più popolare lo shopping intelligente, basato sulle offerte. Emblematici i casi di Groupon e simili che hanno fatto dei “deal” ossia delle promozioni il loro core business. Per il 2012 le offerte saranno sempre più “locali”, e quindi più vicine ai potenziali clienti.
7. La pubblicità sui social media entrerà ufficialmente a far parte dei budget di comunicazione. Nonostante i ricavi in pubblicità di Twitter e Facebook siano già molto alti, si può dire che siamo solo all’inizio. Nel 2012 sia le grandi che le piccole aziende comprenderanno i social network come voce nei loro bilanci, per l’opportunità che offrono di accedere in modo semplice e diretto a centinaia di milioni di utenti.
8. I team di lavoro virtuali diventeranno sempre più comuni. La globalizzazione della forza lavoro continuerà ad espandersi per il basso costo (e la semplicità) dei servizi di comunicazione. Abbiamo assistito ad un trend crescente di dipendenti che pur lavorando in stati lontani, paesi o continenti sono considerati parti integranti delle attività di core business. In effetti ormai video-conference, document-share, condivisione degli schermi e vari altri strumenti online rendono efficiente anche il lavoro “a distanza”.
9. Facebook e Amazon insieme? Per ora sono i leader indiscussi nei loro rispettivi mercati, social networking e shopping online rispettivamente. Ad oggi, questi due colossi hanno sperimentato poco il crossover. Chissà che nel 2012 non potremo divertirci a fare shopping con i nostri amici? Online ovviamente, attraverso schermi condivisi, chat video, deals e gruppi di acquisto.
(21/12/2011)
Presentato in Spagna il primo studio di mercato sul canale professionale dei settori Tricologia ed Estetica realizzato da Key-Stone per conto di STANPA, l’associazione nazionale di profumeria e cosmetica spagnola.
Durante il Salon Look di Madrid, sono stati presentati i principali risultati della prima indagine nazionale sui professionisti dei due settori. Questo studio mette in luce per la prima volta un settore professionale che, pur ben conosciuto dagli utenti diretti, manca di un corretto dimensionamento e descrizione dal punto di vista della loro reale rilevanza economica e sociale.
STANPA, Asociación Nacional de Perfumería y Cosmética, è consapevole dell'importanza di fornire una profonda comprensione delle principali caratteristiche di un settore che impiega direttamente più di 100.000 persone i spagna, basata principalmente sul lavoro autonomo e PMI. Pertanto, ha voluto contribuire ad una sua migliore comprensione, promuovendo uno studio rigoroso con una metodologia adeguata agli standard europei. La necessità per le persone che in prima linea lavorano nei saloni di parrucchieri e centri estetici conoscano meglio il loro ambiente, e analizzino il proprio business con gli stessi parametri di un’impresa, è ancora più evidente in periodi di elevata incertezza come quello attuale. I centri devono riprogettare il loro business attraverso una gestione più efficiente e orientata al futuro, che è possibile solo attraverso una corretta analisi della situazione del settore.
Una sintesi della ricerca è disponibile nella sezione RESEARCH - ABSTRACTS e nell’area PRESS si possono trovare alcune pubblicazioni media al riguardo.
(19/12/2011)
In origine erano le candele. Poi ornamenti, ghirlande, perline, frutta e fiori secchi: oggi l’albero di Natale non si fa mancare nulla. E poco importa se finto o naturale, all’interno delle case o fuori nei giardini: l’albero è una tradizione natalizia importante ormai quanto il presepe, anche se l’origine è molto diversa. L’usanza infatti risale ad una credenza pagana, secondo la quale l’albero sempreverde rappresentava il simbolo del rinnovarsi della vita. La derivazione dell'uso moderno da questa tradizione è nata in Estonia, nella città di Tallinn. Nel 1441 durante il periodo natalizio fu installato e decorato un grande abete nella piazza del Municipio e tutti i giovani iniziarono a ballare intorno ad esso alla ricerca della loro anima gemella. Questa usanza venne ripresa nel XVI secolo, in Germania: si narra che un piccolo albero venne decorato con datteri, noci, mele e fiori di carta, tutti simboli di fertilità. In generale dai primi anni del Novecento gli alberi di Natale hanno conosciuto un momento di grande diffusione, soprattutto in Europa e Nord America, diventando il simbolo del Natale a livello planetario.
Qui in Italia la tradizione dell’albero è arrivata molto più tardi, soltanto dopo la seconda guerra mondiale. Oggi viene preparato in genere qualche settimana prima di Natale - spesso nel giorno dell'Immacolata concezione - e rimosso dopo le feste. Oggi l’albero viene utilizzato anche in campagne di comunicazione per l’emozione che riesce a suscitare in tutti, anno dopo anno. Emblematica la pubblicità della Coca Cola di un po’ di anni fa, che creò il primo albero “social”, fatto da un coro di ragazzi provenienti da tutto il mondo. Oggi la tecnologia (e la comunicazione) è andata molto oltre proponendo esempi di “ambient marketing” sempre più d’impatto e fuori dagli schemi.
Nescafè Dolcegusto ha creato sul suo sito l’App Social Christmas Tree, che consente di accendere una “capsula decorativa” per se o per un amico. Automaticamente la propria immagine o quella di un amico compare sul videowall dell’albero di Natale installato presso la Stazione Centrale a Milano e sulla pagina Facebook dedicata all’iniziativa. Anche Heineken quest’anno ha proposto un albero social e molto tecnologico: a Singapore ha creato un albero di 11 metri fatto di 48 schermi che trasmettono gli auguri natalizi di chiunque voglia partecipare. Per far apparire i propri auguri basta scriverli direttamente al sito.
Certo non avranno il fascino dei “vecchi” tradizionali alberi di Natale. Ma se guardiamo il lato positivo oltre a stupirci “come bambini a Natale” possono veicolare messaggi e salvare abeti e pini veri. Diversi sono gli esempi di utilizzo di materiali riciclati, come quello che l’artista Jolanta Šmidtienė ha realizzato nella città di Kaunas in Lituania: 13 metri e 32 mila bottiglie di plastica. Un modo tutto nuovo ed ecologico per limitare l’impatto dei prodotti riciclati sull’ambiente. E sul sito ecofiend.com dieci esempi su come diventare “eco friend” anche in casa propria.
(21/11/2011)
E-Commerce in Italia +20%. Mobile-Commerce +210%.
La decima edizione dell’Osservatorio eCommerce B2C Netcomm del Politecnico di Milano ha evidenziato come il 2011 abbia fatto registrare una nuova accelerazione dell’e-commerce italiano che oggi supera i 8 miliardi di euro, valore in crescita del 20% rispetto al 2010. Aumenta e si arricchisce l’offerta sia in termini di prezzo che di gamma. La ricerca ha misurato il valore delle vendite (valore complessivo dei prodotti e servizi soggetti a transazione B2C), analizzando i fatturati dei principali operatori italiani e attraverso interviste dirette.
Secondo i dati, crescono le vendite sia di prodotti (+24%) che di servizi (+18%), questi ultimi comunque pesano ancora per i due terzi del settore (5.383 miliardi di euro contro 2.758 della vendita di prodotti). In particolare, gli acquisti tramite cellulare, il mobile-commerce, hanno registrato un +210%, raggiungendo nel 2011 quota 81 milioni di euro, pari all’1% delle vendite online in generale. Questi, nel 90% dei casi si tratta di “acquisti d’impulso”, situazioni dove è importante cogliere al volo un’occasione, con un tempo limitato. Per le altre vendite, in cui è il cliente a decidere il momento dell’acquisto, l’utilizzo del mobile sembra ancora penalizzato per un’oggettiva inferiorità del device rispetto al pc.
Alla base dell’aumento delle vendite e-commerce b2c nel nostro Paese, ci sono sia le evoluzioni strutturali del canale e degli operatori già presenti, ma anche il boom dei coupon-sites e l’ingresso di nuovi player: Amazon su tutti, e altri della grande distribuzione. Il Couponing – realtà nascente e in forte sviluppo – ha registrato quest’anno una quota apri a quasi il 4% delle vendite online. Profilo degli acquirenti online. I Web shopper italiani, in crescita del 7% circa nel 2011, sono circa 9 milioni di persone, quasi un terzo circa degli utenti Internet. Il 60% residenti al Nord Italia, il 25 % al Centro e il 15% al Sud. La spesa annua online cresce del +9%: ogni acquirente spende all’anno 1.050 euro, e lo scontrino medio vale 211 euro. In generale, acquistano per il 40% da siti italiani, per il 14% da siti di filiali italiane di multinazionali, per il 19% da multinazionali senza base societaria in Italia, ma comunque con un team dedicato al nostro mercato e, infine, per il 27% da siti di imprese straniere globali. L’approccio online sta diventando sempre più una consuetudine tra chi l’ha sperimentato.
I comparti e i valori. In generale, in termini di valore, i servizi pesano ancora per i due terzi dell’e-commerce b2c in Italia. Il turismo, da solo, vale quasi metà delle vendite (49%), seguito da informatica ed elettronica di consumo e abbigliamento (10%), assicurazioni (9%), editoria musica ed audiovisivi (3%) e grocery (1%). Tra i prodotti, il settore con crescita maggiore nel 2011 è l’abbigliamento (+38%), seguito da editoria, musica e audiovisivi (+35% ) e informatica ed elettronica di consumo (+22%): la crescita di questi ultimi due è riconducibile sia all’ingresso di Amazon sia alla crescita dei principali operatori già presenti. Il grocery cresce del 17%, trainato dai buoni risultati di Esselunga. Riguardo i servizi, le vendite di coupon e le assicurazioni sono cresciuti di un +22%, il Turismo del 13%, le ricariche telefoniche rimangono stabili, mentre il Ticketing (biglietteria per eventi) cresce di pochi punti percentuale.
Confrontando con gli altri Paesi, la differenza in valore assoluto è ancora rilevante: il mercato italiano è un sesto di quello inglese (oltre 51 miliardi di euro), un quarto di quello tedesco (34 miliardi) e meno della metà di quello francese (20 miliardi). Nonostante ciò, l’e-commerce italiano cresce a ritmi quasi doppi rispetto agli altri Paesi, la cui crescita ha già cominciato a registrare un certo rallentamento: Uk (+10%),Germania (+10%), Francia (+12%). Anche rispetto agli Stati Uniti (+11%), l'Italia ha una crescita quasi doppia.
(18/11/2011)
Cosa succede se si sottopongono le imprese italiane ad uno “stress test” simile a quello usato per banche per valutare il loro grado di solidità patrimoniale? Cerved Group - gruppo leader in Italia nel campo della Business Information – lo ha sperimentato, con risultati tutt’altro che incoraggianti.
Secondo i dati emersi, l’indice di rischio medio di insolvenza per le imprese ipoteticamente “stressate” è a quota 69,7 su una scala che va da uno a cento, superiore anche a quello del fatidico “anno della crisi” 2009.
In particolare, mentre il Nord Est conferma un minor rischio di insolvenza - con un indice stabile nel 2012 a quota 61 - al Sud invece il rischio di insolvenza risulterebbe del 73,1.
Le aziende che sono ricorse a prestiti e che nel biennio 2011 e 2012 si trovano in difficoltà a saldare i debiti arriverebbero a quota 34.000 (+5,4% rispetto al normale). Le imprese maggiormente colpite risulterebbero quelle operanti nel terziario, contro il 27% le manifatturiere, 19% le imprese di costruzione. L’hi-tech e la meccanica i settori che rischierebbero di più. Più solidi sarebbero invece chimica, metalli ed energia.
Le difficoltà sono aumentate in particolare per le imprese minori, quelle meno presenti all'estero e che contano soprattutto sul mercato interno. Ora, dopo un altro anno difficile, la sopravvivenza per molti è legata all'autonomia finanziaria, messa però a dura prova dai pagamenti ritardati e dal credito difficile.
(02/11/2011)
Uno studio sul grado di consapevolezza acquisito dai genitori italiani sulle abitudini di consumo mediale dei minori è stato recentemente condotto per conto della Polizia di Stato e del Moige (Movimento Italiano Genitori ) a supporto del progetto ''Per un web sicuro'', una campagna per un corretto utilizzo del web. Visto il continuo interesse Key-Stone per il target under 18, comprovato dall’esperienza pluriennale attraverso le ricerche qualitative con bambini ( si veda l’articolo , presentiamo una breve sintesi del recente lavoro pubblicato.
Dalla ricerca risulta che, relativamente al controllo parentale sul traffico dei propri figli in Internet, in pochi casi è stato attivato un qualche meccanismo di parental control. Prevale invece un approccio generico al “controllo” delle navigazioni effettuate.
Il 70 per cento dei ragazzi risulta avere accesso quotidiano a Internet, con un tempo di navigazione che va dalla mezz'ora al giorno tra i 6 e i 7 anni ai 90 minuti tra i 10 e i 13 (tempo medio pari a 52 minuti). La stragrande maggioranza delle preferenze dei ragazzi (addirittura 9 su 10) va a Facebook ma meno della metà conosce le impostazioni per la privacy.
Il divertimento e la conoscenza sono le motivazioni principali che appassionano i ragazzi al web: giocare (44%) è l’attività preferita dai giovani internauti, seguita dalla possibilità di reperire informazioni utili per lo studio (40%). Per i figli più grandi - sopra i 12 anni di età - la rete diventa, invece, prevalentemente uno strumento di socializzazione: il 58% dei genitori di bambini dai 12 ai 13 anni sostiene che i figli visitano solitamente i siti dei social network - Facebook in primis, con una preferenza del 90% - e dei motori di ricerca.
Dall’altro lato, le misure di controllo e prevenzione da parte parentale risultano limitarsi ad un ''controllo ambientale generico'', basato su una selezione di tempi e possibilità di utilizzo della rete e su un generico ricorso al dialogo. Il 60% dei genitori si limita a parlare di rischi e siti da visitare in via totalmente con i propri figli, il 43% naviga insieme a loro (ma solo il 28,1% se i figli hanno 15-16 anni) e solo il 33% condivide la scelta dei siti da visitare. Inoltre, solo il 30% degli adulti riuscirebbe ad impostare opportunamente per i figli le opzioni per la privacy di Facebook.
Il controllo sembra quindi avvenire “a posteriori”. Infatti risulta che il 40% controlla periodicamente i siti visitati e le attività online, mentre pochissimi, solo 8 genitori su 100 (7,8%), utilizzano le funzioni di Parental Control messe a disposizione dai software di sicurezza. Poco controllo, poca prevenzione, ma tanta ansia: il 61% dei genitori non nasconde una forte preoccupazione. La pedofilia (44%), gli incontri pericolosi (39%), la pornografia (35%) e la perdita di contatto con la realtà (35%) sono i principali motivi di preoccupazione.
(20/10/2011)
Ricca affluenza e grande interesse per l'evento svoltosi il 6 ottobre all’interno di EXPODENTAL Forum.
Relativamente alla Conferenza, tenuta da prof. Alberto Cellini sulla “Dall’internazionalizzazione alla ridefinizione della catena del valore e dei ruoli nella filiera” è possible visualizzare la presentazione qui di seguito: > leggi
Il TALK SHOW, che ha visto la partecipazione dei massimi leader di opinione europei del mondo dell'industria, della distribuzione e delle associazioni di settore, ha dimostrato la possibilità e l'utilità di un confronto tecnico fra i diversi attori del mercato. Una rara occasione di unione e confronto tra produzione e distribuzione, momento di riflessione utile per ridefinire la filiera e i ruoli rispetto a come sta evolvendo il settore e relativamente alle aspettative di ciascun attore coinvolto, con uno sguardo rivolto al futuro del settore in chiave europea.
(11/10/2011)
Steve Jobs e Wilson Greatbatch sono morti ad una settimana di distanza. Articoli e pellegrinaggi per il fondatore dell’Apple, poche menzioni per l’inventore del Pacemaker.
La considerazione su come l’informazione mediatica sia condizionata dal mondo consumistico è rilevante. Oggi l’informazione passa prima di tutto in rete, viene ripresa e diffusa da blog, forum e commenti sui social network. Solo una parte dell’informazione globale oggi dipende dai media classici... quelle fonti che fin’ora si sono chiamati generalmente “mezzi di informazione” ma probabilmente non ha più senso definire così solo loro. Oggi, poi, questi media devono seguire logiche di audience e di indici di vendita, per cui a loro volta calcano l’onda delle notizie che fanno più scalpore, quelle che verranno lette, a discapito di notizie altrettanto importanti ma che finiscono nelle pagine centrali o in fondo al sito.
Per riequilibrare la situazione forse arriveremo ad un punto in cui le testate “autorevoli” saranno delegate a “rettificare” e “dare un equilibrio” alle informazioni circolanti. Un passo indietro e avanti allo stesso tempo. Un po’ come l’evoluzione nel mondo industriale nel “tornare indietro” ai valori ecologistici, del buon vivere, ecc. Forse, allora, ci saranno alcune testate pioniere che decideranno di “urlare” nel coro anche le notizie poco considerate, per educare i giovani all’informazione pura e semplice, non veicolata. Non saranno lette, non avranno fondi, ma forse, il sistema collettivo maturerà al punto da giudicare positivamente i valori etici di queste scelte. Da marketing sostenibile a informazione sostenibile.
Una nota per chi non sappia chi sia Wilson Greatbatch (dubito che qualcuno non conosca Steve Jobs…).
Wilson Greatbatch, ingegnere e inventore statunitense, è morto il 28 settembre 2011. Tra le sue invenzioni, la più importante è stata sicuramente il Pacemaker, portando al mondo intero cambiamento e innovazione con uno strumento che ha allungato la vita a milioni persone.
(06/10/2011)
Nuovi modelli di business e strategie di comunicazione per combattere la crisi
Organizzazione manageriale, marketing e comunicazione possibili chiavi di svolta
RISULTATI DELL'ANALISI CONGIUNTURALE DEL PRIMO SEMESTRE 2011
In ulteriore calo del 3% i pazienti dei dentisti italiani. Dalle ultime rilevazioni dell’istituto di ricerca Key-Stone su un campione di 1.000 studi intervistati tra luglio e settembre 2011 emerge una forte riduzione delle visite nel primo semestre 2011, che peraltro conferma la tendenza negativa registrata già negli anni scorsi. Questo calo infatti si va ad aggiungere al -4,3% del 2010 e al -7,1% del 2009. Con una riduzione complessiva dall'inizio della crisi stimato in - 13,5% corrispondente a circa 2,5 milioni di pazienti in meno per gli studi dentistici privati italiani.
In difficoltà gli studi mono-professionali. In Italia il comparto degli studi è formato soprattutto da “microstrutture”: ben il 75% degli studi infatti ha soltanto una o due poltrone. Per loro continuare ad essere efficienti è sempre più difficile: talvolta i costi fissi dell’attività diventano talmente incidenti da non poter avere spazi di manovra sui prezzi applicati ai pazienti, che quindi si allontanano sempre di più dagli studi mono-professionali, richiamati dall’appeal dei prezzi contenuti di studi grandi o catene.
Sempre più in auge l'odontoiatria “commerciale”. IL nuovo fenomeno che va espandendosi: studi di grandi dimensioni o composti da sistemi di affiliazione o associazionismo di studi privati, franchising, Enti (pubblici, semi-pubblici, universitari, ecc.) scendono in campo con offerte e prezzi molto competitivi, e diventano modelli alternativi e di successo. E se la qualità complessiva delle prestazioni rimane più che accettabile – aspetto imprescindibile – è chiaro che, con la riduzione lenta ma inesorabile dei pazienti, avranno un ruolo sempre più dominante. I loro fattori chiave di successo sono la capacità di ottenere la “massa critica” che consente di mantenere alta la qualità, l’attitudine a comunicare generando domanda e la competitività del prezzo.
La prevenzione è un vantaggio economico. Molte analisi di mercato dimostrano che all’aumentare delle visite la spesa pro-capite diminuisce. Proprio le fasce appartenenti ai ceti medio bassi avrebbero un vantaggio maggiore a frequentare più sovente lo studio dentistico. Questa potrebbe essere allora un’alternativa valida per mantenere l’appealing degli studi anche piccoli.
La comunicazione, nuovo fattore chiave per lo studio odontoiatrico del futuro. Intesa soprattutto come sensibilizzazione e coinvolgimento della popolazione, una comunicazione efficace deve agire con operazioni mirate direttamente nel proprio ambiente e nel proprio ambito di competenza: i propri pazienti ed ex-pazienti e relative famiglie. Il potenziale bacino di Italiani rispetto al quale i dentisti possono avere un ruolo attivo in tema di comunicazione è stimato in oltre 18 milioni di pazienti, considerando che il 60% delle famiglie ha o ha avuto un dentista di fiducia.
“Tutti sappiamo come in questi anni il Paese viva una fase assai complessa – commenta Roberto Rosso, Presidente Key-Stone - una situazione nella quale la ridotta capacità di spesa è dovuta anche all'aumento delle occasioni di acquisto. Occorre quindi che il settore operi anche in ottica di maggior organizzazione commerciale ed è necessario che alcune logiche di marketing, in particolare della comunicazione di marketing, entrino a far parte della quotidianità dello studio dentistico. Soprattutto in considerazione dell'abbattimento delle barriere che ostacolavano l'uso di strumenti e mezzi particolarmente incidenti sulle abitudini dei cittadini, come la pubblicità e le promozioni”.
(20/09/2011)
Giovedì 6 ottobre, all’interno di EXPODENTAL Forum, il Convegno intitolato “Globalizzazione del mercato dentale: opportunità e minacce”. Conferenza e Talk-Show per un confronto fra esperti del settore, della produzione, distribuzione e le associazioni.
Un incontro di grande interesse e richiamo per gli addetti ai lavori dei depositi dentali e più in generale per tutte le aziende coinvolte lungo la filiera.
L'evento è voluto da UNIDI (Unione Nazionale Industrie Dentarie Italiane) in collaborazione con ADDE (Association of Dental Dealers in Europe) e FIDE (European Dental Industry Federation) e organizzato da Key-Stone. Si terrà a Roma giovedì 6 ottobre nell'ambito delle tre giornate di International Expodental.
Scarica l'invito per partecipare:
Programma
CONFERENZA - Alberto Cellini, Professore di Marketing alla scuola di Management MIP Milano : “Globalizzazione e scenari evolutivi nel B2B del nuovo decennio”
Dall’internazionalizzazione alla ridefinizione della catena del valore e dei ruoli nella filiera
TALK SHOW - Tavola rotonda tra i manager europei di alcune delle principali aziende di produzione e distribuzione e i presidenti ADDE e FIDE.
Per il mondo della distribuzione parteciperanno:
-BVD: Lutz Müeller - President of Bundesverband Dentalhandel e.V.
-HENRY SCHEIN: Bob Minowitz - President, Henry Schein European Dental Group
-PLANDENT: Tuomas Lokki - Vice President, Marketing and Sales of Planmeca Group
-PROCLINIC: Julián Raneda - President of Proclinic
-Valentina Burzacchi - Amministratore Delegato di BURZACCHI in rappresentanza dei depositi locali
Inoltre parteciperà Dominique Deschietere, President of ADDE
Per i fabbricanti parteciperanno:
-3M ESPE: Roland Richter - Head of Business Development West Europe 3M Espe
-DENTSPLY: Rudolf Lehner - Group Vice President Europe, Dentsply International
-KERR - Danaher Group: Michele Puttini - Kerr Managing Director Sales & Marketing Europe
Inoltre parteciperà Jürgen Eberlein, President of FIDE
Presidenti:
-Maurizio Quaranta - Vice Presidente ADDE
-Alessandro Gamberini - Vice Presidente FIDE
Coordinatore scientifico e moderatore: Roberto Rosso - Presidente KEY-STONE
Tradotto simultaneamente in cinque lingue: Inglese, Francese, Tedesco, Italiano e Spagnolo
(20/09/2011)
Comunicazione in Odontoiatria : efficacia della comunicazione personale e promozione della professionalità. Un Convegno per comprendere e gestire la comunicazione della professione odontoiatrica, vista come promozione non solo personale ma anche della categoria, in un momento in cui il settore sta evolvendo verso nuove forme di visibilità e di offerta al pubblico.
Roberto Rosso, Presidente Key-Stone e docente presso la Facoltà di Economia dell’Università di Torino, sarà il coordinatore e moderatore del Dental Management Symposium, un evento voluto da Unidi e organizzato da Key-Stone, che si terrà a Roma sabato 8 ottobre nell'ambito di International Expodental e dal titolo "Comunicazione in Odontoiatria : efficacia della comunicazione personale e promozione della professionalità".
Scarica l'invito per partecipare:
Parteciperanno: Antonella Polimeni, Renata Polverini, Nicola Illuzzi, Carlo Guastamacchia, Fabio Tosolin, Silvio Saffirio, Patrizia Serblin.
Presidente: Mauro Matteuzzi. Coordinatore e moderatore: Roberto Rosso.
Accreditamento ECM per 100 odontoiatri.
(12/09/2011)
Analizzare brand e mercati utilizzando il sistema Chromothinking, un metodo di "profilatura" basato sulle teorie psicologiche di Gustav Jung (psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero).
Gli autori di Chromothinking descrivono il modello junghiano, che individua 4 tipi psicologici assoluti, i quali, opportunamente "miscelati" come fossero colori primari, danno origine ad una serie amplissima di altri sotto-tipi, ciascuno con caratteristiche e modelli di comportamento peculiari.
A cominciare da un questionario individuale, elaborato da un sistema informatico, il Profilo Personale Insights Discovery elabora informazioni preziose su : stile personale, stile di management, stile di vendita e comunicazione ed infine aree di potenziale sviluppo personale.
Partendo da queste premesse, il metodo fornisce degli strumenti operativi che consentono una nuova lettura della realtà che ci circonda, applicabili a qualunque aspetto del business.
Questo approccio sarà utilizzato soprattutto per strategie di posizionamento, attingendo a dati nuovi e diversi rispetto a quelli utilizzati sino ad ora, o di segmentazione dei mercati sulla base di comportamenti d’acquisto analizzati secondo logiche diverse rispetto a quelle classiche. Il modello è strutturato sia per dare subito una visione di insieme, sia poi per gestire le situazioni puntuali in piena coerenza. Si tratta infatti di utilizzare o meglio rileggere informazioni già presenti in ogni contesto organizzato o meno con un punto di vista diverso e accresciuto della componente psicologica.
Il sistema Chromothinking viene descritto nell'omonimo libro edito da Il Sole 24 Ore e ha avuto subito alcuni seguiti: la nota rivista MARK UP ha deciso di dar vita ad una nuova rubrica mensile con lo scopo di analizzare brand e mercati utilizzando proprio questo approccio innovativo. Anche noi monitoreremo allora i loro risultati, curiosi di vederne funzionamento e attendibilità, per scoprire, magari, che è nata una nuova frontiera dell’analisi di mercato.
(07/09/2011)
Se fino a pochi anni fa le strutture architettoniche erano progettate prevalentemente, se non esclusivamente, secondo criteri economici o in funzione della merceologia da vendere, oggi invece la qualità architettonica è essa stessa una priorità da perseguire. Non più spazi asettici e senza personalità, ma supermercati “attraenti”, vere opere di architettura, moderne e suggestive, creative e stimolanti, dallo stile non standardizzato, sovente non riproducibile neanche dalla catena stessa.
La struttura architettonica, quindi, acquista sempre maggiore importanza per l’impatto che la struttura può avere sull’attrazione, sul funzionamento e sull’utilizzo che ne farà il target di destinazione.
Secondo la rivista francese Sites commerciaux, i tre assi portanti su cui si basa un progetto architettonico di uno shopping center sono: verticalité, mixité e durabilité, traducibili con: verticalità, diversità urbana e sostenibilità.
Verticalité. Tra l’aumento progressivo dei costi dei terreni ai margini di una città e l’obbligo di rispettare gli spazi agricoli verdi, ecco allora nascere centri commerciali multipli o complesso polifunzionali, inseriti in complessi immobiliari multifunzionali, siano essi di tipo residenziale, direzionale, a funzioni pubbliche, hotel o altro. Il successo di un centro ad uso plurimo risiede nel fatto che ogni attività inserita sia sinergica alla vitalità di tutto il complesso. Shopping center più piani (verticalità), quindi, e/o connessi ad abitazioni o uffici. Con le conseguenze che ciò comporta: apertura prolungata di sera, maggiori spazi per ristorazione, bar e servizi, aree verdi, ecc.
Inoltre sta modificandosi il rapporto tra mercato “nuovo” e “di trasformazione”: sono richiesti sempre di meno centri commerciali completamente nuovi e si tratta sempre di più di ampliamenti o riqualificazioni di strutture esistenti.
Mixité. È chiaro che l'intervento in aree residenziali richiede uno studio approfondito di come le diverse realtà possano integrarsi opportunamente. Questo è oggi chiamato analisi della diversità urbana, che rifiuta i concetti di divisione e esclusione dell’area urbana secondo la funzionalità, ma piuttosto saper opportunamente mescolare in un mix di funzioni, con un corretto equilibrio di ruoli, rapporti, interrelazioni e compatibilità che va molto al di là del mero giustapporre le aree.
Durabilité. Infine è evidente che questa è l’ora della sostenibilità ambientale. Se questo vale un po’ in tutti i settori, relativamente ai centri commerciali questo è evidente in primis nei confronti dell’offerta al pubblico, che punta sempre più su prodotti biologici, packaging dal ridotto impatto ambientale, linee di prodotti a km 0, ecc. Questa filosofia coinvolge allora anche l’architettura e l’immagine dei punti vendita: utilizzo di materiali di costruzione particolari, semplici e autoctoni, riciclo del materiali di scarto, procedure e progetti che seguono i dictat dell’urbanistica sostenibile per rendere le strutture più coerenti con il circondario.
Per approfondimenti si consiglia la lettura di: Sites commerciaux , Infocommercio e Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali .
(05/08/2011)
Molti smartphone dispongono, ormai, delle stesse capacità di un computer; il loro trend di crescita costante potrebbe in un futuro nemmeno tanto remoto coprire più della metà delle vendite mondiali di dispositivi mobili.
| L’innovazione in questo settore non mostra certo segni di rallentamento: gli utilizzatori di smartphone hanno superato i 20 milioni e il sorpasso sui telefoni tradizionali è imminente, con una crescita del 52% rispetto allo stesso periodo del 2010.
II dati Nielsen sull’utilizzo del Mobile in Italia nel primo trimestre del 2011 (dati mensili) rilevano una costante crescita del numero di individui che accedono ad internet dal proprio cellulare: 13 milioni a inizio 2011, il 34% in più rispetto allo stesso periodo del 2010 e oltre 5 milioni in più rispetto al primo trimestre 2009. |
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Le Applicazioni:download da record. Oggi 46 milioni di persone utilizzano in modo attivo gli smartphone per accedere alle Apps: programmi pensati e realizzati per funzionare su un cellulare, alcune servono semplicemente per navigare, altre invece, eseguono compiti più specifici come per esempio navigatori satellitari o guide turistiche digitali.
Essendo arrivati per primi sul mercato ed in una maniera anche brillante al momento Apple rimane il brand per la quale sono state prodotte il maggior numero di applicazioni (circa 100.000). Secondo le due classifiche riportate dalla Apple - applicazioni a pagamento e applicazioni gratuite-, in cima alla lista delle prime c’è WathsApp Messenger, seguita da SoundHound, Traffic Rush e Angry Birds. Per quanto riguarda le applicazioni gratuite, invece, a fare registrare record di download sono state Facebook, Shazam e Skype.
Retailer e Consumatori. Lo smartphone potrebbe diventare in futuro lo strumento più utilizzato nelle relazioni e quindi, dal punto di vista del marketing e della comunicazione, diventare un’occasione per impostare un “dialogo digitale” tra retailer e consumatore, grazie ad apposite applicazioni. Applicazioni che potrebbero avere una funzionalità in termini di ordini e cataloghi online, ma anche dare un ulteriore impulso allo shopping digitale.
Lo smartphone contribuirà a velocizzare il processo di cambiamento degli strumenti standard per chi fa marketing ?
(29/07/2011)
Dai social network alla social room il passo è breve. Le social room sono stanze – per adesso ubicate solo in ostelli – dove è possibile soggiornare senza pagare in denaro ma attraverso un baratto di esperienze, conoscenze, skills, foto, video ecc. con gli altri ospiti. In pratica si mette a disposizione degli altri clienti le proprie competenze in fatto di viaggio e - va da sé - si assorbe allo stesso tempo cultura e conoscenza altrui. In questo modo è possibile fare il check out senza pagare il conto.
Questa evoluzione sociologica del viaggiatore rivela una nuova attitudine di viaggiare: non solo per fare esperienze ma soprattutto per condividerle, in tempo reale. Il web non è più uno strumento indispensabile solo nella fase del pre-viaggio (per reperire informazioni turistiche su città, mezzi di trasporto, attrazioni ecc.) e del post-viaggio (lasciare commenti, recensioni, consigli, tenersi in contatto con i compagni, ecc.) ma anche del “durante”: in questo modo gli itinerari diventano più flessibili e mutano proprio a seconda di quanto viene condiviso. E a conferma del trend di voler mettere tutto in comune, la possibilità di collegarsi ad una rete è diventata una delle caratteristiche più segnalate (e ricercate), dalle guide turistiche o dai siti web stessi.
A questo proposito, il Centro Studi Etnografia Digitale, analizzando siti, forum e blog di viaggiatori ha delineato tre tipi di “viaggiatore 2.0” o “backpakers”, ossia viaggiatori con lo zaino tecnologici, sulla base di comportamenti e abitudine virtuali:
Il guru. È l’esperto della community, preparato e disponibile, elargisce consigli utili (dalla preparazione del bagaglio all’elenco dei posti da visitare), con post dettagliati e con l’intento di trasmettere la sua conoscenza all’interno della community.
Il Newbie o Newcomers. Essendo un nuovo utente, tende in modo particolare a infondere e condividere dubbi e incertezze. Insicuro e in antitesi con gli atteggiamenti del Guru, partecipa alle community soprattutto nel momento della pre-partenza.
Il turista. È il viaggiatore scontento, scrive soprattutto per screditare o esprimere il suo disappunto; partecipa alle community online soprattutto nel periodo post-viaggio.
Dal punto di vista dell’hotel management è interessante monitorare i comportamenti di questi utenti-viaggiatori per carpire con anticipo evoluzioni e tendenze, e l’offerta turistica più valida e appealing. Ad esempio dalle community di viaggiatori in ostelli emerge con forza la voglia di “green” e di strutture formato famiglia oppure la richiesta di “ladies hostels”, strutture segnalate da ragazze per ragazze. Anche se , per ora, l’abitudine - tutta europea - di partire con lo zaino in spalla, in Italia ha contagiato solo qualche piccolo gruppo di teen-ager: chissà se l’inevitabile contagio della moda o la crisi faranno scoprire agli italiani la voglia di viaggiare e non solo, semplicemente, “fare una vacanza”.
(26/07/2011)
Lunedì 25 luglio, a Torino avvertiamo una scossa di terremoto. Cinque minuti dopo la notizia è già sui principali organi stampa online e tra tutti colpisce una frase: “ ... considerando la provenienza dei tweet si può presumere che l’epicentro possa essere in Val di Susa…”.
In realtà il terremoto è poi risultato avere centro nel Pinerolese, poco distante, ma è curioso analizzare la modalità di rilevazione del dato statistico. Innanzitutto la segnalazione sui social network e siti di condivisione online è stata immediata e massiccia. Inoltre, il considerare la provenienza dei tweet per “dedurne” notizie. Anche se al momento non garantisce attendibilità, influenzato dalla non omogeneità dell’utenza online, fa nascere considerazioni su come potrebbe evolvere il settore quando la diffusione della rete sarà più capillare e l’utenza più globale: sarà il “just in time” il futuro della statistica per i grandi eventi?
(23/07/2011)
Coworking significa “lavoro in condivisione”: un luogo attrezzato in cui lavoratori con diverse professionalità e competenze svolgono la loro attività in autonomia, ma condividendo con gli altri coworker - oltre che spazi e strumenti- alcuni valori comuni come la collaborazione, la disponibilità, il proprio sapere. È un fenomeno emergente cha va ad inserirsi nell’ambito di quelle realtà che fanno della condivisione il principio fondante, come il car-sharing, il bike-sharing, lo share knowledge, il crowdsourcing. Con la differenza che il coworking ha bisogno di spazi fisici per concretizzarsi e dare la possibilità di incontrarsi e lavorare.
In pratica, chi usufruisce di questo servizio accesso ad una struttura completamente arredata e dotata non solo di postazioni singole ma anche di sale riunioni, oltre che stampante, fax, area break. Si hanno a disposizione linee telefoniche e connessione ad internet, in un ottica di totale flessibilità, per venire incontro alle esigenze di ognuno. Con il proprio portatile si occupa lo spazio di cui si necessita e si paga per ciò che si consuma. Tutto ciò senza spreco di spazio o energia. Per la loro estrema flessibilità, queste strutture riescono ad unire e mettere d’accordo diverse tipologie di utenti: giovani che decidono di avviare una nuova impresa per conto loro e non possono permettersi un locale; professionisti in viaggio di lavoro che si trovano temporaneamente in città e hanno bisogno di avere a disposizione un ufficio o un punto dio appoggio; telelavoratori o lavoratori da casa, che non vogliono passare le giornate soli.
Nato nel Nord Europa e Nord America, dove gli spazi di lavoro “fast & low cost” si sono diffusi già da una decina d’anni con successo, il coworking si differenzia dai “business center” per una maggiore livello di socialità e condivisione degli spazi, in quanto diventa centrale il momento dell’interazione (e con esso della relazione) finalizzato allo sviluppo di sinergie istantanee tra individui.
In Italia gli uffici condivisi sono arrivati un paio d’anni fa, con le prime aperture a Milano e a Roma, secondo una logica più di “improvvisazione” e solidarietà. Grandi uffici non completamente occupati venivano suddivisi in modo che la parte inutilizzata fosse data in affitto temporaneo a freelance o avventori di passaggio, a tariffe flessibili ed economiche. Poi la domanda di questi spazi ha cominciato a crescere e l'offerta a differenziarsi. Oggi gli spazi per coworker sono sempre più numerosi e diffusi, grazie anche al passaparola amplificato dai social network, ma soprattutto perché sono una soluzione adatta alle moderne modalità lavorative, sempre in trasformazione e con esigenze di organizzazione del lavoro meno statiche e passive.
Coworking project o CoWo è considerata una delle prime esperienze organizzate di coworking in Italia. Si rivolge da un lato a tutti i lavoratori apolidi e desiderosi di entrare in una struttura di ufficio senza sobbarcarsi le spese di struttura e dall'altro lato a chiunque possieda mq inutilizzati e desideri metterli a disposizione del network. I prezzi sono fissi per tutti gli affiliati: 50 euro per un affitto di 3 giorni al mese, 250 per una postazione disponibile 24 ore su 24, sette giorni su sette. Con questa formula il network CoWo è a oggi composto da 34 spazi diffusi in tutta Italia, spesso presenti dentro altre realtà di ufficio che riconoscono nell'idea il potenziale, anche economico, che sta dietro l'apertura delle proprie stanze ad altri soggetti.
Senso di comunità, indipendenza, flessibilità: sono questi gli ingredienti principali che caratterizzano i coworking, dove la condivisione del luogo diventa opportunità. In futuro scopriremo se sono semplicemente soluzioni “di moda” in un operiodo di incertezza e crisi come quello che stiamo vivendo, oppure sono il segnale di un profondo cambiamento del modo di intendere il lavoro a livello sociale. Ciò che è certo è che il coworking ha dalla sua il vantaggio di confluire in una sempre più dominante prospettiva glocale (globale + locale): da un lato il radicamento del proprio lavoro nel territorio e la ricerca di un rapporto umano con il proprio vicino di scrivania e dall'altra la complementare possibilità di collaborare con qualcuno situato dall'altra parte dell'emisfero, generare progetti che non sentono il peso geografico della distanza e si realizzano nella reciproca collaborazione.
Tra i nuovi trend di advertising impazzano sul web i “Coupon sites” recentemente approdati in Italia e oggi un mercato in continua crescita.
Queste piattaforme consentono ai potenziali clienti un risparmio in termini di denaro e sono inoltre una formula di marketing pubblicitario aggressivo riconducibile al fenomeno di acquisto d’impulso, con l’obbiettivo di riuscire ad alimentare il traffico clienti nei propri punti vendita.
La formula è quella del "gas web" gruppi di Acquisto solidali a fronte di un'offerta concorrenziale a tempo, chiamata "deal del giorno".
Il capostipite è Groupon, il cui ideatore e fondatore è l’americano Andrew Mason, grazie al quale il fenomeno si è così diffuso in pochissimo tempo.
Tra i leader del settore citiamo inoltre Groupalia,Youdeal,Citydeal;Jetsetter,Glamoo,LetsBonus e Poinx.
Inoltre stanno prendendo piede Coupon site specializzati in specifici settori,come ad esempio la bellezza e i viaggi.
Secondo l'ultima analisi condotta da Comscore, è proprio l'Italia, seguita da Francia e Regno Unito, ad aggiudicarsi il podio di utilizzo con un incremento nel 2010 del 15% rispetto l’anno precedente.
Come Funziona Il punto di forza di questi siti è quello di offrire alle aziende uno spazio online nel quale si ha possibilità di mettere a disposizione beni e servizi vari ad un prezzo decisamente inferiore a quello di mercato (dal 50% al 70% in meno) a patto che venga raggiunto un numero minimo di acquirenti, che serve come una sorta di assicurazione per gli inserzionisti.
Possiamo dunque affermare che alla base del successo dei coupon, il prezzo sia il fattore più importante, e l’obbiettivo dei commercianti online è quello di conquistare nuovi clienti concorrendo sulle politiche di prezzo.
Il lancio di questa funzionalità ha successo soprattutto per le offerte B2C in quanto consente all'acquirente un reale vantaggio in termini di risparmio ma anche un'ottima vetrina per l'azienda che decide di promuoversi attraverso i social shopping.
Tra le nuove tecnologie non poteva di certo mancare l’ applicazione mobile disponibile sul Wap, Android, Blackberry, iPhone e Windows Phone 7 attraverso i quali è possibile non solo effettuare acquisti ma anche recuperarli utilizzando lo schermo come una cedola.
L’indagine condotta da Accenture a livello mondiale su shopping e utilizzo dei dispositivi cellulari evidenzia che il 79% dei possessori di smartphone troverebbe utile scaricare sul cellulare buoni sconto, il 73% ricevere coupon quando si passa vicino ad un prodotto nel punto vendita. Diversamente, meno della metà, 48%, di coloro che hanno uno smartphone, ha scaricato un coupon dal proprio PC.
Anche il colosso Google sta cercando di farsi strada in questo nuovo business progettando di lanciare un prodotto concorrente, chiamato Google Offers , dopo il tentato acquisto di Groupon per $ 6 miliardi. In alcune città degli Stati Uniti è già stata lanciata la versione beta di Google Offers.
Sviluppi Futuri Sicuramente si tratta di un fenomeno da monitorare per capire se il coupon sia davvero l’evoluzione delle promozioni o un trend passeggero.Riuscirà a diventare uno strumento di marketing in grado non solo di attrarre un target di persone interessate esclusivamente allo sconto,ma anche di fidelizzare i consumatori conquistati? Con 83 milioni di iscritti attuali e prospettive di sviluppo (almeno a breve),le aspettative di successo sono altissime.
Se lo vediamo come uno strumento di vendita,sicuramente è da considerare inefficace,dal momento che la marginalità di guadagno è minima,se non,addirittura in perdita (il tramite trattiene c.ca il 50% dei ricavi). Se,però,lo consideriamo giustamente uno strumento di comunicazione,allora,confrontato con gli investimenti in altre forme (a.d.v.) risulta sicuramente una buona leva promozionale a bassissimo costo.
Questo però solo se lo si riesce a sfruttare appieno e non relegando gli utilizzatori di coupon a “clienti secondari”.
La verità è infatti che spesso la percezione del consumer è quella del “cliente di serie B” costretti e vincolati a utilizzare il proprio coupon nei giorni di minor frequentazione. Il rischio è che i commercianti non vedano nel “social” un’occasione per ampliare il proprio portfolio clienti bensì una mera perdita in termini economici.
L'innovazione è l'unico modo per sopravvivere in un mercato sempre più globale e competitivo. Non ci sarà mai carenza di iniziative intelligenti, marchi, prodotti e servizi che soddisfino i desideri dei consumatori in modi sempre nuovi e sorprendenti. Infatti, in un mercato globale impegnato nella “creative destruction”, la Stravaganza Innovativa è sempre più il modo che scelgono le aziende per farsi notare ed emergere dall’ampia gamma di offerta presente.
Secondo Seth Godin l’innovazione non è solo tecnologia e eccellenti intuizioni ma è proprio una forma mentis, un processo e uno stile di vita.
Le attuali tendenze di consumo e i cambiamenti nel comportamento dei consumatori stimolano le aziende ad innovare, a lanciare nuovi prodotti, servizi, idee ed esperienze.
Parlando di innovazione non dobbiamo necessariamente pensare ai laboratori di R&S e camici bianchi: nella nostra attuale economia, l'innovazione di marketing è altrettanto importante, e spesso risulta vincente, a livello di vendite e notorietà, sull'innovazione tecnica.
Inoltre, poiché i desideri dei consumatori sono sovente “frivoli”, nuovi prodotti e servizi possono essere, a loro volta, qualcosa di superficiale.
In terzo luogo, fare o iniziare qualcosa di nuovo non implica obbligatoriamente budget elevati: sovente le innovazioni più di successo si basano su idee brillanti, agilità creativa e investimenti contenuti.
La rivista americana Trendwatching ha classificato i più recenti esempi di stravaganza innovativa nel marketing in 14 categorie, secondo gli atteggiamenti dei consumatori:
Dopo essere stato sperimentato negli Stati Uniti, anche in Italia è arrivato il riconoscimento facciale su Facebook: il sistema è in grado di riconoscere i volti sulle foto “postate” tra le persone gli iscritti alla lista degli amici, rendendo più agevole e immediato il tag.
Il lancio di questa funzionalità è arrivato un po' a sorpresa e in silenzio, avvisando solo a cose fatte: come quasi tutte le novità di Facebook, anche il riconoscimento facciale, introdotto negli Stati Uniti prima (dove ne ha usufruito il 5% degli utenti) ed esteso poi all’Italia e «alla maggior parte dei Paesi», compare tra le impostazioni di default del profilo.
Immediato il dubbio e le critiche di chi rivendica il diritto della difesa della privacy, visto che l’utente deve disattivare il riconoscimento facciale e non ha, al contrario, il diritto di scegliere se adottarlo.
Ci si chiede perché a Facebook interessano tanto queste funzioni “anti-privacy” anche a rischio di denuncia e malcontento. Facebook è sempre a caccia di informazioni personali associabili ai profili, essendo questa la modalità virale sulla quale si poggia il business del social network, essendo gli incassi pubblicitari direttamente proporzionali alla quantità di dati scambiati dai suoi utenti. Ricordiamo che anche Google, per lo stesso motivo, aveva già puntato anni fa su un software di riconoscimento facciale, e sempre per timori legati alla privacy ci aveva subito rinunciato.
Social Commerce è l'evoluzione in senso web 2.0 del commercio online (e-commerce), che consente a una maggiore interattività e partecipazione da parte dei clienti, attraverso blog, sistemi wiki e la condivisione di articoli scritti dai membri delle community. [definizione tratta da Wikipedia]
Questa nuova modalità di commercio elettronico abbraccia in pieno la tesi del Cluetrain Manifesto "i mercati sono conversazioni".
Grandi aziende di e-commerce già da anni stanno sviluppando dei sistemi che consentano ai membri della propria comunità di dialogare reciprocamente, ma oggi il fenomeno si sta sempre più diffondendo.
In pratica il social commerce si riferisce agli scambi commerciali online che usino mezzi di comunicazione sociale e aiutino la vendita e l’acquisto di beni e servizi attraverso contributi ed interazioni sociali sul web.
Secondo Toby Beresford di Syncapse (il famoso Social Media Tool Provider), ci sono sette diverse azioni che definiscono il social commerce (v. immagine):
Parlando di “social” viene subito in mente Facebook, ma in realtà i primi esempi di social commerce sono precedenti, con Ebay, che nasce quindici anni fa come un sito sociale in cui persone vendono a persone e si scambiano opinioni e recensioni. Ed è sul concetto di social commerce che eBay diventa il più grande marketplace al mondo. Ma sul social commerce si fondano anche i business di Amazon o di Ciao, fondato nel 1999.
Per molto tempo l’e-commerce è stato visto prettamente dal punto di vista tecnico, di usabilità dei servizi di compravenditae legato soprattutto ai prodotti esporti e commercializzati; non era quindi visto in relazione al mondo della conversazione e dei social media. Cresciuto poi enormemente l’uso delle reti sociali da parte degli utenti anche nell’ambito del commercio elettronico, è stata vista allora anche l’opportunità di trasformazione dell’e-commerce in social commerce.
Sui social network gli utenti non cercano più solo recensioni di prodotti, ma chiedono le opinioni tra i propri amici, esprimono le intenzioni di acquisto e le loro preferenze, parlano di quello che hanno comperato, raccontano la storia di quello che è successo con il loro prodotto.
Oggi abbiamo un panorama vasto di opportunità: nel mondo della moda Polyvore, StyleHyve, Weardrobe, ThisNext , tra siti di recensioni ed opinioni dei clienti c’è BaazarVoice o PowerReviews , gruppi d’acquisto come Groupon o Groupalia, proposte di co-shopping come Myfab e Decision Step, condivisione di servizi come Swipely e Blippy , “liste dei desideri” come Wishpot e i più recenti Boutiques.com di Google e Look Book di Ebay.
Tutto questo impatta principalmente sull’esperienza del cliente, ma Facebook e tutti i social networks della rete non possono integrare o compensare il servizio commerciale in sé, che deve ovviamente funzionare bene e con efficienza. Sicuramente in questa direzione c’è ancora molto da fare, in una realtà che sta crescendo con velocità esponenziale.
(25/05/2011)
Venerdì 27 maggio, all’interno della 54° edizione del Congresso Amici di Brugg a Rimini, si terrà il workshop “A che punto è la crisi? La situazione nel settore dentale”, riguardo l'evoluzione del mercato dentale negli ultimi anni.
La conferenza si svilupperà prendendo spunto dalle ricerche di settore realizzate dal Servizio Studi ANDI e da UNIDI con Key-Stone. Parleranno i presidenti di Amici di Brugg, Andi e Unidi, il dott. Roberto Callioni – responsabile del Servizio Studi ANDI e Roberto Rosso – presidente Key-Stone; dibattito a chiusura dei lavori. Scarica l’invito.
Nonostante conflitti, incomprensioni e incolmabili distanze, la guerra dei sessi sta per finire. Basta con le tradizionali dicotomie uomo-donna, Marte andrà incontro a Venere e viceversa. O almeno è la rivoluzione EN-GEN (End of Gender) che prevede Faith Popcorn, trend hunter della società americana BrainReserve.
Alcuni segnali sono già osservabili: donne capofamiglia che portano a casa più della metà del reddito complessivo familiare; donne manager che raggiungono posizioni sempre più prestigiose (ovviamente stiamo parlando di USA e non di Italia, ndr): secondo uno studio americano, le donne single e senza figli sotto i trenta anni guadagnano l’8% in più rispetto ai loro coetanei uomini. Sul fronte opposto si cominciano ad osservare i cosiddetti stay-at-home-dad , i “casalinghi”, e gli uomini si riscoprono sempre più dediti alla casa, alle pulizie e alla cucina.
Dal punto di vista dei consumi questo avvicinamento tra i generi sta condizionando alcuni settori, ma in realtà è lo stesso trend ad essere spinto e promosso dalle aziende, che vedono nuove opportunità e nuovi consumatori. Alcuni cambiamenti sono già evidenti. Il design ad esempio: non ci sono più prodotti smaccatamente disegnati per donne o per uomini. La tecnologia ha aperto la strada: un qualsiasi apparecchio Apple non è né “da maschio” né “da femmina”, ma semplicemente essenziale, elegante, senza riferimenti all’uno o all’altro gusto. Un altro esempio è l’auto elettrica, che coniuga perfettamente aspettative e valori dell’uno e dell’altro sesso: è ecologica (valore femminile) ma anche innovativa tecnologicamente (aspettativa maschile).
Ci sono alcuni stili di vita, poi, già diventati assolutamente “unisex”: l’attenzione al cibo, sia dal punto di vista delle calorie che della provenienza, il mantenimento della forma fisica, le cure estetiche, anche con i cosiddetti “ritocchini” chirurgici…
Si arriverà ad una convergenza anche nelle capacità manageriali e non solo nello stile di vita?
La business culture del 21esimo secolo sta andando sempre più nella direzione di atteggiamenti e valori “soft”: fiducia, autenticità, umanità, collaborazione, trasparenza, affidabilità… tutte caratteristiche associabili facilmente alle donne. Internet inoltre sta ulteriormente forzando questo percorso: le aziende, che vedono sempre più spesso sparire in un click la fedeltà dei loro clienti o la propria reputazione, adottano sempre più spesso strategie di ascolto e comprensione del loro target. Anche in questo caso, il proverbiale intuito femminile aiuta.
Se questo nuovo atteggiamento cominciasse a diffondersi, sembrerebbe che le donne siano in vantaggio. I cosiddetti archetipi femminili, infatti, sono basati sulla capacità di stabilire relazioni - non transazioni – su uno stile comunicativo, espressivo, fatto di immagini, racconti, ma anche capacità di ascolto e apprendimento. Uno stile che non è analitico per natura, ma basato su emozioni, sulla vulnerabilità e sulla condivisione. Le donne tendono a dare il meglio in situazioni complesse, il loro modo intuitivo - e a volte “caotico” - di pensare è molto adatto alla natura conversazionale del web e ai principi sottostanti i social network. Del resto, le donne sono abituate da sempre a costruire le loro valutazioni su modelli di raccolta di informazioni aggregate di varia provenienza…
F come Facebook, ma non solo: la nota rivista americana trendwatching ha esaminato come Friends, Fans & Followers influenzino le scelte d’acquisto dei consumatori secondo modalità sempre più sofisticate.
I consumatori fanno sempre più affidamento sulla loro reti di amici, fan e followers per scoprire, discutere e condividere opinioni su beni e servizi prima di fare un acquisto. Di conseguenza, mai come ora è importante per i brand assicurarsi di avere anche loro il “fattore F”.
In pratica è cambiata l’arena dei consumatori, il consumo è sempre più sociale: se, da una parte, le persone sono sempre state influenzate da ciò che pensano coloro che li circondano, è vero che lo sviluppo tecnologico sta sbloccando nuove manifestazioni di tale comportamento, amplificandone l’importanza e l'impatto.
Il fattore F è attualmente dominato da Facebook, ma non si tratta solo di Facebook. Prendiamo ad esempio la crescita esplosiva di Groupon, sito di affari ed occasioni a tempo limitato. Groupon ha utilizzato il principio dell’invita un amico (via e-mail) per viralizzare l’uso del servizio, arrivando a oltre 40 milioni di offerte a due anni e mezzo dal suo lancio (dati del sito internazionale). Ci sono inoltre tutta una serie di siti appositi per i consumatori che vogliono consigli e raccomandazioni su quali prodotti e servizi da acquistare, da Hotel-Me a Shopsocial.ly.
Per il Natale scorso è stato creato GiftFinder, un applicativo che si connette a Facebook e suggerisce i regali adatti per gli amici in base alle informazioni dei loro profili.
E, grazie alla continua diffusione degli smartphone, la ricerca di commenti e recensioni sui prodotti possono avvenire in tempo reale nel negozio stesso, o di inviare foto di se stessi mentre si provano i vestiti per un feedback immediato dai propri amici (apposite telecamere nei negozi Diesel, The Mirror Tweet, Macy's).
Risulta inoltre che l’acquisto condiviso aiuti ad aumentare le vendite: fare shopping sta diventando sempre più sociale, anche quando i consumatori ed i loro coetanei non sono fisicamente insieme, soprattutto nell’ambito dell’entertainment (acquisto di biglietti per concerti, ecc) come nel caso della Disney’s Tickets Together, un’applicazione che consente agli utenti di acquistare biglietti in gruppo direttamente da Facebook.
Infine, le reti di contatti dei consumatori stanno letteralmente trasformandosi essi stessi in prodotti e servizi, vendibili, scambiabili, con un valore commerciale. Non ultima, infatti, la moda di creare poster e gadget utilizzando opportune combinazioni delle foto dei propri contatti Facebook.

(27/04/2011)
Key-Stone presenta la nuova ricerca integrata del dentale, che vede ancora in crisi odontoiatri e odontotecnici, ma lo sviluppo di innovativi materiali e tecnologie a valore aggiunto fanno crescere l'industria.
Sono 55 milioni le visite negli studi dentistici con una riduzione di 2,5 milioni, ancora in calo la protesi, ma in fase di sviluppo con + 80 milioni il mercato professionale, che per la prima volta supera 1,2 miliardi nel 2010.
L'estesa ricerca Key-Stone è stata svolta su un campione rappresentativo di 1000 dentisti, oltre 600 laboratori odontotecnici e circa 100 aziende del mercato. I dati saranno presentati nei due Workshop UNIDI (Unione Nazionale Industrie Dentarie) il 4 e 5 maggio a Verona e Milano.
-Meno 2,5 milioni di visite nel 2010: Questa l'entità del calo degli accessi agli studi privati dei dentisti italiani, che nonostante la diminuzione di oltre un milione di pazienti - già sofferta l'anno precedente -continua a ridursi marcando un ulteriore - 4,3%. Si tenga conto che nel 2008 il numero complessivo di visite allo studio dentistico privato superava i 60 milioni.
-È intorno al 14% il calo del giro d'affari dichiarato dai laboratori odontotecnici: Questo è il dato nel 2010, dopo una precedente caduta di un 15% l'anno precedente, con una discesa complessiva in 3 anni che si attesta intorno al 25% per ciò che concerne la produzione di protesi.
-Il calo dipende anche dall'imprenditorialità delle strutture: Il fenomeno di riduzione non è esteso trasversalmente, ma riguarda circa il 26% degli studi dentistici e il 56% dei laboratori odontotecnici. In particolare sono le piccole strutture a risentire di un calo importante e prevale una certa rassegnazione degli "over 50" che perdono terreno rispetto ai colleghi più giovani.
-Ancora il Sud in forte calo: Il fenomeno del calo è stato particolarmente marcato al Sud, con un 54%di dentisti in fase recessiva (- 6,5% di pazienti nel complesso) e un 60% di laboratori che segnalano un'ulteriore decrescita rispetto a quella già patita nell'esercizio precedente.
-Un mercato da 1,2 miliardi di euro in piena crescita: Contrariamente al trend di pazienti, si sviluppa il comparto dei prodotti e delle attrezzature ad uso dentale, un settore con circa 4.000 addetti che solo nel 2009 - per la prima volta nella sua storia - aveva risentito della crisi marcando un -4,2%, e che torna a crescere con un +7,4% (Studio di settore UNIDI).
-Grandi strutture odontoiatriche a soccorso del mercato: I dati puntuali, su un campione statisticamente rappresentativo di distributori, confermano che i trend delle quantità di prodotti di base consumati, strettamente connessi agli accessi e alle visite (anestetici, prodotti monouso, materiali di otturazione, ecc.), risultano stagnanti ma non in calo come dichiarato dai piccoli e medi studi dentistici intervistati. Ciò a riprova che le strutture odontoiatriche più grandi stanno assolvendo maggiormente alla domanda di prestazioni odontoiatriche.
-Innovazione e valore aggiunto alla base della crescita: A prescindere dal basso o nullo incremento dei consumi in termini quantitativi, è aumentato di molto il valore aggiunto dei prodotti. Sono infatti in pieno sviluppo alcuni segmenti relativi a materiali maggiormente estetici e funzionali che inducono il dentista italiano a usare materiali sempre più costosi e sofisticati, a riprova dell'alto livello dell'odontoiatria italiana. A ciò si aggiunge un forte incremento di alcune discipline, come l'implantologia, l'ortodonzia e i trattamenti di cosmesi odontoiatrica tesi ad una maggior estetica.
-Nuove tecnologie per Studi e Laboratori: Lo sviluppo del mercato è altresì sostenuto dall'investimento di dentisti e odontotecnici in nuove tecnologie, che stanno rivoluzionando alcune metodiche diagnostiche, terapeutiche e di produzione protesica. Tra questi l'ingresso della Radiografia 3D, i nuovi sistemi di Chirurgia Guidata, l'Implantologia a Carico Immediato (che consente al paziente di non attendere mesi dall'intervento per la nuova protesi), la Rigenerazione Ossea e lo straordinario sviluppo del CAD-CAM, che consente ai laboratori la progettazione grafica assistita da computer di manufatti protesici che vengono prodotti con fresatrici computerizzate.
-Anche i denti diventano hi-tech + 37% di protesi CAD-CAM: Tra i vari fattori di sviluppo delle tecnologie, il fenomeno del CAD-CAM sta cambiando progressivamente la protesi odontoiatrica e le competenze richieste a dentisti e odontotecnici, alle prese con scanner, computer e con macchine a controllo numerico. La produzione di protesi fissa in ceramica che ha segnato un trend negativo intorno al 12%, ha visto un incremento del 37% degli elementi prodotti con metodiche CAD (Computer - Aided Design), che rappresentano ormai il 17% della protesi fissa.
"I dati 2010 - commenta Roberto Rosso presidente KEY-STONE - sono di nuovo positivi e ciò fa ben sperare rispetto ad un recupero strutturale del mercato. Anche l'analisi congiunturale del primo trimestre 2011 mostra un segno positivo del 4%. Ma ciò è dovuto essenzialmente allo sviluppo di valore aggiunto e non ad un incremento dei consumi in termini di volumi".
(11/04/2011)
Roberto Rosso - presidente di Key-Stone - sarà presente al convegno CNA SNO ANDI “ASTI Dental Day” , un evento destinato a odontoiatri, odontotecnici e igienisti dentali riguardo L’odontoiatria che cambia: lo studio ed il laboratorio tra problemi e opportunità.
Roberto Rosso interverrà con una relazione dal titolo “Congiuntura negativa o crisi strutturale? Impatto su studi dentistici e laboratori odontotecnici, possibili risposte strategiche e operative” e partecipando alla tavola rotonda di esperti del settore insieme a Lamberto magnani, Franco Tosco, Consuelo Sanavia, Valentino Zamara e Norberto Maccagno.
L'evento si terrà sabato 16 aprile 2011 ad Asti, al Salone delle Conferenze della Camera di Commercio.
Alimentazione “consapevole”, da dieta a celiachia, il concedersi i giusti tempi e ritmi, per sé e con l’altro, ma anche la valorizzazione dei nostri difetti fisici come nostri punti di forza - proprio perché naturali e veri - saperli esibire, con vitalità, accettazione e, appunto, naturalezza. E, a proposito di ritmi, Sorridiamo esamina anche il sonno e i suoi diffusi disturbi, dall’insonnia alle apnee notturne, sonnambulismo e russamento.
Questi alcuni dei suggerimenti di Sorridiamo, che come sempre parla anche di odontoiatria e interventi specifici per far si che estetica e funzionalità si coniughino per un prototipo di bellezza non assoluto, ma per un “sorriso bello e naturale”, senza snaturare o standardizzare il volto.
E ancora:
- l’intervista ad Andrea Roncato, testimonial del sorriso scanzonato e ironico
- la ricetta della femminilità e la ricerca del peso ideale in rapporto alla visione di sè
- la luce laser, il nuovo volto dell’odontoiatria dolce
- la salute delle gambe
- il sorriso, tra psicologia ed estetica
Sorridiamo è distribuito in 70.000 copie, principalmente attraverso il dentista di famiglia e online su www.sorridiamo.info. Nato per ricreare, migliorare e consolidare il rapporto tra medico e paziente, ogni uscita si avvale della collaborazione di esperti in diversi ambiti: dall’odontoiatria, alla psicologia, dalla medicina all’estetica. Un mezzo di comunicazione innovativo, autorevole e familiare al tempo stesso, ricco di informazioni utili e novità, con un linguaggio semplice e comprensibile per il grande pubblico, pur mantenendo un profilo medico-scientifico nei contenuti.
(26/03/2011)
Lanciata a Colonia in questi giorni la campagna internazionale Expodental 2011, la manifestazione tra le più importanti del settore dentale che si svolgerà alla Fiera di Roma dal 6 all’8 ottobre 2011.
Grande sorpresa per una modalità del tutto innovativa di promozione: all’IDS di Colonia (110.000 visitatori provenienti da 55 Paesi) presso lo stand UNIDI, gli operatori del settore hanno potuto ammirare l’UNIDI Expodental Gallery, una mostra fotografica dedicata alla campagna realizzata da Semios del Gruppo KEY-STONE per promuovere l’edizione 2011 della manifestazione International Expodental.
L’agenzia creativa ha realizzato, per il progetto di comunicazione 2011, una campagna multisoggetto e bilingue – italiano e inglese – con il patrocinio del comune di Roma, lavorando e giocando sui doppi sensi della terminologia odontoiatrica e i luoghi di Roma che maggiormente identificano la capitale. Il nuovo concept fieristico trasmesso al pubblico è “tra scienza e magnificenza”, all’insegna di un perfetto connubio tra business e leisure.
La strategia comunicazionale per Expodental, infatti, si prefigge di unire aspetti ludico culturali a quelli più prettamente merceologici e tecnico-scientifici, donando una forte impronta culturale alla manifestazione e una valenza ancor più internazionale.
La campagna presenta otto differenti soggetti, richiami a elementi artistici della capitale e allusioni tecniche che fondono il dentale con gli angoli più suggestivi di Roma, in una mostra “da lasciare a bocca aperta”. Così una “panoramica” diventa una splendida veduta sui Fori Imperiali, l'ultima nevicata su Roma uno "sbiancamento estetico" e l’“arcata superiore” altro non è che un elemento del Colosseo…
Dopo la presentazione attraverso l’ Expodental Gallery a tutti i dentisti e operatori del settore del mondo durante l’IDS, la campagna verrà declinata secondo un fitto media planning, che prevede, tra l’altro, la pubblicazione su tutte le riviste di settore maggiormente accreditate sia italiane che internazionali, cartoline-invito per il target estero, mappe della città di Roma personalizzate, shopper bag a tema, internet bannering e newsletter, nonché la promozione e l’esposizione della photo-gallery nelle altre principali fiere internazionali di settore (New York, San Paolo, Riyad, Shanghai, Seoul, Mosca, Dubai, e altre importanti capitali del mondo).
Cliente: Promunidi
Agenzia: Semios srl
Periodo: gennaio – ottobre 2011
(21/03/2011)
Centri estetici e Istituti di bellezza in ripresa.
La voglia di benessere e bellezza consente al mercato della cosmesi professionale di superare la crisi del 2009. Crescita del 2,6%.
La nuova ricerca KEY-STONE, commissionata da UNIPRO e presentata al Cosmoprof di Bologna il 21 marzo, fotografa il mercato dell'Estetica Professionale dopo la crisi del 2009: uno Studio di Settore, realizzato su un campione rappresentativo di 54 aziende che rappresentano oltre il 70% del mercato dell'estetica professionale.
-In un paese a "crescita zero" la bellezza fa segnare un +2,6%. Dopo la crisi del 2009, che aveva sottratto circa un milione di utenti ai centri estetici italiani e generato un calo del 2,8% nell'industria della cosmesi professionale, il mercato in modo molto dinamico recupera con un + 2,6%.
-Con 203 milioni di fatturato il settore torna ai volumi del 2007. La crisi del settore era iniziata da una situazione di ristagno nel 2008 che ha visto una vera "debacle" nel 2009, ma con la performance del 2010 è stato possibile ritornare a volumi degli anni precedenti la congiuntura internazionale.
-Ancora in sofferenza il comparto produttivo italiano. Nonostante la crescita del mercato, per i produttori italiani la crisi nel mercato domestico non è ancora del tutto dietro le spalle. Il mercato si è infatti evoluto soprattutto per una maggior presenza di prodotti provenienti dall'estero (+9%), nonostante la grande qualità e immagine dei brand italiani.
-In crescita l'Export in un mercato sempre più globale. A riprova della grande tradizione delle imprese italiane, contrariamente a quanto avvenuto nel mercato domestico il settore l'export ha riscontrato un andamento positivo, con un aumento del 3,5%. All'insegna della globalizzazione, sono di fatto aumentati import ed export, in un settore vivace che propone a estetisti e consumatori prodotti sempre più evoluti.
-Il Cosmoprof di Bologna la vetrina di presentazione della ricerca. Lunedì 21 marzo alle 10,00 è stato presentato lo Studio di Settore a cura di Roberto Rosso, la ricerca è stata commissionata da UNIPRO (Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche).
"La ricerca evidenzia come i comparti legati all'area della salute e benessere si stiano di fatto dimostrando molto dinamici - commenta Roberto Rosso presidente KEY-STONE - con forte capacità reattive rispetto alla situazione congiunturale in atto. Segno di una forte propensione degli italiani di occuparsi maggiormente di se stessi e di ricercare piacere personale, soprattutto quando le soglie di accesso a prodotti e servizi sono contenute sotto il profilo economico".
(04/03/2011)
Cosmoprof Worldwide Bologna, la più importante fiera del beauty nel mondo, ogni anno organizza uno straordinario carnet di eventi, conferenze, workshop, atelier ad alto impatto emotivo e contenutistico, che coinvolgono tutte le aree e tutti i target della Manifestazione. Domenica 20 marzo 2011 si terrà Esthetiland: in un’area privilegiata all’interno dei padiglioni dell’estetica e dello Spa, relatori di grande prestigio scientifico e note professioniste emergenti affronteranno gli argomenti più rilevanti della professione estetica oggi, secondo il tema conduttore Come “non invecchiare” grazie alle ultime acquisizioni scientifiche: un ricco programma a cura di Nennella Santelli, il direttore dell''edizione italiana di “Les Nouvelles Esthetiques”.
Roberto Rosso, presidente Key-Stone, parteciperà domenica con un intervento dal titolo “Il marketing e le strategie di comunicazione nel centro estetico” e, lunedì, presentando la ricerca di settore svolta da Key-Stone per conto del Gruppo Cosmetici per Estetiste di Unipro (Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche).
(11/02/2011)
È iniziata la campagna below the line a supporto dell’apertura del nuovo villaggio fitness Virgin Active a Torino.
La comunicazione a supporto del lancio ha visto la collaborazione del gruppo leader del wellness in Italia con l’agenzia creativa Semios per la pianificazione e realizzazione di attività locali di promozione, attraverso azioni di below the line, media relation e attivazione di pagine e profili specifici per il lancio sui social network.
Da qui all’apertura, prevista per quest’estate in zona Shopville Le Gru, il piano prevede due momenti: una fase teaser, con il supporto di attività di guerrilla e street marketing, per lavorare sulla brand awareness e creare aspettativa nella comunità locale. Una seconda fase - a partire da aprile - affiancherà la pre-vendita da parte del centro fitness: attività marketing relazionale one-to-one per la raccolta di contatti commerciali e per promuovere le iscrizioni, con l’obiettivo di lead generation.
La campagna è iniziata questo weekend con insolite “multe” emesse dagli ausiliari del fisico a chi vìola il codice dello star bene; per estinguere la contravvenzione si invita ad iscriversi al nuovo Virgin Active Villaggio Fitness Torino. Nei prossimi weekend l’attività si arricchirà di street marketing, azioni di guerrilla e coinvolgimento del pubblico, e comunicazioni attraverso Facebook e Twitter.
Le attività sul territorio Semios saranno affiancate da una pianificazione media tradizionale e online curata centralmente dal centro media nazionale Virgin Active.
Alcune immagini e descrizioni delle attività in corso sulla fan page dedicata su Facebook Gli-abitanti-di-Activopoli
Si tratta di un modello di business adottato ormai da molte società emergenti e grandi aziende di tutto il mondo. Fenomeno recente, il termine Crowdsourcing è stato ideato da Jeff Howe su Wired nel giugno del 2006: è un neologismo che collega il termine crowd – folla, gente comune - e outsourcing, per designare situazioni in cui un’azienda esternalizza lo sviluppo di un progetto a chiunque in rete voglia contribuire, in cambio di un compenso.
Internet svolge un ruolo fondamentale, ponendo in relazione un’enorme vastità di persone e abbattendo ogni barriera spazio-temporale.
Mediante una metodologia in crowdsourcing, un'azienda può fare hiring per l'implementazione di un progetto permettendo:
• flessibilità sulla percentuale di in-sourcing e out-sourcing, potendo decidere di volta in volta quante risorse interne dedicare e quanto esternalizzare, pur mantenendo governance e management del progetto in casa. La grande sfida del crowdsourcing è quella di suddividere il lavoro in piccolo unità di diversa competenza da proporre alla rete e poi riassemblarle nel risultato finale.
• acquisizione di know-how: la diversità di background intellettuale dei partecipanti rinverdisce la conoscenza
• best people team: i seller sono liberi professionisti e propongono essi stessi la propria professionalità; per ogni progetto si possono trovare competenze molto specifiche, non interessanti però poi per altre attività.
• velocità: tante persone che lavorano autonomamente, senza colli di bottiglia e burocrazie aziendali.
• i costi diminuiscono rispetto all’attività in azienda o in outsourcing, legati al tempo e alle risorse limitate al solo progetto e senza costi fissi.
Esaminando gli esempi esistenti, si possono distinguere tre tipologie di crowdsourcing:
1. P2P: dal pubblico per il pubblico. Ne sono esempi le realtà come Wikipedia, YouTube, i blog, Yahoo Answers… dove la gente offre il proprio contributo per il bene o la conoscenza comune.
Anche le applicazioni informatiche open source rientrano in questa categoria, per un pubblico ristretto, con l’idea di aiutarsi reciprocamente.
2. A2C: dalle aziende ai consumatori. I consumatori come collaboratori co-impegnati nella crescita del brand e nel miglioramento dei prodotti. Attraverso il croudsourcing le imprese “ingaggiano” i consumatori affinché esprimano le proprie opinioni, suggerimenti e critiche al fine di modificare i prodotti, il packaging o le campagne pubblicitarie.
Rientrano in questa categoria anche le richieste di testare nuove applicazioni –versioni beta- da parte di software house, prima di metterle in commercio (es. utest.com ).
Similarmente esistono, soprattutto negli Stati Uniti, siti organizzati come Bzzagent (www.bzzagent.com) che usa la comunità globale per fare product test e marketing word of mouth attraverso la richiesta di testare nuovi prodotti messi a disposizione dalle aziende in cambio di opinioni e passaparola.
3. A2P: dalle aziende al pubblico. Una o più aziende espongono in internet un particolare problema e valutano le soluzioni ricevute. Ne sono esempi i portali di croudsourcing nel campo grafico e pubblicitario, come BootB o Zooppa, dove le aziende committenti registrano un brief e creativi freelance propongono la propria idea. Quella ritenuta migliore andrà a comporre la campagna pubblicitaria e riceverà una retribuzione. L’abbattimento dei costri di infrastruttura e la possibilità di rivolgersi ad un pubblico così ampio sono i fattori vincenti di questo nuovo approccio, un’estensione illimitata del concetto di “gara” tra società di comunicazione.
Un altro esempio interessante è Innocentive, fondata nel 2001 nel Massachussets per il mercato farmaceutico dal produttore Eli Lilly, si prefigge di mettere in relazione i ricercatori con le aziende. Oggi il servizio si è ampliato anche ad altri settori (tecnico, meccanico, industriale), conta 180.000 membri, tra cui molti scienziati. Si tratta di un croudsourcing nel campo della R&S Ricerca e Sviluppo: le organizzazioni, a fronte di un'iscrizione annua di circa 100.000 dollari, espongono sul sito un particolare problema, i ricercatori propongono il proprio contributo risolutivo e ogni soluzione di successo riceve un premio in denaro. Tra gli iscritti ci sono società come Boeing, Dupont e Procter&Gamble.
Secondo Ali Hussein di Innocentive, il contributo di successo alla ricerca e sviluppo in questo modo viene ampliato notevolmente: se normalmente la percentuale di successo delle soluzioni proposte è del 12/18%, attraverso Innocentive sale oltre il 35%.
La sostanziale differenza tra queste tipologie è che solo in quest’ultima chi contribuisce viene pagato per il lavoro eseguito. Negli altri casi lo si fa - sovente nel tempo libero - per piacere o per gratificazione partecipativa e, ovviamente, per notorietà e riconoscimento. È probabile che in futuro vi sarà una trasformazione anche nella modalità A2C e il cliente non esprimerà più solo critiche o consigli, ma idee progettuali remunerate. L’ intelligenza collettiva al servizio dell’industria.
Crowdsourcing vs Outsourcing. Sebbene il crowdsourcing e l’outsourcing possano sembrare per certi versi simili, l'uno semplicemente l'evoluzione tecnologica dll'altro, esistono in realtà essenziali differenze:
• normalmente al crowdsourcing contribuiscono professionisti che non sono legati minimamente all’azienda committente, mentre per l’outsourcing il team è formato dagli impiegati della società incaricata, fornitore o partner.
• Si delegano all’esterno attività no-core o progetti delimitati nel tempo o nello spazio (e se ci si accorge che il progetto diventa fondamentale per il business, l’azienda allora lo inserisce tra le attività interne). Le attività sviluppate con il crowdsoucing, invece, sono solitamente legate al core business aziendale o allo sviluppo di nuove idee, suggerimenti e critiche, non solo attività secondarie e progetti a tempo.
• Progetti molto complessi non possono essere adattati al modello del crowdsourcing, mentre possono benissimo essere affidati a fornitori in outsourcing.
• Al momento, le normative al riguardo non danno garanzie sul fornitore del lavoro in crowdsourcing, se comparato alle leggi che vigilano i rapporti di fornitura nel modello in outsourcing.
Forse il crowdsourcing è destinato a soppiantare l’outsourcing? Sicuramente no: il crowdsourcing è adatto solo per certi tipi di progetti, quelli in cui il valore aggiunto della condivisione possa essere effettivo. Altri lavori che richiedono conoscenza reciproca tra l’azienda e il fornitore o competenza sul territorio o che necessitano di una infrastruttura, non possono essere realizzati attraverso il crowdsourcing.
Secondo alcune ricerche di trend watching americane viene definita “urbanomics” una delle principali tendenze dei consumatori del 2011 legata ai comportamenti metropolitani. Un focus su un target particolare, i “citysumers”, ovvero i consumatori “cittadini” con buone disponibilità di reddito ed esperienza, estremamente esigenti nei confronti di prodotti, servizi ed esperienze reperibili nelle aree urbane. Sono tre i driver che regolano questo trend:
1. URBAN BOOM. L’enorme incremento di abitanti in tutto il mondo è destinato a crescere ancora di più nei prossimi dieci anni e soprattutto nei paesi emergenti.
2. URBAN MIGHT. Il sempre più crescente potere e la ricchezza delle città e dei loro cittadini: le città rappresentano dunque i motori della globalizzazione e di conseguenza il fulcro della ricchezza, dell’innovazione, del talento e della creatività.
Il risultato di tutto questo sviluppo? La presenza di una classe media globale stimata intorno ai 2 miliardi che spende attualmente 6,9 miliardi di dollari all’anno e destinata ad uno sviluppo continuo.
3. URBANISM. La diffusione dei valori della “cultura urbana”: la cultura urbana viene rappresentata dai ritmi veloci e mutevoli, dalle “connessioni” sociali, dall’offerta di opportunità ed esperienze alternative che caratterizzano gli stili di vita urbani e di consumo.
Rispondere alle esigenze di tali cittadini richiede la presenza di brands ad hoc per ogni tipologia di prodotto o servizio e consumatore. Obiettivo dei brand è dunque quello di catturare l’attenzione dei citysumers attraverso l’offerta di prodotti che rappresentino la città o la metropoli enfatizzandone gli aspetti distintivi, le particolarità e i valori. Sul mercato possiamo dunque trovare prodotti strettamente legati alla cultura di una città, al suo “essere”, serie limited-edition ad hoc ispirate alla metropoli o ad eventi, linee reperibili unicamente in determinati luoghi cittadini, profumi, che evochino lo stile di vita di quella città o di un determinato quartiere.

(21/01/2011)
Semios, agenzia di comunicazione integrata del Gruppo Key-Stone, amplia le sue competenze inserendo tra i propri servizi l’attività di Ufficio Stampa e Relazioni Esterne specializzata nei settori “Salute e benessere”, con particolare focus su cosmesi professionale, dispositivi medici e odontoiatria. Ambiti nei quali è stata sviluppata un’approfondita conoscenza delle dinamiche di mercato grazie ai servizi di Ricerche di Marketing erogati dalla consociata Key-Stone.
Coniugando il know-how specifico nei vari settori e nicchie del comparto “Salute e benessere” con l’esperienza maturata in progetti particolarmente efficaci di comunicazione”below the line” e nella gestione e coordinamento di progetti di comunicazione integrata per grandi marchi, Semios trasferisce ora la sua esperienza nello sviluppo di servizi di Ufficio Stampa e Relazioni Esterne in outsourcing per Aziende e Associazioni del comparto.
L’obiettivo è di fornire un servizio di consulenza sempre più completo e di alto livello, specifico soprattutto per gli operatori in ambito “business to business”. Punto d’incontro della comunicazione verso l’esterno, l’ufficio stampa Semios programma singole azioni specifiche o campagne strutturate, valorizzando i contenuti delle informazioni aziendali e veicolandoli presso la stampa e i siti di settore. Semios offre inoltre consulenza e supporto nella pianificazione media e nello sviluppo di progetti integrati di advertising, contributi redazionali e pubblicazioni tecniche e scientifiche.
Con la stessa logica, Semios si occupa di sviluppare relazioni esterne di alto profilo con istituzioni, associazioni, università, opinion leader e aziende per progetti di collaborazione, partnership e co-marketing.
I consulenti Semios sono a disposizione per eventuali approfondimenti in merito ai nuovi servizi e per la presentazione di case history di progetti di comunicazione integrata di grande efficacia.
(10/01/2011)
Nuova ricerca Key-Stone sui comportamenti delle donne riguardo la dieta
L’estesa ricerca sull’eterna lotta con la dieta: tra perdita di peso, efficacia oggettiva, soddisfazione interiore e solitudine a tavola.
L’indagine, effettuata su un campione rappresentativo di 650 donne tra i 25 e i 64 anni - per il mensile Starbene che affronterà il tema nel prossimo numero in edicola -ha rilevato il legame esistente tra propensione alla dieta, impegni lavorativi, attività sportiva, con un’attenzione particolare agli effettivi risultati ottenuti e al grado di soddisfazione percepito.
Secondo Roberto Rosso, presidente di Key-Stone: “È interessante notare come spesso la perdita di peso non risulti direttamente connessa a una percezione di intima soddisfazione. Segno probabile di un incompleto appagamento interiore a prescindere dal risultato oggettivo. C’è quindi da chiedersi se, al termine di una faticosa dieta non sempre perfettamente riuscita, la frustrazione e sensazione di delusione non rischi prevalere sui benefici conseguiti per il calo ponderale”.
Una sintesi della ricerca è disponibile nella sezione RESEARCH - ABSTRACTS
(05/01/2011)
2010-2011: per la fine del primo decennio den nuovo millennio, Semios - agenzia di comunicazione integrata - ha voluto analizzare l’evoluzione del mondo degli eventi e più in generale della comunicazione promozionale BTL legata al punto vendita, stilando i trend più attuali cui far riferimento.
Parlare di sé o far parlare di sé? L’approccio ad un evento può essere duplice, a seconda che si voglia legarlo strettamente al brand/prodotto, seguendo le logiche della comunicazione istituzionale, o che, invece, si decida di puntare sul richiamo ai media, con una massiccia azione di comunicazione, anche attraverso PR e ufficio Stampa e i più recenti strumenti multimediali di condivisione.
Parlare di sé. Nel primo caso, le tendenze attuali mostrano eventi sempre più legati al punto vendita (flegship store, company temporary shop…) o all’ambito di esperienza d’acquisto 8i centri commerciali), arricchiti molto spesso dall’uso di mezzi innovativi e tecnologici (multimediali o di simulazione) che attirano già di per sé l’attenzione del target, in una realtà in cui, distrutto un tabù, il concetto di “gioco” non è più attinente solo alla sfera infantile ma, anzi, è un’occupazione frequente anche tra gli adulti. Game Communication. Slot machine, gratta e vinci, e ora soprattutto Facebook, Twitter e i programmi in tempo reale per Smartphone sono nuove modalità di comunicazione/condivisione e ci stanno sempre più abituando a veder interagire il nostro quotidiano con il divertimento e la sfera sociale.
E ancora: vetrine animate, “hot” o di interazione con il pubblico, realtà simulate, acquisti accompagnati da un testimonial, edizioni limitate e situazioni privilegiate… tutte case history di come gli eventi di promozione oggi vogliano spettacolarizzare, anche talvolta nel “piccolo” del punto vendita, un’esperienza, legando la sfera ludica al contesto della vendita, e si indice così un processo di vicinanza e interazione tra il pubblico e il prodotto.
Far parlare di sé. Nel secondo caso, quando si vuole attirare l’attenzione mediatica, quasi “fortuitamente”, rientrano forme di eventi nuove, a partecipazione di massa volontaria, come i Flash Mob, l’aspirazione ad un primato da Guinness o attività creative di unconventional marketing sempre più “spinte” all’insolito e a destare scalpore, attirando l’attenzione, di conseguenza, anche sul prodotto o il brand.
Queste sono alcune delle tendenze individuate da Semios a descrizione degli attuali trend degli eventi BTL di maggior successo. Leggi l’approfondimento >
Il libro sotto l’albero. Secondo Twenga, il motore di ricerca per lo shopping più completo del web, il 34% degli italiani regalerà libri questo Natale. Risulta da una ricerca sviluppata a inizio ottobre su circa 3.000 internauti europei (Italia, Francia, Spagna, Germania, Regno Unito e Paesi Bassi) indagando quanto e come prevedono di spendere per Natale. In Germania il dato sale addirittura al 71%, mentre gli inglesi preferiscono invece CD (49%) e DVD (48%).
| Libro o e-book? Nel 2010 sono più che triplicati i titoli di e-book disponibili sul mercato italiano (dati dell’Ufficio studi dell'AIE - Associazione Italiana Editori): 5.900 titoli e-book (esclusi articoli di riviste) contro i 1.619 di gennaio. L'offerta di titoli digitali arriva quindi a coprire l'1,5% dei titoli totali. Mentre, a livello di vendite, le qdm dell’editoria digitale rappresenta lo 0,1% del mercato trade del libro (3.440.000 euro), proponendo un modo assolutamente nuovo, ed economico, di leggere. Per un confronto, secondo l'Association of American Publishers, negli Stati Uniti le vendite degli e-book si prevede supereranno a fine anno il 9% delle vendite complessive di libri.
Sempre secondo l'Ufficio studi AIE il titoli e-book si suddividono così: - il 70% dei titoli riguarda la narrativa adulti italiana - 11,5% dei titoli sono classici - 8,4% i gialli - 4,1% fantascienza e fantasy - 3,7% narrativa rosa. | ![]() |
![]() | Personalizzazione vs massificazione. Da una parte le scelte distributive portano i libri (una selezione al ribasso) nella GD con forti sconti concorrenziali, dall’altra nascono i libri ad personam. Copie uniche, personalizzate sulla copertina con il nome del lettore/proprietario e sul retro una dedica speciale. È la casa editrice Mursia a lanciare la proposta per il Natale 2010 (per ora solo nel negozio di Milano o online) pronto in quattro giorni e a un costo aggiuntivo di 10-15 euro in più sul prezzo di copertina (a seconda dei materiali che si scelgono). |
Ovvero: non si evolve solo la specie ma anche la sua lingua. Secondo Faith Popcorn, “futurologa” e amministratore delegato dell’agenzia di consulenza BrainReserve, alcuni nuovi termini entreranno presto a far parte del nostro linguaggio. Ad esempio le aziende non faranno più R&D ma A&D ossia Acquisition & Development (acquisizione e sviluppo): l’attività di ricerca, sempre più complessa e dispendiosa, infatti, potrebbe essere sostituita dall’attività di acquisto al momento del bisogno di ricerche già confezionate; sempre in ambito aziendale assisteremo al diffondersi dei Flexecutives, manager che in virtù di una certa flessibilità gestiscono il loro business ovunque: in aereo, in treno, a casa… Chi non ne conosce già uno? Questa nuova flessibilità naturalmente è consentita dall’uso delle moderne tecnologie. Per rendere proficua la loro attività, è tuttavia necessario che i flex-execs riescano a sviluppare presso i loro collaboratori una “cultura della distanza” affinché i collaboratori stessi siano in grado di ottimizzare il tempo e gli input ricevuti. E per restare in ambito tecnologico, si diffonderà sempre di più la pratica dell’ Ego surfing, “surfare con il proprio ego”, la mania di digitare su Google o altro motore di ricerca il proprio nome per vedere dove, come e quanto spesso si parla di noi in rete. Anche la possibilità di utilizzare internet ovunque e in qualsiasi momento ha un nome: Evernet, cioè ever + internet. Dopo il consumerism (termine che si riferisce a tutti quei movimenti che riguardano la difesa dei consumatori come acquirenti di prodotti) avremo l’investorism, dedicato a tutti gli investitori. Ma il più geniale è lo sponsored wedding, il matrimonio sponsorizzato, che avviene quando i novelli sposi danno la possibilità ai fornitori della cerimonia (dal fioraio, al catering, al fotografo, etc.) di esporre il loro logo ben visibile a tutti gli invitati, in cambio di un bello sconto sul prezzo finale del servizio. La nuova frontiera della comunicazione è utilizzare i consumatori stessi, a volte ignari a volte consapevoli, quale strumenti di veicolazione di messaggi.
(05/12/2010)
Da una ricerca KEY-STONE le evidenze sulla propensione delle donne italiane a mantenersi giovani e in forma: analizzati desideri, strategie, mezzi preferiti, motivazioni e soddisfazione. Con uno sguardo al comportamento del partner, non sempre così motivato alla forma fisica.
Conclusa un’estesa ricerca Key-Stone, svolta su un campione rappresentativo di 649 donne italiane d’età compresa tra i 25 e i 64 anni.
La notizia è stata ripresa anche dall’ANSA (vai all'articolo ANSA) e da diversi mezzi d’informazione(si veda sezione PRESS ).
La ricerca sottostà alle regole dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in materia di pubblicazione e diffusione dei sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa.
Una sintesi della ricerca è disponibile sul sito Key-Stone nella sezione RESEARCH - ABSTRACTS
(19/11/2010)
Promozione e degustazione Lavazza A Modo Mio presso il punto vendita Whirlpool di Varese (Via Moro 4, Cassinetta di Biandronno VA).
L’azienda multinazionale di elettrodomestici che ha quartier generale proprio a Varese, ospiterà Lavazza A Modo Mio sabato 11 dicembre, all’interno di una particolare giornata di festa dedicata ai dipendenti Whirlpool, caratterizzata dalla presenza di un rinomato cuoco e offerte mirate e particolari.
Semios seguirà questa operazione di co-marketing, dalle relazioni inter-aziendali, agli allestimenti, alla realizzazione operativa dell’attività. Saranno previsti 1 desk e 1 totem/roll up per offrire degustazioni qualificate.
- il dossier dedicato al diabete, con approfondimenti su cure tradizionali, innovazione tecnologica e consigli su stile di vita e alimentazione;
- tra eros e agape: un viaggio nella vita sessuale delle donne italiane con un divertente test per scoprire “Cosa cerchi nella coppia?”;
- l’intervista a Marisa Laurito, una vera testimonial del sorriso;
- lo speciale dedicato alla cefalea, per imparare a conoscerla meglio e trovarne rimedio.
E ancora: l’incontro con Cristina Merlino, direttrice di Starbene, i suggerimenti di Diego Dalla Palma per affrontare l’autunno in bellezza e un servizio dedicato alla micropigmentazione come nuova frontiera del make up.
Sorridiamo è distribuito in 70.000 copie, principalmente attraverso il dentista di famiglia e online su www.sorridiamo.info. Nato per ricreare, migliorare e consolidare il rapporto tra medico e paziente, ogni uscita si avvale della collaborazione di esperti in diversi ambiti: dall’odontoiatria, alla psicologia, dalla medicina all’estetica. Un mezzo di comunicazione innovativo, autorevole e familiare al tempo stesso, ricco di informazioni utili e novità, con un linguaggio semplice e comprensibile per il grande pubblico, pur mantenendo un profilo medico-scientifico nei contenuti.
(08/11/2010)
Appuntamento a Le Gru di Grugliasco per ricche degustazioni Lavazza A Modo Mio e la possibilità di vincere diversi allettanti premi. L’evento inizia oggi con due postazioni, una piano terra nella Piazza Nord (fronte casse) per degustare l’espresso e originali ricette realizzate con il Cappuccinatore Cuor di Crema, l’altra nella Piazza Centrale del primo piano: uno stand di 16 mq dove tutti possono partecipare ad un gioco-test, per individuare il proprio stile “a modo mio”. I profili del test psicografico sono legati a diversi premi attraverso slot-machine virtuali. Inoltre i clienti che mostreranno una ricevuta dell’acquisto di una macchina Lavazza AMM Saeco Extra o Premium presso i limitrofi centri Carrefour e Media World riceveranno in omaggio un cappuccinatore AMM.
Un percorso comunicazionale accompagna i visitatori fino allo stand, attraverso bannering, adv adesivi sulle scale mobili, 10 spot radio al giorno, gadget e materiale informativo.
Semios ha gestito la promozione attraverso l’ideazione del progetto, la realizzazione del materiale dedicato (pannelli in plexi, torrette touch screen, vetrine per l’esposizione, ecc.), l’allestimento e l’ideazione e realizzazione del gioco test multimediale “Qual è il tuo stile”.
L’attività sarà presente fino al 22 novembre.
Mercoledì 20 ottobre 2010 si celebra in tutto il mondo la prima “Giornata Mondiale della Statistica”, istituita dalle Nazioni Unite. A livello mondiale sono state coinvolte le istituzioni statistiche di oltre 190 Paesi e organizzazioni internazionali in una fitta programmazione di attività.
In Italia l’evento è promosso e organizzato dall’Istat (Istituto nazionale di statistica) e la SIS (Società Italiana di Statistica), attraverso attività e conferenze tese a dare visibilità all’intero sistema delle statistiche ufficiali e per aumentare la fiducia del pubblico nell’informazione quantitativa. Ampio spazio quindi anche a numerosi enti di ricerca e società scientifiche non ufficiali, per i quali l’utilizzo delle indagini statistiche di qualità come strumento primario in ambito lavorativo risulta di fondamentale importanza. |
Key-Stone è lieta di dare rilievo alla notizia per sottolineare il proprio coinvolgimento nel dare la giusta importanza alla produzione ed utilizzo di informazioni statistiche attendibili ed affidabili, e all’utilizzo di elaborazioni statistiche efficaci, necessarie per un’analisi approfondita dei mercati. Ricordiamo infatti che il sistema Key-Stone prevede generalmente, per le ricerche desk, la metodologia RAIS - ovvero rilevazione ed analisi dell’informazione secondaria, in particolare socio demografica, economica e di mercato – e, per le elaborazioni dei dati raccolti, strumenti quali SPSS, Excell e Statistica, e le più moderne e specifiche tecniche statistiche: dall’analisi delle frequenze supportate da test di significatività delle differenze, all’analisi di correlazione, alle eventuali analisi di statistica multivariata (analisi fattoriale, cluster analysis, analisi di regressione, conjoint analysis, ecc…)
Le promozioni di fidelizzazione e i concorsi a premio sono sempre più legati ad aspetti ludici.
Dopo anni di raccolte punti più o meno tradizionali, il trend che si comincia a vedere per i prossimi anni è il gioco: rendere più divertenti le promozioni, l’appartenenza ad una brand community o i concorsi.
È facile, coinvolgente e poco costoso. Infatti il più delle volte si tratta di giochi on-line, che possono anche crescere e propagarsi, e diventare vere e proprie sfide pubbliche con classifiche e collegamenti a Facebook e Twitter o programmi in tempo reale per Smartphone.
D’altronde proprio queste nuove modalità di comunicazione/condivisione ci stanno sempre più abituando a veder interagire il nostro quotidiano con il divertimento e la sfera sociale, e non solo tra i giovanissimi.
Dal gratta e vinci, al gioco delle tre carte, alla raccolta click invece della raccolta punti, queste forme di mkt game-based fanno leva sulla duplice ricerca da parte del cliente da una parte di un beneficio economico (sconto o premio), dall’altra di una soddisfazione edonistica di sfida e divertimento.
Giochi e gare di abilità sono inoltre utilizzate dalle aziende come incentive o come leve lungo il canale per stimolare e favorire la comunicazione e promozione all’utente finale (es. case automobilistiche – dealers- clienti).
Le nuove forme di gioco promozionale, poi, puntano anche sul rendere il consumer co-protagonista del mondo della marca, sviluppando il gioco in un sorta di quiz su conoscenze e coinvolgimento nella brand proposition stessa o relativamente agli aspetti di responsabilità sociale, sostenibilità ed ecologia che l’azienda porta avanti.
Infine, il far leva sul divertimento condiviso e le sfide, attraverso i social network o semplicemente con l’”invita un amico a giocare”, sfruttano le opportunità del passaparola per veicolare la comunicazione, oltre ad incrementare il crm aziendale (ogni giocatore si registra) per future campagne di fidelizzazione.
In un mercato non più concentrato solo sul prodotto e dove le comunicazioni telematiche hanno reso il commercio sempre più indiretto, mediato ed intangibile, gioca un ruolo fondamentale, nella scelta all’acquisto, la componente emozionale.
Il 95% delle decisioni d’acquisto si basa su meccanismi inconsci e, proprio per questo motivo, entra in gioco il marketing emozionale o esperienziale così chiamato in quanto si basa più sull’esperienza del consumo che sul prodotto in sé o meglio, non è ritenuto importante il prodotto “caffè”, ma l’esperienza di “pausa caffè”. Compito primario della strategia di marketing sarà allora quello di interagire con i clienti individuando il tipo di esperienza (sense, feel, think, act e relate experiences) che valorizzerà al meglio il prodotto o servizio.
Strettamente collegata al marketing esperienziale, esiste poi un’altra forma di marketing, detta “polisensoriale” in quanto propone tecniche di comunicazione e vendita basate sulla sollecitazione strategica di tutti cinque i sensi del consumatore stimolandolo a livello conscio e inconscio e creando di conseguenza un forte interesse. La comunicazione polisensoriale permette di ottenere così due vantaggi: quello di dotare il prodotto di un’identità forte e quello di coinvolgere maggiormente il consumatore, sollecitandolo sia sul piano cognitivo che su quello delle sensazioni. Il marketing polisensoriale (definito quindi in relazione al marketing emozionale) deve lavorare su quegli stimoli sensoriali e quelle emozioni che, una volta percepiti, andranno a sollecitare i desideri psico-fisici dell’individuo conquistandolo e convincendolo circa l’irrinunciabilità e l’insostituibilità del prodotto. Dal packaging tattile, a musiche e profumi nel punto vendita, fino a veri e propri eventi polisensoriali che vogliono suscitare emozioni e sentimenti creando un legame affettivo con la marca secondo le logiche del marketing affettivo.
(11/10/2010)
In occasione della trentottesima edizione di International Expodental, tenutasi a Roma tra il 7 e il 9 ottobre, è stato presentato il prossimo numero della rivista Sorridiamo che sarà presente in tutte le sale d’aspetto degli studi dentistici italiani a fine ottobre. Un’anteprima speciale, quindi, in esclusiva per la fiera, per avvicinare il target di dentisti, aziende e operatori del settore presenti alla manifestazione.
Su questo numero da non perdere i dossier sul diabete e sulle cefalee, gli articoli riguardanti la micro-pigmentazione, il rapporto tra lui e lei, la chirurgia guidata, lo stress orale ed il morso. Inoltre troverete le interviste e i consigli di noti personaggi quali Cristina Merlino, direttrice della rivista Starbene, Marisa Laurito e Diego Dalla Palma.
(29/09/2010)
Grande attesa per l’ultima tappa di eventi e test drive di BMW Serie 3. La scelta per il week-end di chiusura non poteva che ricadere sulla capitale.
Il Tennis Club Circolo Canottieri Roma e l’Aerostazione dell’Urbe faranno da cornice agli eventi di questo week-end, a conclusione del roadshow progettato e seguito per BMW Italia da Semios del Gruppo Key-Stone. Un progetto di marketing esperienziale che ha visto protagoniste le nuove BMW Serie 3 Coupé e Cabrio in una selezione altamente profilata di Aeroclub e Tennis Club su venti tappe in tutta Italia.
Dieci settimane di visibilità e conquista: esposizione delle nuove vetture in luoghi frequentati da un target elevato, lead generation attraverso l’instaurazione di una relazione con nuovi prospect in ambito sportivo, coinvolgendoli a livello emozionale. Un connubio tra i loro interessi e passioni leasure con i valori di BMW e dei due prodotti Serie 3 Coupé e Cabrio. Infine grande apprezzamento per la possibilità di prove di guida qualificate con al proprio fianco i piloti della scuola GuidarePilotare di Siegfried Stohr, una vera esperienza!
Per rendere più piacevoli i momenti di attesa dei test drive, si è deciso di creare una partnership tra BMW Italia e Lavazza, offrendo la degustazione di un caffè A Modo Mio. Le tappe con la presenza di Lavazza sono state: Milano, Lugo, Albenga, Palermo, Arezzo, Lecce e, prossimamente, Roma.
I due eventi nella capitale si collocano quindi al termine di un tour ad intenso coinvolgimento emotivo, che ha registrato più di 500 prove di guida e la presenza di migliaia di partecipanti. Nonostante il gran caldo di luglio abbia un po’ affievolito gli animi in alcune tappe nel Sud Italia, si è registrata un’altissima affluenza soprattutto quando si è riusciti a far coincidere l’evento con tornei, gare, campionati, cene di gala o la possibilità di effettuare parte del test drive sull’aeropista, lasciando così un ricordo dell’esperienza ancora più piacevole e positivo.
La promozione di un brand/prodotto nei luoghi di acquisto richiede abilità molteplici nel saper declinare la comunicazione secondo esigenze funzionali sia di contesto che di target che ne fruirà.
In questo ,gioca un ruolo fondamentale la prossimità e l’accessibilità al prodotto, proprie della attività sul punto vendita. Il consumatore ha un valore aggiunto nel “toccare con mano”, comunicare con un rappresentante dell’azienda (sia esso anche solo una hostess), vivere un’esperienza di marca/prodotto.
Una ricerca di Promotion Magazine rileva le attività e gli strumenti di mkt at retail più adottate in ipermercati e GSS.
Sicuramente la comunicazione di prodotto semplice su espositore (senza hostess, gadget o dimostrazione/prova) è l’attività più realizzata, anche perché la più semplice ed economica. Complice la crisi, la promozione con personale dedicato scende a quota 15% delle attività realizzate (contro un quasi 30% del 2008 secondo Assocomunicazione). Riguardo gli strumenti, oltre a espositori, isole promozionali e totem, si rimarca una significativa presenza di Digital Signage, supporti tecnologici elettronici tipo monitor, schermi e touch-screen.
Esistono poi alcune attività in store che non si possono collocare semplicemente tra le iniziative con promoter, ma sono veri e propri “eventi” nel punto vendita. Concept e formule che sanno coniugare in perfetto equilibrio coinvolgimento, divertimnto, creatività, esperienza, brand value e comunicazione di prodotto, al fine di infondere fiducia e familiarità e rendere il consumer partecipe della marca stessa.
Ne sono esempi alcune delle attività di Semios (v. la case Shopville) e, a seconda del grado di creatività del concept, molti di questi eventi vengono ripresi dai media come mkt non convenzionale, generando così anche visibilità e notorietà da ritorno stampa.
Eventi di questo tipo sono sempre più frequenti per la loro efficacia: legando il concetto di festa al contesto del punto vendita, si facilita il processo di vicinanza al brand e di esperienza di prodotto, collocando l’attività in luoghi già di per sé di propensione all’acquisto.
(06/09/2010)
Dall’1 al 5 settembre l’Idroscalo di Milano ha ospitato i Campionati Mondiali di Canoa Polo, che hanno visto sfidarsi 64 squadre provenienti da 25 paesi diversi.
Lavazza A Modo Mio è stato il caffè ufficiale della manifestazione, con 3 postazioni per la degustazione delle diverse miscele: nella sala dirigenza, nella sala stampa e in prossimità delle tribune con un gazebo all’esterno.
Semios ha gestito la promozione attraverso la realizzazione di materiale dedicato e le pubbliche relazioni, con l’omaggio di alcune macchine a team leader, responsabili del comitato organizzativo e dell’International Canoa Federation. L’attività di degustazione ha riscosso come sempre un notevole successo: oltre 4.500 le degustazioni realizzate.
Le aziende con una forte connotazione territoriale da spendere o che vogliano comunicare direttamente, sul territorio, al proprio target, non possono assolutamente trascurare i nuovi, molteplici cambiamenti che stanno avvenendo ad estrema velocità nel campo della comunicazione. Nuove realtà e nuovi - giovani – attori, capaci di comunicare con le nuove generazioni con i mezzi appropriati.
Sicuramente la geolocalizzazione è una leva, nata da poco, che sembra avviata ad avere larga diffusione, con ripercussioni sul lavoro, il marketing e le relazioni sociali. Assisteremo forse al proliferare di servizi web sempre più geolocalizzati, in grado di coniugare le performance mediatiche di fenomeni planetari come Facebook , Twitter o Foursquare alle esigenze di visibilità del bar sotto casa…
Ultima evoluzione di uno strumento legato al “ mobile advertising” riesce a uscire però dall’invadenza di sms intrusivi, ed è al contrario in grado di connettere luoghi e social community con il valore del passaparola, della condivisione di esperienze legate al territorio.
Il primo, e ormai conosciuto, applicativo l’ha lanciato Foursquare: la possibilità di “cyber-mappare” i luoghi che ciascuno frequenta in tempo reale, nel momento stesso in cui ci si trova lì, attraverso lo smartphone collegato in rete, dando e trovando indicazioni e consigli sui diversi luoghi e locali in cui ci si trova.
Dal consiglio di altri utenti “Qui si mangia bene e si spende poco”, è passato poco tempo prima che qualcuno comprendesse le potenzialità di Foursquare lato “business”: informazioni promosse dagli stessi gestori o produttori. Caso recente quello di Coin di Corso Vercelli a Milano: sul mini schermo compare uno “Special here: offerta speciale Coin regala la CoinCard Easy.” Ma anche casi in cui non è il locale, ma l’autore stesso a lasciare un post relativo al prodotto, come ad esempio scrittori che lasciano il commento “Se non trovi più il mio testo in libreria, puoi comprarlo sul sito….”
1.000.000 di check-in al giorno: questi sono i numeri attuali di Foursquare, a poco più di un anno dalla sua nascita. Le componenti di real time e di geolocalizzazione sono state fondamentali per la sua esplosione, ma è anche la componente del gioco che ha fatto molta presa sugli utenti, facendo leva sulla voglia di essere i primi a fare il “check-in” in un determinato luogo, diventandone il “mayor”.
E subito Twitter (che ha nell’aggiornamento in tempo reale uno dei suoi punti di forza) si sta muovendo verso un advertising geolocalizzato e anche Facebook si è mosso in questa direzione.
Ha infatti creato – a breve anche in Italia – “Facebook Places”. Attraverso uno smartphone dotato di sensore Gps collegato a internet, permette di indicare agli amici dove ci si trova attraverso le coordinate Gps oppure tramite riferimenti concreti e consente di sapere e visualizzare dove sono i propri amici, oltre a postare commenti su luoghi, locali e aree; dati che saranno immediatamente visualizzabili sul proprio profilo. Indubbiamente un’evoluzione nel mondo dei social network, in termini di dinamiche sociali, marketing e business locale.
I numeri attuali del fenomeno geolocalizzazione sono impressionanti. Nell’immagine sotto si vede l’impatto sugli utenti e le possibilità offerte dai servizi principali di social geolocalizzazione negli USA.
Sicuramente la geolocalizzazione potrà costituire una opportunità di marketing per le aziende, per conseguire obiettivi di fidelizzazione del cliente e rafforzamento del brand, attraverso esperienze legate al punto vendita e sfruttando il passaparola che questo nuovo genere di geo-social network può offrire.

Il parallelo lato retail è il “QR code”, quell’immagine in bianco e nero (è un codice bidimensionale a matrice) che ormai troviamo utilizzato in tutto il mondo dai maggiori brand per dare accesso immediato a prodotti e informazioni aziendali. Se Foursquare e Facebook Place cambieranno significativamente il social marketing e i processi di scelta e di acquisto di prodotti, servizi e locali, il codice QR si è già integrato anche nelle principali fiere e manifestazioni pubbliche, incidendo in modo rilevante sulle metodiche di realizzazione di eventi , marketing territoriale e comunicazione diretta.
Infatti questo codice non lo troviamo solo sul fustino del Dash per avere informazioni aggiuntive e immediate sul prodotto (sulla qual urgenza mi esimio dal commentare, visto che comunque il mio giudizio è positivo proprio e soprattutto per la capacità di stare al passo con i tempi e di aver “osato” introdurre uno strumento innovativo su un prodotto tra i più tradizionali e rivolto ad un target che non è specificatamente giovane né hi-tech maniac) ma anche di supporto alle adv tradizionali o addirittura sulla carta che impacchetta gli hamburger di Mac Donald, per offrire gadget, regali, sconti.
Inoltre è sempre più presente sugli stand in fiera, come nei Presidi Slow Food al Salone del Gusto 2010, dando accesso immediato ad informazioni sui presidi e ad un archivio di ricette dedicato all’evento. O come l’iniziativa “QR code e Vinci. Una caccia al tesoro fra tradizione e tecnologia”, organizzata da Banca Marche all’interno dell’evento “Urbino città luogo ideale. Cantiere nazionale di pratiche e idee sul brand”: armati di smartphone i partecipanti hanno perlustrato la città alla ricerca dei codici QR trovando 7 indizi in rima e parole segrete che davano diritto ad un premio. Un evento che ha legato la promozione del territorio con obiettivi di comunicazione e visibilità dell’azienda e finalità ludiche e di convivialità, a cavallo fra tradizione e tecnologia.
Tornati dalle vacanze colpisce il numero elevato di pubblicità di università e corsi di laurea, che invade cartelloni, web, radio e anche tv. Come mai gli atenei negli ultimi anni sono scesi sul campo competitivo con advertising e comunicazioni a volte anche molto aggressive?
Con la riforma universitaria sull’autonomia del 1999, gli atenei italiani sono diventati delle vere e proprie aziende, il cui scopo non è solo quello di istruire ed educare ma anche fare profitto. E così anche le università italiane sono ricorse alle armi del marketing: offerta di corsi innovativi e di nicchia, campagne di comunicazione e pubblicitarie, radio, TV, giochi, eventi con l’unico obiettivo di farsi conoscere e rendersi più attraenti di altre agli occhi degli studenti. In particolare sembra che si siano date da fare soprattutto le strutture più piccole che lottano ogni anno per la sopravvivenza, a differenza delle grandi che non hanno necessità di farsi conoscere, anzi hanno il problema opposto di dover ”scremare “ aspiranti studenti con test d’ingresso.
L’ Aicun (Associazione Italiana Comunicatori universitari) in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Comunicazione di Roma e con il patrocinio del CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane)da anni monitora le attività di comunicazione delle università Italiane. L’ultima ricerca (che si riferisce all’anno 2008) ha coinvolto 52 Atenei italiani con l’obiettivo di rilevare le strategie di comunicazione attivate, attraverso un questionario a risposte multiple. In evidenza alcuni risultati che testimoniano come sia cambiato l’approccio delle università al “mercato” degli studenti e quali possibili prospettive per le imprese che operano in campo marketing.
Il 64% delle università dichiara di aver istituito formalmente una struttura per il coordinamento delle attività di comunicazione; tra queste solo il 14% fissa in una data precedente al 2000 l’anno di istituzione, tutte le restanti sono successive, segno che il mondo degli atenei è in continua evoluzione e si sta adeguando velocemente alle logiche di mercato. Le funzioni di questa struttura sono soprattutto di comunicare con l’esterno (12%), tenere le relazioni con i media (11%), fare pubblicità (11%), comunicare sul web (10%), realizzare materiali informativi (10%), organizzare eventi (ormai quasi tutte hanno i cosiddetti open-day di orientamento dedicate alle future matricole), e così via. Come si può immaginare il principale target di riferimento dell’attività di comunicazione delle università sono proprio gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado (90%): ogni anno infatti più di due ragazzi su tre tra quelli che escono dalle scuole superiori decidono di proseguire gli studi, costituendo così un mercato di “potenziali clienti” di oltre 300.000 giovani. Seguono i mass media (73%), il mondo economico-imprenditoriale (48%), la comunità locale, i docenti delle scuole superiori e le famiglie.
Si tratta dunque di una comunicazione sbilanciata verso l’esterno e orientata principalmente alla conquista. In effetti i principali obiettivi della comunicazione dichiarati sono l’informazione (73%) e l’incremento delle immatricolazioni (23%), mentre solo il 2% si prefigge di ridurre gli abbandoni.
Nonostante tutti gli sforzi però in pochi realizzano successivamente una valutazione ex post dell’efficacia e dei risultati degli investimenti in comunicazione sostenuti: ben il 50% degli atenei intervistati dichiara infatti di non svolgere ricerche sulla percezione dell’immagine istituzionale, e di non avere perciò un chiaro “punto di partenza” per impostare una campagna promozionale.
Con la crisi delle iscrizioni degli ultimi e i successivi tagli ai budget, sono cambiati poco i mezzi di comunicazione preferiti (ritenuti più efficaci): rimane al primo posto la stampa (soprattutto quotidiani locali e poi nazionali), seguita dagli eventi e da internet. I servizi “più acquistati” sono proprio la grafica e la stampa, la creatività pubblicitaria, la realizzazione di materiale multimediale e servii sul web, l’organizzazione di eventi. Da non sottovalutare infine il fenomeno delle TV e delle radio degli private degli atenei: il 9% degli intervistati dichiara di avere un canale TV “interno”, mentre ben il 23% ha attivata una radio.
(03/08/2010)
L’estesa ricerca Key-Stone ha indagato il rapporto tra le donne italiane e la vita sessuale nelle coppie di lungo corso.
Key-Stone affronta il tema dell'eterna contesa tra Eros e Agape. Andando contro corrente rispetto alle molteplici inchieste in cui si va alla ricerca di elementi trasgressivi legati alla sessualità, la ricerca evidenzia la realtà quotidiana della maggioranza delle donne.
L'indagine, effettuata su un campione di oltre 600 donne tra i 25 e i 54 anni, non analizza la soddisfazione, ma il cambiamento nella vita sessuale durante la relazione.
Parte dell’indagine è stata pubblicata su Starbene di agosto. La ricerca completa è diponibile nell'area Research del sito: RESEARCH - ABSTRACTS .
I mondiali di calcio non sono solo l’evento calcistico più importante del mondo, ma anche un’occasione unica e imperdibile per le aziende di promuovere i loro prodotti.
Sono ben 27 i marchi storici italiani a sostenere, a vario titolo, la nostra squadra: dallo sponsor tecnico (Puma, che per il quadriennio 2007-2010 ha stanziato ben 60 milioni di euro in nome della Nazionale), a quelli “alimentari” (Nutella, Uliveto, Actimel e altri brand ufficiali il cui ammontare degli investimenti si aggira intorno ai 56 milioni di euro. Insomma, gli Azzurri possono contare su diversi - e generosi - “supporters”.
Ma la febbre dei mondiali colpisce anche indirettamente le aziende che non sono partner “ufficiali” della nazionale e che costituiscono un vero e proprio “indotto” di questo fenomeno. Gli strumenti di marketing utilizzati maggiormente sono: promozioni, gadget, concorsi, raccolte, confezioni limited edition dedicate all’evento. Proliferano, così, in questo periodo, offerte e sconti su TV e mobili TV di ogni marca e dimensione, kit di birre e bicchieri per guardare la partita in compagnia, magari assaggiando patatine special edition “ai sapori dell’Africa”. Si stima che questo enorme business di iniziative collaterali sfiori i 150 milioni di euro.
E confrontandoci con i nostri storici avversari, i “cugini” francesi, il mondiale economico l’abbiamo già vinto noi: in Italia si stima infatti un giro d’affari complessivo legato ai mondiali di 3 miliardi di euro (soprattutto nel settore del commercio e del turismo) contro i 2.7 miliardi previsti in Francia. E il Paese ospite? Il Sudafrica è il primo in classifica: l’aspettativa è quella di avere entrate economiche per 6 miliardi di euro.
(06/07/2010)
La vasta esperienza acquisita in ricerche e costruzione liste profilate nei segmenti lusso, benessere e hotellerie alto di gamma è recentemente confluita in due grandi progetti per due importanti aziende quali sono L’Oreal e BMW Italia.
Il primo progetto include una ricerca e profilazione degli hotel di lusso con presenza di spa o servizi benessere, con obiettivi di conquista di nuovi ambiti alto di gamma per una nuova linea di prodotti.
Il secondo vuole ricercare le strutture ricettive italiane con una clientela top, non necessariamente solo i 5 stelle, ove poter attivare contatti di partnership per attività e servizi di shuttle car.
Dopo il boom iniziale e l’interesse dimostrato dai media mondiali, negli ultimi due o tre anni di Second life non si è quasi più sentito parlare.
Oggi (dati aggiornati a giugno 2010) Second Life conta 19 milioni di iscritti, di cui però solo 1.300.000 attivi negli ultimi due mesi, mentre alla fine del 2007 proliferavano attività di ogni tipo: concerti, riproduzioni di città visitabili virtualmente, aziende che vendevano riproduzioni dei propri stessi prodotti, partiti politici che fondavano isole duplicando le proprie ideologie, riviste che creavano giornalisti avatar per l’interscambio di informazione tra i due mondi e privati che tentavano la fortuna con negozi di articoli per avatar… Nel 2007, ovunque si guardasse in televisione o sui giornali, c’era sempre posto per un articoletto sul mondo di Second Life e sui suoi personaggi, ed in quel periodo molte aziende e personaggi pubblici si affrettavano ad accaparrarsi spazi e territori, pagandoli profumatamente. Le transazioni hanno toccato un miliardo di dollari Linden fino allo scoppio di una, prevedibile, bolla speculativa che ha avuto conseguenze economiche sia per la Linden Lab - la società proprietaria e che gestisce Second Life – sia per molte società che avevano investito sul metaverso, oltre ad allontanare una fascia di utenti più spaventati da quel mondo che realmente attratti.
L’utente normale ha abbandonato la “seconda vita” soprattutto a favore di una partecipazione più attiva ed assidua nelle proposte dei social network, mentre si sta formando un pubblico “di nicchia” di persone e aziende realmente interessate alla piattaforma nelle sue potenzialità sociali : è migliorato l’uso che si fa di questa piattaforma di realtà virtuale e sono sempre di più i corsi aziendali e privati, seminari, talk show, concerti e mostre d’arte.
Ad allontanare il grande pubblico sono stati soprattutto alcuni fattori: 1. La tecnologia di base non è facilmente comprensibile ed utilizzabile (la curva di apprendimento necessaria per usarlo impedisce a molti utenti di divertirsi e tornare periodicamente) 2. I negozi virtuali sono stati un fallimento (si spende più per la progettazione web di quanto non si guadagni con i prodotti, soprattutto dopo che ha cominciato a calare l’attenzione dei media) 3. Con l’avvento della tecnologia Mobile, sono stati i social network ha decollare (impossibile, per ora, per Second Life, la cui grafica richiede più memoria di quella che ad oggi gli smart phone siano in grado di gestire).
Ai giorni d’oggi il guadagno maggiore di Second Life deriva dalle multinazionali che lo usano come punto di ritrovo a scopo lavorativo.
Sicuramente l’introduzione della voce come mezzo di comunicazione ha reso più immediato il modo di relazionarsi tra gli avatar e più fruibile la piattaforma come luogo di comunicazione ed interscambio (ad esempio per riunioni in modalità conference call con il vantaggio che tutti gli interlocutori sono anche di fronte al proprio computer, per scambio di documenti, ecc…).
Sono rimaste attive sulla piattaforma prettamente le grandi aziende. Quando la Microsoft dopo aver speso circa 100.000 $ per un’isola ha poi scoperto che ogni isola poteva ospitare al massimo 100 persone, dovette pensare a sistemi per recuperare il capitale investito, come ad esempio utilizzare l’isola per meeting, corsi di formazione, colloqui, vendite, presentazioni ecc..
Infatti sono queste le potenzialità maggiori offerte dal sistema. Si pensi ad esempio ad un corso di formazione rivolto a più allievi: senza aula fisica, senza spostamenti, ma con l’interazione e la comunicazione reale tra i partecipanti e la condivisione all’istante di documenti in formato elettronico… si ottiene un corso a costi minori e margine maggiore di un corso “reale” senza quasi muovere un dito.
Quindi sicuramente Second Life non è giunto al proprio traguardo, ma, passato di moda, ha assunto connotazioni più focalizzate e più funzionali. Anzi, forse la Linden Lab sta tentando un rilancio differente della piattaforma: in questi ultimi mesi si sono viste pubblicità relative a Second Life su You Tube, con una comunicazione incentrata sul fatto che “dietro l’avatar c’è una persona in carne e ossa”. E infine è notizia di questi giorni che la Linden Lab abbia licenziato il 30 per cento del personale e ristrutturato l'azienda, con l’obiettivo di andare verso il business dei browser e compenetrare i social network.
(15/06/2010)
Il mensile Starbene ha commissionato a Key-Stone alcune indagini di costume rivolte al core target della rivista – donne tra i 25 e i 54 anni – analizzando alcuni temi di costume e di attualità: dal rapporto tra le donne e la vita sessuale nelle coppie di lungo corso, alle diete, a cosa si fa per mantenersi in forma e la distinzione tra età reale e età apparente… Il primo risultato della ricerche sarà pubblicato sul numero di agosto di Starbene e riguarderà il tema della sessualità, come e perché cambia durante la convivenza.
Nati solo tre anni fa, i Social games contano già di più di 330 milioni di iscritti e rappresentano un mercato stimato di 5 miliardi di dollari (secondshares.com) e che raggiungerà un giro d’affari di 3,6 miliardi di dollari entro il 2012 (BritishWeek). Gli introiti derivano dall’advertising e dall’offerta ai giocatori più incalliti dell’acquisto con soldi veri di beni virtuali per migliorare nel gioco (fenomeno chiamato freemium)
Il successo evolutivo dei social games verte soprattutto sul loro carattere “sociale”: oltre alla gratuità e alla facilità di accesso (attraverso un social network) e di gioco (non occorrono particolari abilità), a renderli vincenti, rispetto ad altri giochi online, è la collaborazione fra utenti. Sono micro mondi in cui è fondamentale l’ amicizia e l’aiuto reciproco. Ad esempio in Farmville (83 milioni di giocatori già a pochi mesi dalla sua nascita) è previsto che amici di face book si prendano cura dell’appezzamento virtuale in assenza del giocatore.
I s.g. rispondono a bisogni psicologici legati al sentirsi realizzati esprimendo le proprie abilità, innalzando l’autostima (il risultato è visibile e condiviso nella propria cerchia di amici) e rispondendo al bisogno di affiliazione, dall’aiuto reciproco al rafforzo di legami.
Infatti più che sfide di abilità - sono giochi molto automatici e ripetitivi – in fin dei conti rappresentano soprattutto un modo per dimostrare agli altri quanti amici si hanno: più amici, più aiuti e, quindi, più “prestigio” sociale.
Non stupisce allora che un altro social game molto diffuso sia Mafia Wars (25 milioni di iscritti). Né che solo il 6% dei giocatori abbia meno di 21 anni (43 anni è l’età media): si sente coinvolto un target non più attratto dalla sola competitività individualistica di gioco, ma persone che preferiscono anche gestire la propria posizione in una struttura sociale articolata all’interno del gioco.
Sono società non completamente virtuali, visto che più del 60% delle persone preferisce giocare con i propri amici piuttosto che con estranei. E neanche società veramente “chiuse”: quasi il 40% pratica da tre a cinque giochi nello stesso periodo di utenza. (ricerca USA e GB realizzata da Popcap Game)
Quindi sicuramente Second Life non è giunto al proprio traguardo, ma, passato di moda, ha assunto connotazioni più focalizzate e più funzionali. Anzi, forse la Linden Lab sta tentando un rilancio differente della piattaforma: in questi ultimi mesi si sono viste pubblicità relative a Second Life su You Tube, con una comunicazione incentrata sul fatto che “dietro l’avatar c’è una persona in carne e ossa”. E infine è notizia di questi giorni che la Linden Lab abbia licenziato il 30 per cento del personale e ristrutturato l'azienda, con l’obiettivo di andare verso il business dei browser e compenetrare i social network.
Riprendendo quanto detto nell’articolo sulle origini del Guerrilla Marketing, oggi vengono riunite sotto questa etichetta un insieme non ben definito di strategie unconventional: in generale vi rientrano tutte le campagne di marketing veloci e mirate, realizzate con mezzi insoliti e senza farsi riconoscere (almeno inizialmente).
Ma generare una campagna marketing mordi e fuggi non è opera di poco conto, non tutti possono ricorrervi e l'insuccesso può nascondersi dietro l'angolo.
Innanzitutto è importante che ci sia un’idea originale, geniale: prodotti di rottura o con carattere sono quelli che si prestano maggiormente, ma con una buona dose di creatività una campagna di GM può partire non dal prodotto, ma da un elemento secondario. L’idea dev’essere capace di incuriosire e colpire, quindi va bene anche se legata ad un dettaglio, perché sia forte.
Nella parte operativa della campagna di GM, fondamentale è la fase teaser, che stimola senza svelare, allude ma non comunica direttamente, si fa ricordare per qualcosa di inusuale e non per il prodotto o la marca.
Se l'idea è originale e il teaser efficace, ciò che si ottiene è un effetto virale, che si può supportare con attività mirate e dirette dall’azienda, di stimolo alla diffusione della notizia. Per questa fase i mezzi possono essere molteplici, perché, ancora, non dichiarino esplicitamente la committenza: via e-mail, sui forum, nelle community, cartelloni e stampa, soprattutto con comunicati e redazionali.
Solo a questo punto è lecito scoprire le carte e mostrare il significato della prima fase della campagna. Se oltre all’abilità di comunicazione, dietro c’è un prodotto/servizio che vale, allora l’effetto virale continua, ma ora da parte di persone che a riconoscono interesse per il prodotto o la marca stessi oltre che per lo stimolo iniziale.
La creatività è alla base di tutto il processo: in generale più una strategia è scioccante e più avrà probabilità di successo perché riuscirà ad essere notata e ricordata. Attenzione però a non esagerare. Tra stupire e indignare la distanza è poca: lo dimostrano le numerose campagne di GM giudicate “di cattivo gusto” con effetti, talvolta, controproducenti.
Una pubblicità che recentemente ha fatto scalpore è quella di una nota casa d’abbigliamento che ha sfruttato, senza permesso, l’immagine del presidente statunitense Obama che indossa una loro giacca con la Muraglia cinese sullo sfondo. L’argomento e l’intervento della Casa Bianca a bloccare l’adv hanno provocato innumerevoli commenti e giudizi: sebbene la campagna sia un chiaro caso di illecito abuso della comunicazione, molti hanno innalzato l’operazione a esempio di genialità e lodato l’azienda e l’iniziativa. La riuscita, a livello di copertura mediatica, è stata subito evidente.
Ma è vero che “Ogni Paese è Paese”... Se l’immagine del presidente Obama è risultata vincente, altra solfa ottenne una campagna pubblicitaria italiana (2004) in cui una ditta di condizionatori d'aria aveva scelto i sosia di noti politici per pubblicizzare i propri prodotti: i cittadini non hanno apprezzato, sfiniti, secondo i sondaggi, dai troppi cartelloni politici delle campagne elettorali appena trascorse e colpiti quindi dall'"effetto assuefazione"…

Alcune ricerche di trend watching americane eleggono la praticità a tendenza mondiale dell’anno: una nuova generazione di prodotti semplici, piccoli, economici e con un pizzico di sostenibilità...
"FUNCTION-ALL: why simple, small and cheap appeals to all"
Si tratta di prodotti o servizi solitamente progettati per i mercati emergenti ma che attraggono anche i consumatori delle società più mature, poiché rispondono a esigenze diverse:
| • Cheap: l’economia è la prima delle ragioni, sia a causa della recessione (ridotta capacità di spesa), sia per lo slittamento di valore da “frugalità” verso “praticità”, visto come nuovo status symbol.
• Simplicity and convenience: dimensioni ridotte e semplicità sono i nuovi must: nuovi stili di vita “in movimento” richiedono più esperienze, in dosi più piccole e più accessibili e la necessità continua di comodità. • Design: “democratizzazione del design” significa che anche i consumatori esperti ed esigenti saranno soddisfatti da prodotti provenienti da paesi e marchi in precedenza non conosciuti per l'alta qualità e gli standard di design. • Sustainability: tutto ciò che utilizza meno energie tradizionali e accumula meno rifiuti o che vanta l'aspettativa di vita più lunga, sarà senz'altro benvoluto dal consumatore eco-consapevole. | ![]() |
La nuova tendenza FUNCTION-ALL è ovviamente strettamente legata ad una delle più grandi macro tendenze del nostro tempo, la globalizzazione, e fornisce un ottimo punto di partenza per l'innovazione: infatti il fenomeno non sta coinvolgendo solamente ogni tipo di consumatore, ma è anche vissuto da una molteplice varietà di brand, anche famosi, come dimostrano i numerosi casi di innovazioni “function-all” nati da unioni tra brand di società consumistiche e marchi di paesi emergenti, da Tata a Nokia, da Adidas a Ikea...
(01/06/2010)
Le scuole private di lingua rappresentano un mondo a parte rispetto alle altre strutture di formazione scolastica. Attraverso una raccolta approfondita di informazioni e dati di mercato, 12 interviste in profondità a dirigenti scolastici e 120 interviste a insegnanti di scuole private di tutta Italia, Key-Stone ha fatto luce sullo scenario e le tendenze, descrivendone le dinamiche, i modelli di organizzazione e le logiche di business, con un particolare focus sui criteri di adozione dei libri di testo, su incarico di un’importante casa editrice. Se la scuola è tuttora il principale canale di apprendimento delle lingue straniere (86%), aumentano i soggiorni all’estero (17%) e la frequentazione di corsi e/o lezioni non scolastici è seguita dall’11% di coloro che studiano inglese, mentre l’8% si definiscono autodidatti.
La storia della maggioranza delle scuole di lingua private inizia per lo più circa cinquanta anni fa, quando la preparazione inglese della scuola italiana era estremamente limitata, per cui l’esigenza di corsi specifici, metodi efficaci e docenti madrelingua era molto sentita. Con l’istituzione del Liceo Linguistico Statale (anni 80) e l’introduzione dell’inglese nelle elementari, il livello dell’utenza si eleva, gli insegnanti più esperti provano ad aprire una propria scuola, aumentando la competitività. Successivamente, la diffusione su larga scala di Internet e l’espansione dei mercati creano un’ulteriore necessità, soprattutto nei settori aziendali, di competenze linguistiche specializzate. Oggi, in un mondo che diventa sempre più competitivo, l’attenzione si sposta sulle certificazioni: il livello di conoscenza della lingua deve essere standardizzato e corrispondere a un punteggio riconoscibile e comparabile. Pur con questi obiettivi pressoché standardizzati, ascolto e conversazione sono tuttora i valori distintivi rispetto all’offerta formativa pubblica. Le scuole private fanno della presenza di insegnanti madrelingua un loro punto di forza, e aumenta la tendenza a creare momenti conviviali, di aggregazione e divertimento in lingua. Di conseguenza, anche gli strumenti e le tecnologie di supporto ricercate sono quelle capaci di simulare il più possibile la realtà (voci autentiche, rumori di sottofondo, ecc.).
In tempi di crisi, si sa, aumentano il bisogno di consolazione e la ricerca di spiritualità. E il business ovviamente rincorre questa domanda e aumentano le attività di marketing e comunicazione tese ad avvicinare sempre più fedeli, senza preclusioni e, a volte, trascendendo dai valori insiti nel credo stesso.
Infatti si riscontra una crescita della richiesta di prodotti con “valore aggiunto spirituale”: creme di bellezza halal per i Musulmani, come anche champagne o lasagne certificati, oltre a ristoranti in voga che servono questi prodotti, che oggi negli USA si trovano persino nei megastores.
La Trinity Church, chiesa episcopale di New York, propone la Web Crucis su Twitter, in India spopolano le visite virtuali di templi induisti. Il Golden Buddha Cellphone è invece un telefonino bagnato in oro con la funzione “tempio mobile” e un pulsante in giada che fa accedere a 5 diversi programmi di preghiera. In Italia una casa di moda friulana “Al Quds” (“La Città Santa” ndr) propone il jeans da moschea: ginocchia rinforzate, vita alta per evitare scandali quando ci si inchina e cuciture in filo verde, colore sacro per le culture islamiche.
E se della religione si fa un caso di marketing esperienziale, si hanno fenomeni come l’Holy Land Experience in Florida, vicino a Disneyland (patria del marketing esperienziale) che ricrea la Gerusalemma di 2000 anni fa: un surrogato di viaggio spirituale che si rivolge ad una generazione abituata all’immagine e al divertimento , che vuole rivivere la suggestione delle ambientazioni bibliche con un ruolo attivo nell’atto di consumo.
Come molti sanno, il termine è stato coniato dal pubblicitario statunitense Jay Conrad Levinson nel 1984, con il libro “Guerrilla Marketing”, diventato presto la “bibbia” della comunicazione non tradizionale. Ma le sue origini sono precedenti: come in molte altre categorie del marketing, “guerrilla” è un’etichetta applicata a posteriori ad una tecnica che è sempre stata usata, più o meno consapevolmente, nell’advertising. Scioccare e stupire per far parlare di sé o del proprio prodotto era una tecnica ampiamente diffusa anche prima che coniassero un neologismo per definirlo.
In America, il primo caso veramente eclatante di Guerrilla Marketing si fa risalire a The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair, un horror costato 500.000 dollari che fruttò quasi 250 milioni di dollari ai botteghini, grazie anche alla forte promozione attraverso mezzi alternativi e provocazioni, spesso tenendo nascosto il vero scopo promozionale del messaggio. Infatti uno degli obiettivi principali del Guerrilla Marketing è spendere poco e ottenere molto, sfruttando mezzi economici e tanta fantasia per riuscire ad avere molta visibilità sui media senza pagare ma suscitando curiosità o scalpore tanto da finire sui giornali come notizia.
In Italia si comincia a parlare di azioni di Guerrilla Marketing nei primi anni Duemila, sulle ceneri di un movimento artistico e di denuncia contro i media, che agiva sotto lo pseudonimo collettivo Luther Blissett. Dal 1995, data di nascita a Bologna di questo progetto, si diffondono ragionevolmente, anche attraverso un uso massiccio della rete, costituendo il primo esempio in Italia di divulgazione così spinta delle proprie idee e opere in internet.
Ma le finalità del Luther Blissett Project erano soprattutto di scandalizzare e provocare l’opinione pubblica “destabilizzando il senso comune” e facendosi beffe dei mass media e di alcune grandi aziende. Ne fu un esempio la beffa alla casa editrice Mondadori nel 1996, interessata a sfruttare commercialmente il fenomeno mediatico, che ricevette alcuni testi alla rinfusa tratti da internet e conditi di banalità sociologiche, credendoci.
Le attività del Luther Blissett Project si rifacevano dunque più agli scherzi finalizzati a prendere in giro il sistema e le istituzioni troppo rigide e la facilità con cui si può far credere qualcosa alla gente. Anni prima l’Italia si era scandalizzata per il caso delle false "teste di Modigliani", che mise in ridicolo l'intera critica accademica.
Da questo filone scaturirono diverse tendenze. Da una parte prese vita una corrente artistica volta a metterci in guardia dai rischi di una società eccessivamente “mediatizzata”. Eredi delle ideologie di LB sono quei gruppi di giovani che intraprendono, senza fine di lucro se non la notorietà, azioni di pranking (o “jokes”, “hoax”…) realizzati per ingannare l’audience, sovvertire l’ordine precostituito.
Diverso invece come la filosofia venne trasformata in “tecnica di marketing” e inglobata dal sistema economico-produttivo quando Jay Conrad Levinson s’inventa il termine Guerrilla Marketing: subito le implicazioni commerciali snaturano le finalità originali, mirando, anzi, il più delle volte all’opposto di quello da cui le sue avanguardie volevano salvarci, dalla critica sociale.
Inizia oggi la parte più “attiva” del nuovo esperimento di social game che ha preso vita in un gruppo di Facebook dal nome “Indovina chi è l’assassino?“.
La dinamica del gioco si avvicina a quella di Indovina Chi, con la differenza che si gioca tra persone iscritte e le carte sono sostituite dai profili dei membri. Tutti sono indiziati, chiunque del gruppo può essere il colpevole.
Da oggi, 8 febbraio, arriveranno i primi indizi utili per scovare l’assassino.
La soluzione arriverà poi giovedì 11 febbraio, giorno in cui verrà rivelato chi è il colpevole; vinceranno coloro i quali hanno inviato via mail la risposta giusta.
Non è un concorso e neanche un gioco a premi. Piuttosto un esperimento per divertire e conoscere persone/utenti.
Al di là del puro gioco, sarà interessante analizzare il lato “sociale” dell’esperimento: se i partecipanti coopereranno per la soluzione del caso, o se tutto degenererà in modo incontrollabile.
Ovviamente nulla trapela riguardo il fondatore – che si firma Jackie Lansbury, con il cognome e la foto della celeberrima Signora in Giallo – e se ci sono finalità commerciali sottostati, oppure… è solo un gioco!
Il termine Green Marketing è stato coniato agli inizi degli Anni Novanta, ma solo ultimamente è diventato un fenomeno di grande interesse per le aziende, che hanno cominciato a considerare le politiche per il rispetto dell’ambiente come una nuova strategia per affrontare la concorrenza e sopravvivere alla crisi dei mercati.
Si tratta di un nuovo approccio – ecosostenibile e responsabile – non solo alla produzione, ma a tutte le altre funzioni aziendali: dalla ricerca e sviluppo, alla realizzazione del packaging e distribuzione, alla comunicazione.
La diffusione di questa nuova coscienza ha fatto sì che la sostenibilità stia diventando un vero modello di business: le aziende più avanzate, che puntano allo sviluppo e alla crescita, mettono ormai la sostenibilità alla base del loro processo organizzativo, delle loro strategie di innovazione, con la convinzione diffusa che servizi e prodotti debbano portare non solo benefici finanziari ma anche sociali.
Nell’era della Green Economy, anche gli specialisti della comunicazione si devono adeguare con strumenti e linguaggi adatti al nuovo trend, che richiede di essere sempre più digitali. Una green communication infatti non può prescindere dall’utilizzo – quasi esclusivo- di strumenti digitali e del web, condividendone gli stessi valori: chiarezza, trasparenza, immediatezza nel dialogo col consumatore. Un’agenzia americana ha riassunto così i sei principi del marketing “verde”:
1. Racconta la verità
2. Cammina prima di parlare
3. Condividi il tuo vantaggio
4. Tieni a mente le partnership
5. Conosci la tua supply chain
6. Tieni la mente aperta
Nel 2010 è previsto che l’onda verde che ha investito il mercato tenderà ad espandersi ancora di più, in una sorta di “trickle effect” toccherà anche le medie e piccole imprese e investirà fornitori, venditori e partner, oltre che i dipendenti, delle aziende “pioniere” che hanno aderito per prime a questo modello di business, nella convinzione che la sostenibilità non è solo un costo ma un’opportunità per l’economia del futuro.
Questa “rivoluzione verde” sta toccando anche l’Italia, nonostante qualche anno di ritardo rispetto ad altri Paesi. Da una ricerca Eurisko (in collaborazione con UPA e Assocomunicazione) emerge l’importanza che i consumatori italiani danno all’ambiente, al terzo posto nella classifica delle loro principali preoccupazioni, dopo la disoccupazione e la crisi economica. Inoltre il 77% si dichiara di essere più attento al proprio comportamento e all’informazione rispetto al passato, nonché disposto a spendere qualcosa in più per prodotti a basso impatto ambientale. Non solo: il 50% dichiara di avere più fiducia in quelle aziende/marche “attive” sotto il profilo della tutela del territorio, ma le informazioni devono essere maggiori e soprattutto credibili.
Una nuova era per la meeting e events industry. È quanto afferma MPI – Meeting Professional International – associazione internazionale degli organizzatori di meeting ed eventi professionali - nell'ottava edizione di FutureWatch, una ricerca a cadenza annuale sui trend del settore, effettuata grazie alle risposte dei 1.832 membri associati (tra cui 967 meeting and event planners e 813 fornitori), rappresentanti di 39 Paesi.
Dall’indagine 2010 emergono i primi cauti segnali di ottimismo circa le prospettive del settore, che sembra muovere verso una nuova era focalizzata sulla creatività, la flessibilità e la costruzione di relazioni strategiche. Gli operatori del settore prevedono un aumento del 2.8% nel numero di meeting e del 4.5% in presenze.
Secondo FutureWatch, inoltre, i meeting planners e più in generale i fornitori di servizi congressuali dimostrano un interesse sempre più crescente nella tecnologia e sono alla costante ricerca di strumenti di miglioramento del servizio complessivo, sia a livello di esperienza audiovisiva per i partecipanti, sia a livello di gestione della relazione con i clienti.
Alcuni dei trend chiave rivelati dallo studio di quest’anno includono:
• la preferenza per meeting “di prossimità”, localizzati cioè più vicino a casa, in modo che meno partecipanti debbano percorrere lunghe distanze per arrivare sul luogo dell’evento;
• il ritorno ad eventi “basici” nei quali il valore e la qualità contano più degli “extra”
• il ritorno sugli investimenti continuerà ad essere ancora una delle maggiori preoccupazioni per i planners, così come le politiche di prezzo, vero terreno sul quale si giocherà la competizione tra gli addetti ai lavori
• la responsabilità sociale sarà ancora uno dei temi più interessanti per i meeting e un potenziale fattore differenziante per le società e associazioni che dimostreranno realmente di essere impegnate in programmi di sostenibilità ambientale e sociale.
(06/07/2010)
Un progetto di marketing esperienziale di Semios del Gruppo Key-Stone, a supporto del lancio delle nuove BMW Serie 3 Coupé e Cabrio
Sempre più curiosità e interesse dopo il quarto week-end a Milano e Varese di eventi e test drive di BMW Serie 3. Il prossimo appuntamento è dall’8 all’11 luglio a Lugo di Romagna e Verona.
Venti tappe in tutta Italia, progettate e seguite per BMW Italia da Semios - agenzia di comunicazione integrata del Guppo Key-Stone - in logica di marketing esperienziale: non solo visibilità del prodotto ma soprattutto affinità col proprio mondo di appartenenza ed esperienze di guida qualificate. Con obiettivi di lead generation e conquista di nuovi target.
Due percorsi coinvolgono parallelamente differenti location ogni week end. Luoghi del tempo libero in una selezione altamente profilata di Aeroclub e Tennis Club: in linea con i valori del brand e dove il target abituale mostra una forte predisposizione all’intrattenimento ed è stimolato da proposte ed esperienze innovative.
Gli ambiti sono stati scelti sulla base del concetto di originalità e anticonformismo, luoghi dove poter fare leva sulla parte “attiva” del target, coinvolgerlo sugli aspetti del “piacere” a lui più affini: divertimento, adrenalina, velocità, dinamicità, libertà.
In particolare per gli Aeroclub, chi fa parte dell’ambiente del volo accede ad un mondo unico di libertà personali ed esperienze. Lo spazio aperto di un aeroclub esalta l’attività del progetto, attrae chi sa sperimentarsi e dare prova di sé, chi vive ciò che gli piace a contatto con se stesso e scegliendo ciò che vuole essere.
I Tennis Club sono stati individuati secondo logiche di livello di prestigio e di coerenza con i valori del marchio BMW.
La vettura si cala in uno spazio libero ed è vissuta “fuori dai condizionamenti e dai luoghi comuni”. Inoltre gli eventi hanno la duplice connotazione di offrire l’esperienza di guida BMW agli appassionati del volo e del tennis e avvicinare a questi mondi i non soci.
Senza mai dimenticare, per entrambi gli ambiti, la possibilità oggettiva di prova in contesti e percorsi studiati da piloti esperti, che permettono di testare le vetture nelle differenti condizioni di guida.
Di seguito il calendario dettagliato dell’attività e delle location.
In principio erano solo negli USA. Si tratta di un’evoluzione degli spacci aziendali, con l’obiettivo di vendere/svendere non solo ai propri dipendenti le giacenze di magazzino e gli articoli difettati. Negli anni Settanta e Novanta nascono i factory outlet center, aggregazioni di spacci aziendali nello stesso edificio, in cui non si vendono più solo pezzi di fine serie e rimanenze ma anche articoli della stagione in corso. In questi anni cambia anche la loro funzione, che da prettamente commerciale diventa anche sociale. Questi spazi infatti diventano luoghi ludici, in cui passare il tempo libero, andare con tutta la famiglia, intrattenere i bambini, incontrare gli amici. E cambiano anche dal punto di vista architettonico: non più luoghi sobri, spogli e freddi ma vere e proprie “cattedrali del consumo” come sono state definite da diversi sociologi, in cui va in scena la spettacolarizzazione e l’estetizzazione dei consumi. Si pensi ad esempio al celeberrimo outlet di Serravalle Scrivia (uno dei primi e più grandi mai aperti in Italia) che è la riproduzione di un antico borgo veneto (ma si trova in provincia di Alessandria!). Le ragioni di questa progressiva evoluzione (tuttora in corso) sono principalmente la perdita di potere d’acquisto, la crescente attenzione per gli articoli firmati, l’aumento dei rischi legati ai “classici” canali distributivi. Questi cambiamenti strutturali nella natura dell’outlet hanno portato di recente alla nascita del cosiddetto “turismo dei consumi”, dove l’acquisto diventa divertimento ed esattamente come per i parchi tematici, esistono tour dedicati turist shopper organizzati in accordo con operatori turistici, compagnie aeree, alberghi e istituzioni sociali.
I factory Outlet Centre di oggi offrono dunque l’esperienza di acquistare capi firmati dai migliori stilisti a prezzi decisamente contenuti in un ambiente curato, con servizi di alto livello e varie possibilità di intrattenimento: eventi, cinema,spettacoli dal vivo, ospiti…. E sono proprio questi nuovi servizi di intrattenimento il futuro di questo modello: la direzione è quella di superare il concetto di “affare” e dedicare un’attenzione sempre crescente alla qualità dei servizi accessori: ristoranti, bar, eventi, spazi per la cultura, la famiglia, la socializzazione, aree dedicate al benessere e allo sport, attrattive specifiche per i bambini.
Il primo modello di questa nuova generazione di outlet è il Westfield di Londra, uno spazio multi-servizio con 280 negozi, 50 ristoranti, 14 sale cinema, palestra, spa, biblioteca, aree polifunzionali per sfilate, concerti, spettacoli, per un totale di 50 mila metri quadrati e 4.500 posti auto.
L’Italia recepisce generalmente con un certo ritardo questo tipo di nuovi format commerciali: i primi outlet sono arrivati negli anni Ottanta, si sono affermati durante i Novanta e solo nel Duemila si sono affacciati i primi Oulet Village. Oggi il loro successo è ancora evidente, ma si iniziano a intravedere (come già da qualche anno negli altri Paesi Europei e in USA) i primi segnali di crisi del format. Per ora possono contare sull’appoggio dei media e sul numero dei visitatori, legato anche alla crisi, ma anche qui da noi il futuro sarà offrire una quantità sempre maggiore di servizi aggiuntivi e trasversali sempre più qualificati.
La crisi sta rivoluzionando il modo di intendere “il comprare” non solo dal punto di vista economico (tendenza alla frugalità, attenzione al risparmio e al rapporto qualità-prezzo) ma anche da quello dei luoghi del consumo. Ecco dunque affacciarsi nel panorama del commercio italiano, nuovi attori quali portali gruppi di acquisto, e-commerce di massa, farmer’s market, negozi a tempo. E, paradossalmente, al fianco di queste “innovazioni” un ritorno alla vecchie tradizioni: il commercio per corrispondenza e il porta a porta stanno infatti tornando in auge.
I nuovi consumatori sono esperti, esigenti, informati e soprattutto organizzati: i gruppi di acquisto solidale sono aggregazioni di persone dello stesso condominio o quartiere o semplicemente famiglie e amici che si riuniscono per acquistare in grandi quantità direttamente dai produttori. Oggi in Italia si contano già circa 500 gruppi di questo tipo.
La tendenza ad acquistare “direttamente” è confermata anche dalla nascita di numerosi farmer’s market, dove i protagonisti sono i contadini, con le loro bancarelle di prodotti direttamente dalla cascina. Con l’appoggio di Coldiretti e Slow food sono nati ben 500 di questi mercati presieduti interamente da contadini della zona che vendono direttamente i loro prodotti, a “km 0” , genuini ed economici. Nulla a che vedere quindi con i tristi reparti “bio” di cui si sono attrezzati negli ultimi tempi super e ipermercati. Il giro d’affari dei farmer’s market è di 2.7 miliardi di euro e il loro successo si fonda su pochi, sani principi: il rispetto della stagionalità dei prodotti, la stretta vicinanza tra il territorio di coltivazione e quello del consumo, la ricreazione di luoghi conviviali.
In merito all’e-commerce, in Italia i consumatori 2.0 sono ancora una minoranza ma, nell’anno della crisi, sono tra i pochi che hanno aumentato gli ordini, alimentari e non. Le principali insegne della GDO quali Esselunga, Auchan, Despar sono ormai attrezzate con scaffali e carrelli virtuali per acquistare dal salotto di casa o dalla scrivania dell’ufficio; anche per il settore abbigliamento si sta diffondendo l’abitudine ad acquistare via web: il maxi portale Yoox.com che vende a prezzi scontati tutto di tutte le griffes più trendy è un successo ed è diventato un modello di business.
E come evolvono i “vecchi”, tradizionali negozi di prossimità? Ormai è diventato comune vedere bar in cui è possibile farsi la manicure e concessionarie di auto in cui è si acquistano capi d’abbigliamento.
Infine, il fenomeno più sorprendente è l’ingresso sempre più significativo degli stranieri del commercio al dettaglio. Secondo dati ufficiali di Movimprese, lavorano nel commercio 106 mila stranieri, quasi tutti titolari di ditte individuali, un vero e proprio boom. Anche se, per ora, questa esternalizzazione vale soprattutto per negozi a basso valore aggiunto: fruttivendoli, bancarelle, pompe di benzina, fiorai.
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- La Pet Therapy: quando i terapisti hanno ali, pinne e coda
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E tanti altri articoli interessanti, da “A caval donato non si guarda in bocca”, alle origini del chewing-gum, alle pillole di curiosità per sorridere un po’… Infine non manca ovviamente neanche in questo numero la sezione dedicata ai bambini “Il mondo di Dentopoli”
Sorridiamo è la prima rivista italiana focalizzata sulla salute orale, il benessere e il sorriso, con una tiratura minima di 70.000 copie, distribuita principalmente attraverso il dentista di famiglia, ma anche presso farmacie, centri diagnostici e ambulatori medici e in formato web su www.sorridiamo.info. Nato per ricreare, migliorare e consolidare il rapporto tra odontoiatra e paziente, è un mezzo di comunicazione etico, innovativo, autorevole e familiare al tempo stesso.
Lo storytelling è una metodologia di narrazione che si avvale della retorica e della narratologia per creare racconti che colpiscono e coinvolgono il pubblico al punto di riconoscersi empaticamente nelle storie, facendosi influenzare da esse.
Oggi lo storytelling è spesso usato dalle imprese (“storytelling management”) per promuovere e posizionare meglio valori, idee, iniziative, prodotti, consumi.
Anche in Italia negli ultimi anni sta avendo diffusione, ma siamo ancora agli albori rispetto agli USA dove invece è ormai un metodo di comunicazione ricorrente. Dipendenti o clienti che parlano – bene - del prodotto, dell’azienda, dei valori, secondo la loro – autentica o no - esperienza personale.
Lo storytelling in ambito aziendale è stato inizialmente impiegato nella formazione interna, per creare una cultura aziendale e influenzare il comportamento delle persone sul posto di lavoro; ultimamente si è affermato nel campo della comunicazione extra-aziendale e nel marketing d'impresa. La sua diffusione si deve all’evoluzione delle esigenze di comunicazione: oggi infatti le aziende hanno la necessità di rivolgersi efficacemente ad un gruppo variegato di attori, non solo consumatori, ma anche collaboratori, influenzatori d’opinione, media di settore. Nel turbinio di immagini , suoni, testi, l’obiettivo è quello di saper gestire differenti modi di comunicare, utilizzando il codice giusto al momento giusto e soprattutto con il target giusto, il quale, chiunque esso sia, deve essere stimolato, coinvolto personalmente e sorpreso.
Lo storytelling può essere una tecnica di comunicazione che esaudisce questa esigenza. Alla comunicazione “ufficiale” fatta di siti, brochure, dichiarazioni del top management, organigrammi e comunicati stampa si può affiancare un tipo di comunicazione più “intima”, che lascia spazio a esperienze individuali, storie personali, sentimenti, relazioni: per entrare davvero nella testa della persone che ruotano intorno all’azienda. L’attenzione dell’interlocutore viene conquistata proprio grazie al taglio narrativo richiesto da questo tipo di comunicazione. Il pubblico non ha più un ruolo passivo nel processo, ma al contrario diventa protagonista: i dipendenti e i clienti possono diventare dei veri “narratori d’impresa” scrivendo, digitando, disegnando la propria storia e la propria esperienza legata ad un’azienda, ad un marchio, ad un prodotto. Riproducendo, così, la stessa logica di condivisione che ha decretato il successo dei social network. Attraverso uno stile e una voce propri, l’azienda può uscire dall’omologazione della comunicazione, per differenziarsi e rafforzare il rapporto con i suoi stakeholder. Dal punto di vista del marketing e della fidelizzazione dei consumatori, lo storytelling può aiutare a creare e sostenere l’immagine di marca oppure può essere uno strumento di supporto al lancio di un nuovo prodotto. Tutto infatti potenzialmente ha una storia interessante, che vale la pena raccontare: lo storytelling è insito nel prodotto o nell’azienda, spesso servirebbe solo un po’ di creatività e di “arte di raccontare” per far conoscere mondi molto affascinanti in modo efficace, tanto da determinare addirittura le scelte del consumatore. Attenzione però a non confondere l’arte di raccontare una storia con “raccontare delle storie”: l’autenticità deve essere alla base del rapporto con il pubblico soprattutto se lo si imposta in modo “emozionale”.
Il 19 novembre scorso Censis ha reso noto l’ottavo rapporto sulla comunicazione, redatto con la collaborazione di importanti aziende del settore delle telecomunicazioni quali 3, Mediaset, Mondadori, Rai e Telecom.
Queste le principali evidenze. Cresce nel complesso l’utenza di tutti i media, ma la percentuale più elevata è quella dei “navigatori”: gli utenti di internet sono passati infatti dal 20,1% nel 2001 al 47,0% del 2009. La crisi non ha intaccato il “consumo di media”, ma ha contribuito ad accelerare il processo di introduzione dei nuovi mezzi e di integrazione tra questi e i “mezzi classici”, ridefinendone il posizionamento. Ad esempio, i media gratuiti sono in espansione rispetto a quelli a pagamento, mentre il cellulare torna ad essere utilizzato in quanto telefono, registrando un calo nell’uso delle funzioni più sofisticate e costose; le “nuove” forme di televisione (satellitare e digitale terrestre) sono ormai entrate a far parte delle abitudini degli italiani, mentre la Tv via internet raddoppia i suoi utenti, passando dal 4,6% al 15,2%.
Se la televisione raggiunge ormai il 100% della popolazione, la stampa riporta diversi dati in perdita. Diminuiscono infatti i lettori dei quotidiani (dal 67% nel 2007 al 54,8% nel 2009) e quelli dei settimanali ( -14,2%): questi dati sono riconducibili al crescere di siti, motori di ricerca, blog e social network che forniscono in tempo reale tutti i generi di notizie, in forma praticamente gratuita.
E sono in leggera flessione anche i lettori di libri (dal 59,4% al 56,5%).
La radio, grazie anche alle molteplici possibilità di ascolto quali lettore mp3, telefonino e web, registra un aumento degli ascoltatori del 12,4%.
Infine, se è evidente l’attenuazione del “digital divide”, ossia il divario tra coloro che includono nella loro “dieta mediatica” anche internet e coloro che invece non lo contemplano, si sta assistendo ad un progressivo aumento del “press divide” ossia del gap tra coloro che utilizzano/non utilizzano mezzi stampa per informazione o semplicemente per intrattenimento. L’estraneità ai mezzi stampa aumenta soprattutto tra i giovani (+10%), gli uomini (+9,9%) e i più istruiti (+8,2%).
(04/06/2010)
Da una ricerca integrata Key-Stone il quadro complessivo del settore dentale e le dinamiche involutive del 2009 lungo tutta la filiera
Conclusa un’estesa ricerca Key-Stone – istituto specializzato nel settore della salute e benessere - svolta su un campione rappresentativo di oltre 1000 dentisti, che viene integrata con un’altra su 650 laboratori odontotecnici, e – in collaborazione con UNIDI – con uno studio di settore che coinvolge oltre 300 aziende.
La notizia è stata ripresa da una delle numerose testate di informazione come ad esempio RAI-televideo (v. articolo)
La ricerca completa è diponibile nell'area Research del sito: RESEARCH - ABSTRACTS .
(24/05/2010)
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Dal 21 al 23 maggio si è tenuto a Santa Margherita di Pula “Linkontro”, lo storico convegno organizzato da Nielsen, in cui si riunisce il management delle aziende leader dell’industria di marca e della distribuzione moderna, per confrontarsi sull’economia e sui consumi. Lavazza, con A Modo Mio, ha partecipato con uno stand personalizzato per l’occasione da Semios: un gazebo ottagonale con colonne espositive e plasma, all’insegna dell’ “autentico espresso italiano”, in cui scoprire le nuove macchine e degustare le squisite cialde appena uscite: “Divinamente” e “Magicamente”.
La postazione, collocata in esterno e accessibile da tutti e quattro i lati, era composta da un lounge bar con grafica tridimensionale che riproduceva le diverse cialde Lavazza, cinque colonne di cui una espositiva, due con una comunicazione incentrata sui sistemi e le cialde A Modo Mio e due con monitor al plasma per la trasmissione in loop delle campagne Lavazza.
Il concept grafico si è basato sulla predominanza della comunicazione visiva su quella testuale: macchine e cialde sono state riprodotte con visual che giocavano con le dimensioni ingigantendo le immagini per renderle impattanti e molto visibili, ma allo stesso tempo reali, grazie all’eccezionale fedeltà con cui sono stati mantenuti i colori.
In principio fu Gillette, che lanciò un nuovo tipo di approccio al consumatore: regalare un prodotto per lanciarlo o indurre ad un acquisto successivo. Nel 1903 decise di regalare milioni di rasoi alle banche che a loro volta le omaggiarono ai loro nuovi correntisti; l’operazione si rivelò un successo e oggi Gillette produce il 70% delle lamette vendute nel mondo.
La tecnica di distribuire un prodotto gratuitamente, magari accoppiato ad un altro, per creare una domanda che, opportunamente stimolata, comincerà a crescere, è più che mai attuale. Sembra infatti che l’economia stia virando verso il gratuito e questo soprattutto a causa (o grazie) alla diffusione di Internet come canale di acquisto: un luogo cioè dove gli spazi sono illimitati, i clienti infiniti, le possibilità di incontro tra domanda e offerta numerosissime, i costi di gestione bassi. Del resto, le leggi basilari dell’economia asseriscono che in un mercato competitivo i prezzi possono scendere fino al costo di produzione... e non è mai esistito un mercato più competitivo del web. È la cosiddetta “freeconomics”. Ma anche in un modello economico dove prevale la logica del “free”, ogni cosa ha il suo costo, o meglio, qualcuno, alla fine, ne trarrà vantaggio. E quel “qualcuno” non sempre corrisponde ai consumatori finali.
Per destreggiarsi nel labirinto del “free”, si possono individuare diverse declinazioni del semplice concetto di “gratis”: i pagamenti incrociati, ad esempio, prevedono che a fronte di un regalo avvenga un pagamento per qualcos’altro. Le compagnie telefoniche sfruttano questa tecnica ormai da tempo: regalano all’utente un telefono cellulare di ultima generazione a fronte di un abbonamento con condizioni particolarmente vantaggiose. Anche il fenomeno del “Freemium” è strettamente legato a questa tendenza: per freemium si intende la possibilità di prendere qualcosa gratuitamente grazie a coloro che invece la pagano per intero. Ad esempio, tutti possono usufruire di Google Earth, perché c’è qualcuno che paga il servizio “Plus” con immagini in alta definizione e servizi aggiuntivi.
Esiste poi la modalità “assaggio”: in questo caso le aziende partono dal presupposto di offrire qualcosa gratuitamente sapendo di essere ripagate prima o poi dall’acquisto di qualcos’altro da parte del medesimo utente. Questo è il caso di diversi artisti, prodotti editoriali o software che decidono di mettere in rete la loro opera “free download”. Il guadagno? Offerte libere, ri-acquisto dell’opera “fisica” in store, gadget, vendita di altri servizi, di solito più corposi e remunerativi, ad essa collegati.
Poi c’è il “volontariato online”, prodotti di libera fruizione per gli utenti web creati a costo zero ma contando solo sull’altruismo, la curiosità, la passione della gente: Wikipedia ne è l’esempio più eclatante.
Infine, in questa classifica delle modalità di economia del gratis presenti nel mercato, il caso forse più “tradizionale” è sempre la presenza degli sponsor (o della pubblicità). In questo caso gli utenti possono godere di un bene o servizio gratuitamente perché a pagare sarà un soggetto terzo: lo sponsor, appunto, oppure l’azienda inserzionista. Con quest’ultimo modello si spiega ad esempio la nascita e il proliferare di quotidiani free-press: giornali distribuiti gratuitamente, per i quali l’editore si ripaga i costi grazie alla raccolta pubblicitaria.
Chris Anderson, teorico della freeconomics, ha evidenziato due fattori principali caratterizzanti questo innovativo sistema economico: innanzitutto la “paternità” del web, come luogo di scambio in cui gli attori non sono più solo due – venditore e compratore – ma tre, di cui solo uno sborsa il denaro: chi fa pubblicità o comunicazione attraverso questi mezzi. In secondo luogo “le nuove risorse scarse”: l’attenzione e la reputazione, due risorse che possono essere monetizzate attraverso la pubblicità o i programmi “premium”. È per questo che pur di aggregare attenzione e reputazione si tenderà ad offrire sempre più con facilità prodotti gratis. Siamo agli albori di una new “new economy”?
(19/04/2010)
Key-Stone partecipa al Cosmoprof con una relazione sui trend del mercato dei cosmetici ad uso professionale
La crisi economica ha messo un freno al boom del settore benessere. Lo rivela una ricerca Key-Stone (www.key-stone.it) condotta per conto di Unipro (Associazione Italiana Imprese Cosmetiche), sulle nuove tendenze nel settore dell’estetica professionale e presentata stamane, lunedì 19 aprile, all’interno della 43a edizione di Cosmoprof Worlwide di Bologna, la fiera internazionale di riferimento nel settore dell'estetica e cosmesi.
La ricerca, svolta su un campione rappresentativo di aziende, ha permesso, per la prima volta, di misurare il comparto della cosmesi professionale e le tendenze alla luce della situazione congiunturale in atto.
Queste le principali evidenze emerse:
- Almeno un milione in meno gli Italiani nei centri estetici: si è ridotto del 7% il numero di Italiani che si rivolgono ai Centri Estetici in Italia nel 2009. Si tratta di un dato molto significativo considerando il forte aumento degli ultimi anni e il grande orientamento alla salute e bellezza che caratterizza le Italiane e gli Italiani.
- Anche il valore del mercato dei prodotti professionali, pari a 200 mln€, ha subito un calo, del 2,3%, coerentemente con la riduzione dei trattamenti specifici (viso e corpo) che maggiormente richiedono consumo di cosmetici.
- Solo i trattamenti di base, come pulizia del viso e depilazione hanno avuto una riduzione maggiore, segno di un calo degli accessi soprattutto per le fasce meno abbienti, che si rivolgono all’estetista solo per servizi di base. Mentre considerando i trattamenti complessivi si vede sì un calo ma in misura ridotta: intorno al 2% per quelli specifici come i massaggi e i trattamenti anti-age.
- Nonostante la crisi del mercato, gli operatori rimangono fiduciosi, perché dall'inizio dell'anno 2010 la riduzione del giro d'affari è in frenata. Infatti il 50% degli estetisti dichiara che il primo trimestre sia stabile rispetto all'anno passato, un quarto lamenta una lieve riduzione e altrettanti un aumento.
- Contrariamente a quanto avviene nel mercato domestico, il settore delle esportazioni ha riscontrato un andamento positivo, con ottime performance nell’export che aumenta del 5%. Il calo avuto in Italia è stato quindi parzialmente o completamente compensato dalle imprese con maggior vocazione all’internazionalizzazione.
- Guardando al futuro, ben il 37% degli estetisti ritiene che ci sarà una ripresa, il 42% che il quadro rimarrà stabile, poco più del 10 non sa, e solo l’11% ritiene che si ridurrà ancora.
La notizia è stata ripresa anche dall’ANSA (vai all'articolo ANSA) e da diversi mezzi d’informazione.
Una sintesi della ricerca è disponibile sul sito Key-Stone nella sezione RESEARCH - ABSTRACTS
Ridurre i consumi per vivere meglio: lo pensa il 79.7% degli italiani, secondo una ricerca dell’Osservatorio sui Consumi. I consumi quindi non fanno più la felicità: la maggior parte degli italiani è stufa di acquistare “bulimicamente”, ma è sempre più orientata verso lo “spendere meno ma meglio”. Si può parlare di consumatore “virtuoso”, competente e attento a non sprecare, sensibile al rapporto qualità-prezzo, alla salvaguardia dell’ambiente e costantemente informato, soprattutto attraverso il web. La nascita di questo nuovo tipo di consumatore è infatti strettamente legata ad internet. Poter confrontare in tempo reale prodotti, prezzi e opinioni di altri utenti sta formando una generazione di consumatori preparata, competente e sempre più esigente, i cui nuovi valori sono: acquistare solo il necessario, scegliere prodotti con confezioni ridotte che non inquinano e con etichette che riportino informazioni davvero utili e concrete, boicottare i prodotti di aziende che non rispettano principi etici e morali, avere un “senso della misura”, evitando sprechi ed acquistando solo il necessario.
E nel generale calo dei consumi – dovuto ad un progressivo cambiamento di mentalità dei consumatori, ma anche alla crisi - tengono i prodotti biologici, registrando addirittura una crescita del 10%, dato coerente con l’alta percentuale di coloro che dicono no agli OGM (75,6%) e di chi scegli prodotti che non implichino un rapporto “predatorio” con l’ambiente.
Molto significativo infine rilevare come la possibilità di una ricerca “globale” del miglior rapporto qualità-prezzo, grazie a internet, e la nuova disposizione all’informazione, stiano portando anche ad una inversione di tendenza rispetto agli scorsi anni riguardo la “caccia agli sconti”: cala infatti la percentuale dei consumatori che puntano ai saldi o alle offerte promozionali per gli acquisti.
Viral Marketing, Buzz Marketing e Word of Mouth, comunemente conosciuto come Passaparola, sono la stessa cosa?
La risposta è no, diversi elementi distinguono i tre concetti.
Il Passaparola è un processo di divulgazione delle informazioni da parte di uno o più individui ad una cerchia ristretta di persone. Il contenuto della comunicazione viene rimaneggiato, interpretato e rielaborato nel processo di diffusione, come nel fenomeno del “telefono senza fili”. Il messaggio finisce con l’assumere diverse varianti, non controllabili e talvolta non coerenti con l’intenzione iniziale dell’azienda.
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Il Viral Marketing è invece caratterizzato da una diffusione più ampia, tra gruppi di persone ed è quindi un fenomeno che coinvolge “le masse”. In queste campagne chi riceve il messaggio si trasforma automaticamente in sender – o “sneezer” - generando una propagazione di tipo esponenziale. In questo senso il marketing virale “usa” al suo interno la leva del passaparola. Il contenuto, però, di solito non viene modificato: il contributo delle persone si limita alla sola propagazione e non alla generazione dei contenuti. Chi lo riceve, lo reinoltra perché a sua volta intende condividere il coinvolgimento provato.
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Infine il Buzz Marketing è una variante del word of mouth, in cui l’oggetto della comunicazione non è un messaggio specifico, ma l’insieme dei valori e concetti legati ad un brand, un’azienda o un prodotto. Un passaparola stimolato per generare attenzione, far parlare di sè.
Questo ambito è oggigiorno sempre più legato a strumenti e realtà virtuali e alle attività online, azioni di community infiltration, propagazione attraverso i social network, ecc. prendendo sempre più la connotazione di “successore” del marketing virale in chiave web, il “Viral Marketing 2.0”.
Anche noi del Gruppo Key-Stone proponiamo, attraverso Semios, progetti di comunicazione “virali”, dando una connotazione che vuole comprendere, con il giusto equilibrio, le diverse sfaccettature e caratteristiche delle leve strategiche appena viste, fondendole o facendole interagire tra di loro. Per noi l’utilizzo del “viral” si inserisce in una visione più ampia di marketing, a supporto del piano di comunicazione globale, allo scopo di rafforzarne l’efficacia e accelerare il raggiungimento degli obiettivi fissati.
(15/02/2010)
Da un’estesa ricerca Key-Stone emerge un crollo a due cifre (-15%) nel 2009 per la produzione di protesi.
La notizia è stata ripresa dall’ANSA (vai al video ANSA ) e da diversi mezzi di comunicazione di massa (si veda sezione PRESS ).
Si è conclusa una ricerca su un campione rappresentativo di 650 laboratori odontotecnici, che denunciano – nella stragrande maggioranza dei casi – un vero e proprio crollo nella produzione di protesi odontoiatriche fisse e mobili.
La ricerca è stata svolta da Key-Stone, istituto specializzato nel settore della salute e benessere e leader in Italia delle ricerche di marketing nel settore dentale e odontoiatrico. Alcune evidenze:
- Un milione di dentiere e circa 5 milioni di elementi di protesi fissa (corone e ponti), di cui oltre il 70% fabbricati con la più estetica ceramica. Questo il “consumo” di protesi degli italiani nel 2009. La ricerca non misura cure e interventi degli studi odontoiatrici ma le protesi prodotte dai laboratori. Su 1000 studi dentistici è in atto un grande sondaggio per misurare il trend dei pazienti e delle cure che sarà diffuso a fine marzo.
- È intorno al 15% il calo nella produzione di protesi odontoiatriche nel 2009. Non risultano grandi differenze tra protesi fissa e mobile: il fenomeno è infatti omogeneamente diffuso per il tipo di prestazione. Anche se per la protesi più costosa, come quella in ceramica, la riduzione è un po’ più marcata. L’entità del trend non è statisticamente riconducibile ad un semplice maggior ricorso alla prevenzione.
- Il problema è decisamente più eterogeneo dal punto di vista geografico, è infatti il Sud Italia a far registrare la crisi più profonda, con un -17%. Nel Nord Ovest il calo minore, attestato intorno al -12%.
- Il fenomeno di riduzione ha riguardato circa il 60% dei laboratori odontotecnici, in particolare quelli più piccoli e artigianali, sui quali si è misurato un picco di -22%.
- Si è così accentuato il fenomeno della chiusura dei laboratori odontotecnici, che – secondo la fonte europea ADDE - sono calati del 10% in pochi anni.
- Resistono i laboratori più evoluti, attrezzati con recenti tecnologie informatiche, come gli scanner per le nuove modalità di produzione cosiddetta “Cad-Cam” che utilizzano la tecnologia 3D per la progettazione e produzione di protesi, hanno retto alla crisi, evidenziando un calo minimo del -4%
Non è roseo lo scenario neppure per il 2010, poiché generalmente le situazioni congiunturali approdano agli studi dentistici con mesi di ritardo rispetto a quando si manifestano apertamente nei mercati. Ciò è dovuto alla pianificazione pregressa delle terapie da parte dei pazienti che, una volta in cura continuano con i loro trattamenti. Ma a distanza di mesi dalle congiunture negative – e con la lunga coda della crisi in atto soprattutto in ambito occupazionale – si prevede una ulteriore riduzione di pazienti e minor accettazione dei preventivi di spesa più importanti, che riguardano per l’appunto la protesi.
“Si consideri che il sistema odontoiatrico italiano – essendo quasi esclusivamente privato – fa sì che per la protesi si debba attingere alla capacità di risparmio delle famiglie, e molto spesso la protesi dentale è una spesa sostitutiva di altre riguardanti la famiglia come l’auto, gli arredi, i viaggi, ecc. Dovrebbe essere un diritto dei cittadini, quello di poter accedere a servizi sanitari che ristabiliscano la corretta funzionalità ed estetica della bocca. Ma la crisi, che nel corso del 2009 si è fatta sentire sul bilancio familiare a tutti i livelli, ha di fatto spento sul il sorriso di molti italiani.” Roberto Rosso, titolare di Key-Stone www.key-stone.it
La ricerca sottostà alle regole dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in materia di pubblicazione e diffusione dei sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa.
(11/01/2010)
Un’ampia ricerca Key-Stone, svolta su un campione rappresentativo di 600 famiglie italiane, indaga, per la prima volta, le opinioni e i comportamenti degli Italiani nei confronti della Pandemia da virus H1N1. Alcuni risultati della ricerca sono stati recentemente diffusi dall’ANSA e si possono trovare su diversi mezzi di comunicazione di massa (si veda sezione PRESS ).
Niente panico e niente vaccino: Italiani maturi e consapevoli di fronte alla pandemia da H1N1
Da un’estesa ricerca Key-Stone finalmente vengono di fatto “misurati” atteggiamento e comportamenti delle famiglie e le ragioni della rinuncia alla vaccinazione malgrado l’attenzione al tema.
Nonostante il 17% dichiari che l’Influenza A abbia contagiato almeno un componente della propria famiglia ed il 97% sia contrario alla vaccinazione, emerge una grande sensibilità critica da parte degli Italiani, cha hanno cambiato le abitudini igieniche nel 60% dei casi senza atteggiamenti irrazionali.
Questi i principali temi indagati dal sondaggio:
- Reazioni iniziali alla notizia e canali di raccolta di informazioni
- Modifica di comportamenti igienico sanitari
- Modifica delle abitudini nella vita sociale
- Reazione ai sintomi di malattie da raffreddamento generiche
- Diffusione della malattia in famiglia e nell’ambiente scolastico
- Orientamento e resistenza alla vaccinazione
- Opinioni sulla campagna di comunicazione in atto
La ricerca sottostà alle regole dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in materia di pubblicazione e diffusione dei sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa.
Un abstract dell’intera ricerca è visibile online nella sezione RESEARCH - ABSTRACTS
Il 2009 è stato definito un anno di cambiamenti per il settore degli eventi e dei meeting, a livello internazionale. Da un lato si riscontrano modifiche sostanziali nell’equilibrio tra domanda e offerta, planner e fornitori, dall’altro la crisi porta alla ridefinizione dei fattori critici di successo.
E’ ciò che emerge dal Future Watch 2009, la ricerca di MPI, Il Meeting Professionals International, la maggior community internazionale di settore.
Dalle 2.740 interviste effettuate in 53 Paesi a professionisti del settore, si evince che l’incertezza economica a livello globale porterà a continue riduzioni degli investimenti, soprattutto per i meeting aziendali, che prevedono una diminuzione del 9% del numero di meeting da organizzare, una riduzione del 3% del personale e un aumento del 5% del numero di incontri da gestire personalmente, con un aumento quindi del carico interno del personale.
Le agenzie di eventi prevedono invece una riduzione solo dello 0,5% complessivamente , con un maggior ricorso all’outsourcing, anche a causa del taglio di personale interno.
Ma le previsioni cambiano considerevolmente da Paese a Paese: negli Stati Uniti si prevede generalmente un calo nel business, mentre in Canada ci si attende un aumento dell’attività del + 23% e per i Paesi EMEA (Europa più Medio Oriente e Africa) un + 5%.
Vista la contrazione dei budget disponibili, diventa necessario dimostrare il ritorno dell’investimento di ciascun meeting : circa tre quarti dei professionisti del settore dichiara di effettuare una qualche forma di misurazione del ROI, sebbene uno degli strumenti più utilizzati sia comunque la rilevazione del grado di soddisfazione dei partecipanti, insieme al fatturato generato e al rispetto del budget prefissato.
Diventa importante l’abilità di negoziare con i fornitori gli “extra” e di valutare molto attentamente gli eventuali lussi aggiuntivi: al di là della situazione contingente si sta affermando l’esigenza crescente di eventi “no frills” , finanziariamente responsabili.
I principali fattori che influenzano le decisioni nel settore, secondo gli intervistati, sono l’esigenza di contenere i costi, dimostrare il valore aggiunto dell’evento, la flessibilità e l’innovazione.
Il rapporto tra domanda e offerta, tra meeting planners e fornitori, si sta spostando sempre più a favore della domanda: i planners hanno un potere negoziale maggiore e si aspettano maggior flessibilità nei contratti, per far fronte all’incertezza del mercato. In un mercato altamente competitivo come quello attuale, le chiavi del successo per i fornitori del settore, sono la relazione e la comunicazione continua coi propri clienti, un eccellente servizio, la personalizzazione , la riduzione dei costi e la flessibilità.
Vi è un crescente interesse per le tecnologie che permettono di raggiungere specifici obiettivi connessi alla generazione del feedback da parte dei partecipanti, al miglioramento dell’accesso ad internet in loco, delle tecnologie wireless e dei servizi audio-visivi, alla introduzione di programmi di customer relationship management e alla semplificazione delle relazioni coi fornitori.
Secondo gli intervistati, i meeting virtuali sono un trend importante in quanto strumenti efficaci per controllare i costi, ma non sono pienamente convinti che le tecnologie siano già pronte.
Un’altra tendenza percepita da l 10% degli intervistati è quella verso meeting più “verdi” , più ecosostenibili, virtuali o più piccoli, a livello regionale, con l’obiettivo di ridurre il consumo di carburanti e le emissioni di carbonio.
(22/12/2009)
Per la prima volta insieme i tre enti più prestigiosi e storici del mondo della montagna: il Touring Club, il CAI Club Alpino Italiano e l’Associazione Nazionale Alpini.
Un’unione nata per dare vita ad un evento d’eccezione, Montagne della Memoria, nelle due settimane centrali di Agosto 2010, che vede il coinvolgimento di undici località turistiche di montagna, lungo tutto l’arco alpino.
È infatti in fase di approvazione la partecipazione di: Aprica, Bardonecchia, Bormio, Cervinia, Cortina, Courmayeur, Gressoney Saint Jean, Madonna di Campiglio, San Martino di Castrozza, Selva di Val Gardena, Sestriere.
Un evento di elevato impatto comunicazionale e sociale per il quale si prevede un’affluenza di oltre un milione di turisti ai quali la manifestazione vuole rivolgersi con attività per tutta la famiglia: al centro dell’evento una mostra fotografica inedita, frutto di una selezione a partire dagli storici archivi fotografici dei tre patrocinatori e degli enti locali. La mostra sarà affiancata da un concorso fotografico, lezioni-animazioni per i bambini, percorsi ad immagini e multimediali creati ad hoc in ogni location, serate di festa, spettacolo e musica e una moltitudine di attività collaterali ludiche, culturali e didattiche.
Un progetto articolato, creato dall’unione delle competenze di due società del esperte del settore, Eventi&Promotions e Semios, che sta prendendo forma, perseguendo gli obiettivi di creare una manifestazione in grado di divertire e coinvolgere e, nello stesso tempo, valorizzare il territorio e diffondere una cultura della montagna come culla di valori da riscoprire. Luoghi e scenari di un futuro migliore, secondo principi di ecosostenibilità, amore per l’ambiente, ma anche cultura e storia, cercando di far riscoprire le tradizioni e parte del patrimonio ambientale e storico dei luoghi legati alla montagna. “Conoscere il passato ci permette di progettare un futuro migliore”.
Siamo in fase di selezione di partner e sponsor che siano intenzionati a trasferire, al target in questione, valori legati all’importanza della tradizione, la cultura e la storia, all’attenzione per la natura, l’ecologia e la preservazione dell’ambiente, alla passione per la fotografia e all’amore per la montagna.
Le potenzialità della manifestazione sono elevate per la visibilità diretta di residenti e turisti, e attraverso i mezzi di comunicazione che promuoveranno l’evento e i partner: redazionali e pagine dedicate sulle riviste degli enti, delle testate locali e di settore a livello nazionale, comunicati stampa, campagne on line, eventuale coinvolgimento di media partner e tv locali e l’associazione dei loghi degli sponsor a tutti i materiali di comunicazione propri della manifestazione. Inoltre, essendo l’evento ancora in fase di creazione, è tuttora possibile una forte personalizzazione del progetto, con soluzioni autonome, sia pur coerenti con i valori della manifestazione.
E’ on line il sito di presentazione dell’evento www.montagnedellamemoria.org e per informazioni invitiamo a scrivere a info@montagnedellamemoria.org
Il gruppo Key-Stone è interamente coinvolto nel progetto e le diverse divisioni del gruppo Key-Stone lavorano in sinergia, collaborando anche con partner esterni: Key Stone nella consulenza di marketing, analisi di fattibilità e pianificazione, Semios nell’ideazione creativa, ricerca di partner, sponsor e collaborazioni locali, e nella progettazione, organizzazione e realizzazione degli eventi, nonché per tutta l’attività grafica a supporto.
Secondo il rapporto “Comunicare Domani 2009”, la ricerca sulle dinamiche degli investimenti in comunicazione in Italia di AssoComunicazione, a fine 2009 il mercato della comunicazione in Italia presenterà un decremento del 5,9%, tornando sotto la soglia dei 19 miliardi di euro.
I mezzi classici saranno quelli maggiormente toccati dalla crisi, con una diminuzione del 12,3%, mentre l’unico mezzo in crescita (+9,3%) seppur rallentata, sarà Internet, che si presume quindi manterrà stabilmente il terzo posto media dopo TV e Stampa.
Tutti gli operatori di mercato concordano sul fatto che difficilmente, dopo la recessione in corso, che non ha precedenti per globalità e durata, tornerà tutto come prima e, anche per il mercato pubblicitario lo scenario post crisi sarà sicuramente diverso.
Il saldo netto di – 5,9 % del mercato della comunicazione previsto per fine 2009 è la risultante di diverse dinamiche: secondo il Presidente dell’associazione Diego Masi, da una parte la recessione economica fa rallentare gli investimenti e dall’altra vi è una accelerazione di cambiamenti strutturali già in atto in precedenza, primo fra tutti la crescita del digitale, sia come media sia come strumento di marketing e di relazione.
LA TV decresce del 10% ma aumenta la quota sui mezzi classici: in tempo di crisi la TV generalista infatti svolge il ruolo psicologico rassicurante, una sorta di “investimento obbligazionario” a rendimento certo su cui concentrare le risorse in fase di budget calanti. A questo effetto congiunturale si somma la crescita della TV digitale come penetrazione, ascolti e raccolta pubblicitaria. La Stampa è il mezzo che più è stato travolto dalla crisi (-21,5%): sarà inevitabile un processo di selezione naturale delle testate e degli operatori. Anche Esterna e Radio presentano decrementi importanti (Esterna -13,9% e Radio -9,4%). Per il futuro si prevede tuttavia una ripresa di questi due mezzi grazie alla loro insostituibilità nel presidio del tempo speso fuori casa, alla riqualificazione verso la digitalizzazione di device e formati che consentono interattività e personalizzazione e grazie alle possibili sinergie con lo sviluppo della Mobile Advertising. Gli investimenti nel sistema di Marketing e Comunicazione di Relazione (Direct Marketing, Relazioni Pubbliche, Promozione ed Eventi) invece fronteggiano la crisi stabili all’1,2%, grazie alla loro capacità di alimentare la relazione con il consumatore finale, offrendo benefici in termini di engagement e di influenza sui processi decisionali di acquisto. Storicamente questi comparti hanno sempre avuto un andamento anticiclico rispetto alla Pubblicità, e costituiscono una leva di marketing sempre più di indubbia efficacia, se pensata in modo integrato e strategico. Il D.M. (0,0%) e le Promozioni (1,1%) sono decisamente stabili. Le Relazioni Pubbliche presentano una crescita del +2,4%. Gli Eventi performano meglio e crescono del +3,8% raggiungendo i 1.350 milioni di euro. |
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La recessione dell’advertising in Italia nel 2009 è in linea con il resto dell’Europa Occidentale (-9 % nel 2009), così come sono comuni ai Paesi occidentali la crescita del digitale, la tenuta relativa della TV e la crisi strutturale della stampa.
[Informazioni tratte da www.assocomunicazione.it. La ricerca completa è scaricabile dal sito dell'associazione.]
Si è svolto la settimana scorsa a San Francisco un evento di due giornate cui hanno partecipato oltre 250 professionisti per discutere delle principali sfide ed opportunità nel marketing B2B.
L’argomento chiave di questo di anno riguardava il costruire un programma di lead generation di successo. Cinque le leve che sono emerse:
- Fare crescere i tassi di risposta alle campagne di recruiting per condurre nuove e sempre maggiori indagini.
- Ottimizzare la profilatura del target prospect per focalizzarsi su contatti top di “alta qualità”.
- Sviluppare accordi e strategie condivise tra le aree marketing e commerciale per aumentare il livello di motivazione ed accettazione.
- Far confluire i dati e i contatti attivati dalle forze vendita verso il marketing per nuove azioni mirate.
- Accelerare e far progredire i contatti già esistenti.
Diversi gli strumenti utili per raggiungere questi 5 obiettivi: dall’utilizzo di direct marketing, social network, blogging e search engines, ai processi di data integration, lead scorino e content development.
Parecchi temi sono stati evidenziati durante l'evento e si possono riassumere nei seguenti otto “consigli” chiave:
- Recuperare i vecchi contatti: pare che l’80% dei contatti attivati in campagne di marketing vengano persi, ignorati o scartati. Oltre all’impegno di trovare nuovi clienti, si devono sviluppare processi di re-engagement dei contatti rinviati o non utilizzati, rivedendo le attività precedenti in chiave nuova.
- Avere chiara in mente la “propria posizione sulla mappa”: per capire dove siamo, cosa siamo, e quali gap dobbiamo colmare. Fondamentale è allora saper costantemente verificare, registrare e analizzare gli aspetti chiave del processo di lead generation.
- Riutilizzare i materiali già esistenti: smontando e riassemblando i contenuti attuali si possono creare nuovi modelli di promozione o advertising da adattare alle nuove esigenze.
- La teoria dei “costi opportunità” nel prendere decisioni di budget: questo concetto considera non solo i costi veri delle attività di marketing in programma, ma anche il valore di ciò che si decide di non fare.
- Estendere le relazioni all’interno delle organizzazioni o aziende target: segmentare e profilare meglio il proprio target obiettivo aiuta a identificare i contatti più opportuni; allargare la propria rete di relazioni, poi, genera un processo virtuoso di conoscenze che si possono trasformare in relazioni utili.
- Indagare se esistono gap rilevanti: non sempre quello che il management crede è lo stesso che pensa il cliente e il più delle volte contenuti ritenuti rilevanti per un certo target risultano in realtà non interessanti.
- Progettare sistemi e strumenti per organizzare e gestire i propri dati: per dare un senso e una utilità strategica alle informazioni in proprio possesso, bisogna saperle organizzare e classificare al meglio; integrando, confrontando e stratificando i dati, anche da fonti diverse, si riescono a definire campagne multi-canale o trasversali e a diminuire i contatti “sprecati”.
- SEO e PPC sono processi che non avranno mai fine: i processi di search engine stanno evolvendo costantemente e analogamente devono evolvere le strategie aziendali di search marketing, per restare competitivi.
(07/12/2009)
Ultima tappa prima di Natale per il roadshow progettato e realizzato da Semios del Gruppo Key-Stone per Lavazza A Modo Mio: dopo aver riscontrato uno straordinario successo nelle tappe di Etnapolis di Catania, I Gigli di Firenze, Parco Leonardo di Roma e il Globo di Busnago, si ferma a Torino, la città sede storica dell’azienda.
Grande appuntamento quindi dal 7 al 20 dicembre presso il centro commerciale 8 Gallery con attività ludiche, intrattenimento e regali per coinvolgere il pubblico: assaggi creativi ed originali preparati dai barman Lavazza per promuovere l’acquisto delle macchine A Modo Mio. Inoltre presso lo stand, tutti potranno partecipare ad un gioco-test, per individuare il proprio stile “a modo mio”. I profili del test psicografico sono legati a diversi premi attraverso slot-machine virtuali. In ogni tappa sono in palio 700 tazzine della campagna Paradiso, 28 A Modo Mio Mini Plus e 2 A Modo Mio Extra White, oltre a simpatici gadget come il segnalibro personalizzato sul proprio profilo e gli addobbi natalizi Lavazza.
Un progetto trasversale, di supporto ai canali GDO e GDS, che prevede da una parte l’allestimento di eventi nelle Gallerie Commerciali, nell’area di passaggio e di incontro tra la clientela di entrambe le tipologie di punti vendita, e dall’altra,grazie ad una logica “pull” di motivazione all’acquisto, un incentivo all’acquisto della macchina nel punto vendita del Centro che, in sinergia con Lavazza, sviluppa l’iniziativa commerciale instore.
Puro marketing esperienziale nella sua duplice chiave di esperienza ludica per il consumatore e di esperienza prodotto attraverso degustazioni qualificate.
Semios, oltre ad aver seguito tutte le fasi organizzative ed operative dell’evento, ha creato gli allestimenti e i materiali di comunicazione (pannelli in plexi, torrette touch screen, vetrine per l’esposizione) oltre ad ideare e realizzare il gioco test multimediale “Qual è il tuo stile”.
Una società australiana offre in vendita follower per Twitter (circa 50€ per avere 1.000 follower in 7 giorni e 2.000€ per raggiungere i 100.000 utenti iscritti al proprio account in un anno) e un analogo servizio per Facebook, con il quale comprare amici e fan sul social network attualmente più diffuso nel mondo: 1.000 amici o fan per 100 € o addirittura 10.000 amici, con circa 800€.
Secondo il CEO della società, sono centinaia gli utenti che avrebbero usufruito dell’offerta, sia società che persone normali.
Come reagirà Facebook? Il portavoce del social network Brandon McCormick ha infatti prontamente dichiarato di essere al lavoro per decidere cosa eventualmente fare nei confronti dell’offerta proposta, dal momento che le regole ufficiali vigenti vietano l’utilizzo di profili personali per scopi commerciali - spingendo quindi le aziende alla creazione di pagine pubbliche.
Se dovesse essere accettato e permesso questo servizio, allora probabilmente le dinamiche di adv sui social network – e l’utilizzo stesso di tali community – cambieranno radicalmente.
(07/12/2009)
Alla luce dei risultati emersi dal piano di internazionalizzazione realizzato in primavera, Key-Stone è stata incaricata da Unifrigor di sviluppare una strategia specifica per l’Italia sui sistemi di refrigerazione a uso professionale orizzontale. Dalla valutazione dei dati aziendali e dall’analisi effettuata sui Paesi europei è infatti emersa la necessità di rivedere le azioni sul mercato italiano, il cui presidio risulta essere prioritario rispetto agli obiettivi di internazionalizzazione iniziali, oltre a mostrare ancora un ampio potenziale di sviluppo.
Il progetto affronta le tematiche relative al marketing mix sul mercato italiano, in ambito “ristorazione” e “medicale”, e approfondisce, in particolare, l’identificazione delle cause di performance negative, la realizzazione di una strategia di difesa e la pianificazione della successiva crescita del business con l’individuazione e attuazione delle azioni necessarie.
L’analisi del mercato italiano ha come obiettivo la realizzazione di un quadro complessivo del mercato dei frigoriferi orizzontali, l’analisi delle dinamiche del sistema distributivo e le logiche di scelta e di acquisto dei prodotti, la valutazione delle dimensioni e dei trend nei principali segmenti, la determinazione del posizionamento dei principali competitori e l’individuazione e valutazione del potenziale commerciale dei prodotti Unifrigor sui diversi segmenti di clienti, canali e influenzatori, al fine di misurare il potenziale di business e le eventuali aree di intervento.
Le metodologie utilizzate sono:
• La ricerca desk per la raccolta di tutte le informazioni disponibili sul mercato relative alla mappatura del settore, all’organizzazione del sistema distributivo, agli orientamenti principali nell’ambito del comportamento d’acquisto e di utilizzo e l’individuazione dei trend che influenzano il mercato.
E’ stato inoltre effettuato uno studio di segmentazione di clienti, canali e influenzatori per identificare le successive attività di approfondimento qualitativo.
• La successiva ricerca qualitativa, con interviste individuali in profondità al target, cha ha consentito di ricavare informazioni chiave su comportamento d’acquisto, esigenze e resistenze rispetto ai prodotti Unifrigor e di individuare aree di potenziale sviluppo del business.
• Rielaborazione in chiave strategica delle informazioni, individuazione dei fattori chiave e delle linee di azione da sviluppare, stesura di un piano strategico e operativo di marketing.
• Messa a punto di un modello di business, formazione aziendale e coatching per il management, per organizzarsi in una metodologia di analisi e pianificazione adeguata.
L’attività svolta sul mercato italiano ha consentito infatti di introdurre, in Unifrigor, il know how di marketing necessario per implementare correttamente anche in futuro lo sviluppo e la pianificazione del proprio business. Tale modello potrà essere utile sia come base delle azioni sul mercato italiano, sia per le strategie di ampliamento verso l’estero.
Il linguaggio del marketing è un vero è proprio gergo in continua evoluzione per la connotazione stessa del marketing, quale disciplina “condannata” ad essere costantemente “nuova”: cambiano i mercati, le regole del gioco competitivo, le leve strategiche.
È una terminologia che, sia sa, è unica e imprescindibile dal contesto business: fuori dal mondo del marketing hanno un significato ben diverso parole come “virale”, “olistico”, “guerrilla”, “guru”, … Altri termini poi non esistono proprio nel linguaggio comune pur “ricordando” e riprendendo parole di senso comune – “esperienziale”, “fidelizzazione”, ecc. - e, infine, numerosi sono i casi di neologismi costituiti da “parole macedonia”, fusioni di termini differenti (ad esempio “prosumer”) che nascono dalla necessità e volontà di descrivere brevemente e in modo impattante, un ampio concetto con un unico termine.
Oggi Brandforum.it si ripresenta con una nuova identità visiva e con nuove sezioni e contenuti, una struttura più flessibile e dinamica, altamente funzionale, per una migliore fruizione dei contenuti e un elevato livello di interattività. Il tutto unito alla qualità che da sempre contraddistingue il sito.
Ma le modalità in cui il vocabolario di marketing si evolve oggi segue percorsi differenti da quelli di 10-15 anni fa.
Se negli anni Novanta il gergo marchettaro seguiva la logica dell’adattare al contesto business dei termini anglosassoni, oggi i neologismi nascono soprattutto attraverso le evoluzioni del linguaggio web e seguono una dinamica diversa, quella dei social networks, e si diffonde spontaneamente secondo logiche di interesse ed utilità ai fini della navigazione e dell’interscambio il più rapido possibile.
Un neologismo poi, se piace, si propaga viralmente nei gruppi sociali online e, di lì, attraverso l’internet globale, anche oltre l’esperienza di navigazione fino ad imporsi nel linguaggio di marketing e ad arricchire glossari tematici.
(07/12/2009)
Linx, l’ultimo nato in casa Pearson, è stato al centro della nuova ricerca Key-Stone.
Entrato in produzione nel gennaio 2009, Linx è un nuovo marchio editoriale, dedicato esclusivamente alle scienze: un vero e proprio sistema integrato per l’apprendimento, coniugando i classici strumenti cartacei (libro di testo ed esercizi caratacei) con i nuovi strumenti (lavagna multimediale, esercitazioni e approfondimenti online).
A quasi un anno dalla sua nascita la casa editrice ha deciso di introdurre due nuovi titoli – uno per la fisica e uno per le scienze della terra, entrambe per il biennio della scuola media superiore- e ha incaricato Key-Stone di svolgere una ricerca qualitativa finalizzata ad individuare le specificità e i tratti distintivi dei due testi. In particolare la ricerca ha voluto approfondire l’appeal delle due opere nell’ottica di dare suggerimenti efficaci per l’impostazione della prossima campagna di comunicazione in vista delle adozioni per il prossimo anno scolastico.
Infatti, con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni legislative sul blocco delle adozioni per 5 anni per la parte cartacea, il vincolo di offrire i libri online e l’incertezza sugli orari e i programmi didattici degli istituti tecnici e professionali, nel corso della prossima promozione, diventa più che mai necessario ottenere un solido posizionamento del marchio, al fine di affermarsi nel mercato dei libri di scienze e conquistare nuovi adottanti.
Ancora una volta Pearson conferma la sua vision sul libro di testo: uno strumento fondamentale non solo per la quotidiana pratica didattica, ma per la formazione delle giovani generazioni. Il libro infatti non deve essere un mero contenitore di materiali di studio, ma un punto di riferimento per la costruzione di un linguaggio comune all’interno della classe e il veicolo di un’opzione culturale e valoriale con cui confrontarsi.
A quasi dieci anni dalla nascita, il primo osservatorio italiano sul mondo della marca lancia una nuova release per stare al passo con i tempi.
Conosciamo Brandforum.it come valido strumento on line di informazione e di incontro per un’ampia community di professionisti e appassionati di marketing e per aver ospitato talvolta anche notizie su progetti Semios e Key-Stone.
Oggi Brandforum.it si ripresenta con una nuova identità visiva e con nuove sezioni e contenuti, una struttura più flessibile e dinamica, altamente funzionale, per una migliore fruizione dei contenuti e un elevato livello di interattività. Il tutto unito alla qualità che da sempre contraddistingue il sito.
| Maggiore visibilità allo spazio libri e alla storia dei loghi, ma anche ai tanti Partner (aziende, editori, società di consulenza e agenzie di pubblicità) che da tempo sostengono il progetto di diffusione della cultura del branding attraverso una collaborazione assidua con lo staff di Brandforum.it.
Per dare voce a tematiche emergenti sono state inserite la sezione Internal Branding, che utilizza le logiche di marca per la comunicazione interna, e la rubrica di approfondimento 3D Branding, la quale individua in alcuni oggetti e nelle loro forme dei veri e propri marchi tridimensionali. In home page vengono di volta in volta visualizzati gli ultimi paper inseriti, con la sezione di appartenenza per ulteriori approfondimenti: Brand in Italy, Brand Life, Brand Trends, Brand Naming, Internal Branding. |
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(26/11/2009)
BSN Medical, multinazionale che sviluppa e commercializza prodotti dispositivi medici, ha incaricato la divisione ricerche del gruppo Key-Stone di condurre una ricerca qualitativa volta ad esplorare il consumo dei cerotti commercializzati nel canale farmacia, e ad approfondire le tematiche e le criticità relative alla propria linea Cover, anche in vista di un possibile rinnovo del packaging e del materiale di comunicazione sul punto vendita, nella direzione di mettere in luce efficacemente gli elementi distintivi della linea.
La ricerca ha coinvolto, in due momenti diversi, i due target d’elezione: farmacisti e consumatori finali.
Sui primi sono state condotte una serie di interviste in profondità per inquadrare il settore, ad un campione significativo e selezionato di titolari di farmacie trattanti ed ex trattanti della linea Cover. E, in un secondo momento, nelle stesse città sono stati organizzati focus group di consumer, suddividendo il target per cluster di età.
| Gli ultimi dati su statistiche demografiche per la maggior parte dei siti più importanti del mondo indica, non a sorpresa, che le donne sono più presenti e attive degli uomini nella maggior parte dei social network. La presenza maschile vince, in pratica, solo su Digg; su tutti i restanti siti social, o si presentano casi di parità numerica – come avviene su Linkedin, YouTube, Deviantart – o sono di più le visite da parte di utenti donna, a partire da Facebook, Twitter, FriendFeed e MySpace... Un caso decisamente femminile è Bebo, con una presenza del 68% di donne, equivalenti a una sovrapresenza di 3,2 milioni di visitatrici al mese rispetto ai visitatori uomini. Ricordiamo che Bebo è il nuovo social network nato come altenativa a Facebook per coniugare ricerca di contenuti e amicizie, e permette di esser sempre aggiornati sulle novità del proprio mondo online e far sapere ai propri amici cosa stiamo facendo; offre nuovi contenuti, interessanti applicazioni ed utilissime funzioni come gestire la propria casella e-mail dal proprio profilo, modificare e creare le skin preferite, integrare sul Profilo i contenuti di FaceBook, My Space, Twitter e tanti altri network a cui di certo milioni di utenti del web appartengono, così da avere davvero il proprio mondo on-line a portata di click. Oggi Brandforum.it si ripresenta con una nuova identità visiva e con nuove sezioni e contenuti, una struttura più flessibile e dinamica, altamente funzionale, per una migliore fruizione dei contenuti e un elevato livello di interattività. Il tutto unito alla qualità che da sempre contraddistingue il sito. |
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(03/11/2009)
È iniziata la seconda tappa del nuovo roadshow progettato e realizzato da Semios per Lavazza A Modo Mio.
Un progetto trasversale di supporto ai canali GDO e GDS: gli eventi sono allestiti nelle Gallerie Commerciali, nell’area di passaggio e di incontro tra la clientela di entrambe le tipologie di punti vendita.
Puro marketing esperienziale nella sua duplice chiave di esperienza ludica per il consumatore e di esperienza prodotto attraverso degustazioni qualificate: attività di intrattenimento e regali per coinvolgere il pubblico, mentre 2 video touch-screen propongono un gioco-test per individuare il proprio stile “a modo mio”. I profili del test psicografico sono legati ai premi in palio attraverso slot-machine virtuali, per vincere macchine espresso Lavazza A Modo Mio Extra, A Modo Mio Mini e le tazzine Paradiso.
Inoltre allo stand vengono consegnati omaggi particolari a fronte dello scontrino d’acquisto di una macchina A Modo Mio Saeco Extra o Premium: una strategia pull di motivazione all’acquisto e indirizzamento dei visitatori al punto vendita del Centro che, in sinergia con Lavazza, sviluppa l’iniziativa commerciale instore.
Cinque le tappe del tour 2009, ad anticipare il Natale, in una selezione delle più rappresentative Gallerie Commerciali d’Italia:
- Etnapolis di Catania dal 19 ottobre al 1 novembre
- I Gigli di Firenze dal 3 al 15 novembre
- Parco Leonardo di Roma dal 9 al 22 novembre
- Globo di Busnago (Mi) dal 16 al 29 novembre
- 8 Gallery di Torino dal 7 al 20 dicembre
Sono sempre meno i consumatori che considerano profumi e cosmetici come beni di lusso.
Nonostante ciò esiste una nicchia a sé, per un target particolare, di prodotti e punti vendita che si distinguono dalla realtà generale del mondo profumeria; viene detta profumeria selettiva, o di nicchia o, ancora, artistica. Si tratta della profumeria non pubblicizzata, un segmento piccolo (solo il 4% dei punti vendita italiani), giovane ma con solide basi di tradizione e qualità di molti dei brand che via appartengono.
Come emerge da una ricerca Key-Stone sul mondo della profumeria, tutti i principali brand che caratterizzano la nicchia vantano almeno un capolavoro, un best-seller, e quindi per essere nella “profumeria selettiva” un brand deve o essere già conosciuto come tale o presentare un livello di qualità veramente alto.
Anche tra i profumi delle grandi aziende si trovano prodotti di qualità; la differenza sta nel fatto che i grandi brand multinazionali marketing-oriented, sfruttando il legame col mondo fashion e vip, propongono il testimonial come modello a cui ispirarsi, mentre i prodotti di profumeria selettiva rispondono al bisogno di chi li compra di trovare una fragranza che sottolinei la loro personalità, unicità, che ne completi lo stile, e ne rappresenti l’anima, il carattere.
C’è da dire che la “profumeria selettiva” è un concetto esclusivamente italiano: all’estero a stento “sopravvivono” le tradizionali sostituite sempre più da catene multinazionali e grandi stores.
Ma come definire un prodotto di profumeria selettiva? Sono quei marchi che, a fronte di un prestigio acquisito per l’estrema singolarità delle loro creazioni, pur potendo aumentare la propria distribuzione, decidono di non farlo, a salvaguardia della qualità dell’offerta e per non snaturare la propria anima artistica ed artigiana. Non avvalendosi di pubblicità di un qualche spessore, quasi tutta la domanda è generata dal punto vendita o attraverso referenze e passaparola, per un target di “veri estimatori” e in una logica abbastanza elitaria. In questo mondo il venditore ha un ruolo fondamentale: considerato un vero “consulente olfattivo”, con declinazioni che talvolta trascendono nell’ascolto psicologico e nell’associazione tra personalità e fragranza. Il coinvolgimento personale del venditore per promuovere prodotti così poco noti al pubblico è fondamentale e richiede la costruzione di un rapporto di fiducia con il cliente, basato sulla capacità di saper raccontare e affascinare oltre che proporre e far provare fragranze particolari, creativi ed originali.
Infatti, come risulta dalle interviste realizzate dalla Key-Stone, il profumo in generale e quello di nicchia in particolare deve assolvere alla capacità di:
Di conseguenza, il profumo diventa un percorso che si snoda attraverso tre canali principali, distinti e confluenti tra loro: sensazione, intuizione ed emozione. La sensazione olfattiva porta ad intuire l’anima della fragranza, a “sentire” l’origine di una storia capace di generare emozioni forti e significative a livello personale. Emozioni che seguono la vita del profumo dalla sua nascita al suo utilizzo: il mondo del profumo nasce e si realizza in due momenti carichi di emotività e di passione, la creazione dal parte del “naso” e l’atto dell’acquisto, che, come l’atto creativo, è irrazionale e, quindi, non prevedibile…
(30/10/2009)
Grandi risultati ed un ottimo successo per questa prima edizione romana di International Expodental, la più importante manifestazione internazionale del dentale in Italia svoltasi nel nuovo polo fieristico della capitale: circa 22.000 addetti del settore qualificati hanno visitato la mostra, in soli tre giorni di esposizione. Si è così concretizzato anche dal punto di vista dei risultati il messaggio della comunicazione ideato da Semios “Expodental fa centro ”: la città eterna si è dimostrata un ottimo polo mediterraneo di contatti, scambi e relazioni professionali. La stretta collaborazione con Fiera Roma si è rivelata vincente e quest’ultima si è confermata essere una valida realtà emergente del mercato fieristico europeo.
Una scelta coraggiosa e lungimirante quella di decidere lo spostamento della manifestazione, decisa anche alla luce dell’evoluzione del mercato fieristico in generale, che mostra come i visitatori - sia italiani che stranieri – desiderino ormai unire iniziative ludiche e culturali a quelle lavorative. E Roma in questo senso è la città ideale, vero cuore pulsante del bacino Mediterraneo e centro logistico e culturale intorno al quale la fiera potrà crescere negli anni e aumentare il proprio valore internazionale.
L’atmosfera che si è respirata durante la manifestazione è stata piuttosto frizzante, le prime aziende espositrici intervistate a caldo sono state straordinariamente soddisfatte e ci confermano di aver ritrovato, nonostante la crisi, un atteggiamento favorevole dei visitatori verso acquisti e possibili investimenti. Segno tangibile della fiducia che persiste nel settore e di quanto sia importante “avvicinare i clienti ai prodotti” in un ambito di offerta allargata che possa generare insieme curiosità, interesse e desiderio.
Anche le aziende non espositrici e che hanno potuto apprezzare la manifestazione in qualità di visitatori hanno manifestato interesse e soddisfazione, facendo presagire un edizione 2010 ancora più positiva e partecipata. E una ricerca Key-Stone per UNIDI sarà a sostegno della pianificazione della prossima edizione, attraverso un’indagine con interviste personali ed in profondità a responsabili di aziende che non hanno partecipato a Expodental o che sono stati presenti solo in quest’ultima edizione a Roma, con l’obiettivo di comprendere le ragioni di tale scelta, i “desiderata” e le necessità e quali i driver di motivazione che potrebbero attrarre per l’edizione 2010.
Secondo le ultime stime ben il 57% dei navigatori di internet “passa” per i social network con una frequenza quotidiana e un durata di almeno 30 minuti di sessione.
Dal punto di vista sociale, un vero e proprio fenomeno; dal punto di vista economico una grande opportunità per le aziende di mettersi in contatto con potenziali clienti: con una semplice iscrizione è possibile accedere ai profili degli iscritti e conoscerne gusti ed abitudini. I social network hanno da subito fiutato l’affare mettendo a disposizione delle aziende strumenti di promozione, che prevedono l’inserimento in modo mirato di annunci, calibrati sulla base dei profili degli iscritti. Facebook Ads, ad esempio, consente agli advertiser di inserire messaggi pubblicitari sulla base delle informazioni che emergono dai profili degli iscritti. Si tratta in pratica di un sistema “self-service” in cui chi desidera promuoversi non deve far altro che inserire il link al proprio sito, un testo ed eventualmente un’immagine (è possibile fare sia pubblicità tabellare che annunci testuali). Infine occorre scegliere il target sulla base dei criteri che si compilano nel profilo: età, sesso, luogo di residenza, preferenze. A mano a mano che si scelgono i criteri è possibile verificare quante persone vedranno l’annuncio. E’ possibile inoltre per le aziende crearsi un profilo (Facebook Pages) con il quale possono interagire con la rete esattamente come utenti “normali” ma promuovendo nel frattempo il loro brand, pubblicando ad esempio foto e notizie.
Anche Linkedin (30 milioni di iscritti a gennaio 2009 tra Europa, Asia e USA) ha il suo sistema di adv online, DirectAds, che funziona sulla base degli stessi criteri di Facebook Ads. Così ad esempio, se nel vostro profilo scrivete che amate i viaggi, ecco che “per magia” appena effettuate l’accesso vi compare l’annuncio di un’agenzia di viaggi che offre una vacanze da sogno a prezzi scontati. Comunicate ai vostri amici virtuali che vi state per sposare? Vi appariranno sulla vostra homepage i banner di negozi di elettrodomestici e agenzie immobiliari.
Ma quanto gli iscritti ai social network si fanno davvero colpire da questi messaggi, quasi subliminali? I dubbi sono molti: innanzitutto il carattere invasivo, che potrebbe non solo far calare l’interesse ma addirittura provocare ostilità, dalla intrusione business in un ambito prettamente privato, al fatto che la presenza di “aziende profilo” possono dare una sensazione di falso e, quindi, di inganno; in secondo luogo la scarsa capacità di questi metodi di garantire un ritorno sugli investimenti. Infine qualche problematicità è legata all’incertezza del target: infatti i messaggi “mirati” ad utenti con caratteristiche particolari potrebbero rivelarsi assolutamente inefficaci nel momento in cui le informazioni dei profili fossero incomplete (ad esempio solo nome e cognome) oppure falsate.
In alternativa, la strada dell’ ”adv search” sembra dunque mantenere il primato in termini di efficacia.
Ad esempio, con AdWords di Google, le aziende creano il proprio annuncio scegliendo alcune parole chiave che rimandano al loro esercizio commerciale in modo che quando un utente esegue una ricerca con una di quelle parole l’annuncio stesso viene pubblicato in corrispondenza dei risultati; in questo modo la pubblicità viene indirizzata ad un pubblico già interessato ad un determinato prodotto o servizio. Si possono pubblicare annunci di diversi formati e indirizzarli a lingue e ubicazioni geografiche precise e, con l’opzione del “costo per clic”, vengono addebitati esclusivamente i clic degli utenti all’annuncio e non la sua pubblicazione; vengono inoltre fornite stime sul traffico e sui costi delle parole chiave in modo che sia possibile sceglierle nell’ottica di ottimizzare il budget.
Questo tipo di soluzione sembra allora da preferire ai social adv, perché nel caso dei motori di ricerca l’utente è già predisposto ad ottenere informazioni, a differenza di quanto avviene per i social network: la comparsa di annunci è collegata a quanto lui stesso sta cercando e non viene quindi vissuto come un’intrusione, è l’utente a cercarci, non il contrario; inoltre è sicuramente un mezzo più mirato perché coinvolge chi è realmente interessato a quel concetto dal momento che lo sta cercando e, in più, le differenti opzioni economiche e i report e feedback dell’andamento dell’operazione rendono l’adv search più interessante anche a livello di investimento. Sicuramente il limite di questo strumento è l’impossibilità di raggiungere target potenziali di coloro che, pur interessanti come possibili destinatari, non sono attivi in una qualche ricerca internet di quel prodotto o quel concetto.
(liberamente tratto da diverse fonti, tra cui le principali sono: eccellere.com e google.com)
Convegni , Incentive & Comunicazione, rivista specializzata nel mondo degli eventi e che, tra l’altro, ha inserito Semios tra le 19 case history di successo del 2008, ha pubblicato recentemente una ricerca sull’andamento del mercato degli eventi in Italia nel primo trimestre ’09. Lo studio, promosso e realizzato con il patrocinio di Unicom, presenta le strategie delle aziende per gli investimenti in eventi. Dalle interviste effettuate su un campione di 200 manager d’azienda e 160 agenzie di eventi emerge con chiarezza una frenata degli investimenti in attività below the line, dopo la corsa degli ultimi anni, dovuta alla crisi economica globale.
L’evento però resta una leva di marketing sempre più strategica, se pensata in modo integrato e non come iniziativa spot, per tutti di indubbia efficacia. Per questo anche l’intervento sui costi è mirato a non annullare la comunicazione: meno eventi, ma più “raggruppati”, multifunzionali, multitarget, logisticamente contenuti. Più spazio dunque a diversi piccoli eventi nel corso dell’anno in una logica tattica, dettata dall’indecisione del mercato e dai budget contenuti.
Tra le altre macro tendenze emerse dall’indagine sulle aziende: la sempre maggiore partecipazione dei vertici aziendali nelle decisioni in merito agli eventi (a dimostrazione dell’importanza di questo strumento nelle strategie dell’impresa); la crescita, in termini di budget dedicato, dei piccoli investitori, a fronte di una diminuzione dei medio-grandi, per effetto della congiuntura economica; la scelta da parte delle aziende di organizzare eventi all’insegna della sobrietà, in linea con le limitate risorse a disposizione e posticipando la programmazione nel corso dell’anno. In merito alle agenzie, nel periodo considerato registrano un calo dovuto alla tendenza delle aziende di ricorrere sempre meno alle consulenze esterne per risparmiare. Talvolta però questa diminuzione non è dovuta ad un minore numero di eventi organizzati ma bensì ai budget per evento sempre più ridotti oppure al fatto che nei primi mesi di quest’anno le aziende, per prudenza, hanno posticipato la programmazione. Nonostante questi trend, il 19.5% delle agenzie dichiara una crescita del business, in media del 23%.
Per quanto riguarda la tipologia degli eventi in programma, il primo posto spetta ai meeting interni (in crescita di una posizione rispetto all’anno precedente), voluti dalla direzione e organizzati, in genere, internamente. Scendono le convention, che le aziende tendono a concentrare ad una all’anno con molti partecipanti, impegnati anche per giorni in una sorta di multievento-multitarget, con diversi “eventi nell’evento”, per ottimizzare la spesa e ottenere risultati migliori in termini di trasmissione del messaggio.
Al secondo posto nella classifica degli eventi più programmati, gli “eventi speciali” intesi sia come eventi interni sia come momenti in cui l’azienda “scende in strada” per comunicare con i propri consumatori. In questo caso non si punta al coinvolgimento di grandi gruppi, ma piuttosto alla realizzazione di eventi di dimensioni ridotte, nei quali il partecipante non rimane distaccato ma ha la possibilità di vivere un’esperienza di qualità, più diretta e personalizzata. Crescono i lanci di prodotto, spesso in concomitanza con altri eventi quali fiere o convention, nell’intento di colpire in un unico momento tutti i target, dalla forza vendita al consumatore finale. Un discorso a parte meritano i viaggi incentive,che registrano un calo considerevole (ultimo posto tra le tipologie di eventi in programma per il 2009) in quanto da un lato le aziende ragionano più a breve termine e dall’altro li concepiscono realmente come premi da centellinare.
Dal punto di vista delle agenzie, cresce il marketing esperienziale e rimangono forti gli eventi speciali (62.5%), intesi soprattutto come quelle occasioni in cui l’azienda, il brand,si avvicina al target in piazza, nei locali pubblici, nei punti vendita per stabilire un contatto diretto: roadshow itineranti, feste e serate a tema, mostre, promozioni sul punto vendita, manifestazioni di piazza, sono utilizzati più volte nel corso dell’anno (per il 40% più di quattro).
Nell’ambito delle location emergono nuove tendenze, soprattutto negli eventi speciali dove al primo posto ci sono i locali pubblici (52%) e per i lanci di prodotto si segnalano i temporary shop (12%), con una percentuale ancora minoritaria ma in grande crescita negli ultimi mesi. In un contesto generale in cui sembra dominare la filosofia “pochi eventi, ma buoni” i partner ideali sono le agenzie che – oltre ad un’impeccabile realizzazione e gestione operativa – offrono un servizio globale all’azienda: non solo un’idea creativa originale ma un vero e proprio supporto in chiave consulenziale, progettando l’evento in modo strategico e secondo logiche tattiche pensate ad hoc per ogni cliente, in modo da garantire il massimo dei risultati. Ad ottobre l’appuntamento con la nuova release della ricerca per capire l’andamento degli eventi previsto per il secondo semestre del 2009.
(27/10/2009)
Una nuova ricerca, nata dalla collaborazione tra il gruppo editoriale Pearson Paravia Bruno Mondadori e la Key-Stone, dimostra la costante attenzione della casa editrice verso l’opinione degli insegnanti e conferma la società di consulenza di marketing quale partner di maturata esperienza nel settore delle ricerche di mercato nell’ambito dell’editoria scolastica.
Il testo scolastico rappresenta il tramite oggettivo e concreto della relazione insegnamento-insegnante e apprendimento-allievo e, soprattutto in un’ottica di blocco delle adozioni per cinque/sei anni come sarà da adesso in poi, è fondamentale che sia in grado di rispondere con adeguatezza alle richieste della scuola, andando incontro contemporaneamente alle esigenze di studenti, docenti e direttive ministeriali.
Coerentemente con la volontà di garantire cura e qualità dei prodotti, il gruppo editoriale Pearson Paravia Bruno Mondadori pone attenzione al costante aggiornamento delle proprie proposte; intrinseco nel suo metodo è il regolare confronto con gli insegnanti, attraverso uno scambio di informazioni reciproco per comprendere esigenze, aspettative e percezioni, per raccogliere opinioni e suggerimenti, al fine di un miglioramento continuo.
E la ricerca di marketing si pone come lo strumento d’elezione per comprendere le dinamiche profonde che sottendono alla scelta di un libro e guidare verso la realizzazione di edizioni mirate, distintive ed efficaci, in linea con i bisogni e le aspettative di studenti, docenti e tipologia di corso educativo.
Per questo, in vista dell’uscita nel 2010 di alcuni nuovi testi scolastici, la casa editrice ha commissionato alla Key-Stone una ricerca qualitativa che, rivolgendosi a segmenti di target insegnanti opportunamente profilati, indagasse la percezione dei marchi e dei testi, individuando le specificità e i valori distintivi di ciascuno, attraverso un esame approfondito di prototipi e nel confronto con i competitor.
La ricerca Key-Stone si è svolta attraverso focus group mirati, condotti da uno psicologo e consulenti esperti di dinamiche interpersonali e nella conduzione di indagini di gruppo.
L’elaborazione e l’analisi delle informazioni raccolte e i relativi commenti saranno utili non solo per comprendere sempre meglio il target insegnanti e rispondere adeguatamente alle loro esigenze, ma anche per definire gli elementi chiave per elaborare un’efficace linea di comunicazione.
(27/10/2009)
In ottobre due nuove attività Semios hanno portato Lavazza A Modo Mio in ambiti extra-settore non legati ai consueti canali commerciali.
Più di 1.000 visitatori al giorno, grande affluenza allo stand, 250 degustazioni in una sola giornata e alto numero di vendite sia all’Idea Sposa di Milano dal 1 al 4 ottobre che all’Expodental di Roma dal 14 al 17 ottobre: le manifestazioni si sono rivelate ottime occasioni di incontro e relazione con un target specifico e naturalmente profilato.
In particolare si è registrata un’elevata redemption a livello sia di interesse che di vendite da parte dei frequentatori di Expodental, confermando che il profilo dei professionisti e piccoli studi è particolarmente attrattivo per A Modo Mio, come emergeva già da precedenti ricerche Key-Stone. La manifestazione ha inoltre mostrato un forte coinvolgimento ed interesse anche da parte di visitatori stranieri.
Gli eventi si sono sviluppati attorno al concetto di coinvolgimento esperienziale del consumer per entrare in relazione, promuovere e finalizzare la vendita dei sistemi A Modo Mio, contemporaneamente all’attivazione di relazioni commerciali “business to business” per future partnership, co-marketing e convenzioni con le aziende leaders dei settori di riferimento delle fiere presidiate.
Le due attività si collocano infatti all’interno di un progetto del Gruppo Key-Stone per Lavazza, di selezione di contesti out-store ove incontrare sia il pubblico dei consumatori sia potenziali partner e la filiera del trade.
In questi contesti gli eventi Semios fanno sì che location, atmosfera, esperienza e prodotto si uniscano per amplificare il valore dell’esperienza di marca e di prodotto; giocando attraverso le emozioni, il coinvolgimento e l’interazione, si motiva il cliente e si raggiunge una finalizzazione immediata del processo di vendita.
Molto forte anche il valore della prova prodotto, realizzata attraverso degustazioni qualificate e l’uso diretto delle macchine A Modo Mio e una promozione prezzo accattivante ed esclusiva per l’occasione, quali leve incentivanti l’acquisto immediato delle macchine A Modo Mio.
(16/10/2009)
Disponibile online un abstract della ricerca condotta da Key-Stone per conto di UNIPRO per esaminare la situazione attuale e le tendenze percepite nel mondo dei centri estetici.
La ricerca è stata realizzata da Key-Stone (www.key-stone.it) società di ricerche e consulenza di marketing con una forte specializzazione in area salute e bellezza, analizzando il mercato e intervistando un campione rappresentativo di più di 600 centri estetici in Italia.
Ecco alcuni dati chiave.
Centri Estetici in Italia: circa 18.000
Metodologia della ricerca: campione 608 pv. Livello di confidenza 95%, errore massimo ±3%
Numero cabine: due terzi dei centri estetici hanno più di 4 cabine, con una media generale di 5,2 ciascuno
Numero addetti: 2,3 addetti per istituto
Ubicazione struttura: oltre il 55% degli esercizi risulta posto “fronte strada”, il 38% in appartamenti “piano condominio” e circa un 6% in altri ambiti (centri commerciali, alberghi, palestre, ecc.)
Utilizzo della tecnologia informatica: il 29% ha sito internet o usa posta elettronica a scopo professionale o software per la gestione del centro
Numero clienti: circa 46 clienti alla settimana, di cui il 15% uomini
Trattamenti effettuati: in media 40 alla settimana, di cui il 12% a uomini. I trattamenti corpo quelli con maggior frequenza (20) seguiti da quelli per il viso (9)
Dettaglio trattamenti: quasi tutti (>90%) effettuano pulizia del viso, trattamenti specifici viso o corpo, massaggi, depilazioni, cura mani e piedi. Il 78% possiede lampade UVA, il 55% offre ricostruzione delle unghie
Utilizzo delle apparecchiature: in crescita. Sono utilizzate per un trattamento corpo su tre e per il 22% di quelli viso e il 58% dei centri effettua depilazione con l’ausilio di tecnologia. Le apparecchiature sono la voce con più risposte (10%) alla domanda sugli investimenti previsti per i prossimi 2 anni
Rivendita di prodotti: incidenza media sui ricavi del 14,6%
Area umida: presente nel 30% dei centri, di cui 13% sauna e12% bagno turco
Collaborazione con medici: per il 16% degli intervistati; maggior presenza nel Sud e negli esercizi più grandi
Andamento del business: viene percepito un calo dell’attività corrente (–12%). Il 15% degli istituti dichiara un aumento, il 57% stazionario e il 28% diminuzione
Andamento dei trattamenti: in aumento pulizia viso (+3,8%) e ricostruzione unghie (+3,6%); in calo lampade abbronzanti (-19%) e i trattamenti specifici corpo (-6,7%) e viso (-4%)
Tendenze: è alta la fiducia rispetto allo sviluppo futuro: il 27% prevedono un aumento del business entro l’anno, contro l’11% che dichiara una possibile recessione. Sono i centri più grandi e coloro che dispongono di tecnologie aggiornate per la gestione e la comunicazione a essere più ottimisti
Per visualizzare l’estratto della ricerca invitiamo ad andare su http://www.key-stone.it/research.php#abstracts.
La ricerca ha riscosso l’interesse di operatori del settore a molteplici livelli, suscitando richieste di approfondimenti tematici, che verranno sviluppati a breve.
(14/10/2009)
Dal 15 al 17 Ottobre si terrà la 37ma edizione di International Expodental, la mostra delle nuove tecnologie e tendenze del mondo dentale. Quest’anno per la prima volta a Roma.
Questa scelta si inserisce in un più ampio progetto di revisione in chiave strategica dell’organizzazione di Expodental e alla volontà di UNIDI di ripensare al modello di business, per dare un nuovo posizionamento e una nuova energia alla manifestazione, intraprendendo anche un nuovo stile di comunicazione verso le aziende, con un approccio più relazionale e di avvicinamento.
Semios ha collaborato nella progettazione e realizzazione di questo rinnovo della comunicazione. Il concetto creativo della campagna si riassume nel claim ideato da Semios “EPODENTAL FA CENTRO” a indicare la centralità della nuova sede, Roma, il cuore per eccellenza dei contatti, degli scambi e del business, il centro della cultura, portata a tutti gli operatori professionali del settore odontoiatrico e odontotecnico. Inoltre, a giugno Semios ha pianificato e realizzato una serie di iniziative teaser, all’interno di un “percorso di comunicazione” per informare e coinvolgere potenziali e abituali espositori, addetti ai lavori e operatori della stampa specializzata, riguardo l’evento 2009 e scoprire le linee guida ed i vantaggi di questa nuova, rinnovata edizione. Le attività sono state realizzate secondo logiche di marketing relazionale, ambito in cui Semios è specializzata, con l’obiettivo di creare un contatto diretto e di alto livello tra le aziende e il direttivo UNIDI, all’interno di occasioni esclusive e originali. |
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Per entrare in relazione con i principali attori del mercato, ricevendo il loro feedback, esigenze e suggerimenti, si è scelta la strada di coniugare gli aspetti informativi e di interscambio con un momento di puro piacere.
Sono state scelte suggestive location in città strategiche per la provenienza degli invitati, tra le migliori del panorama dell’alta gastronomia italiana, che vantano l’Oscar “San Pellegrino Best Award”. Il concept comune degli eventi è stato “L’eccellenza della gastronomia per aziende d’eccellenza”: l’esclusività dei ristoranti più premiati, l’originalità di chef che si rivelano veri e propri artisti e geni dell’alta cucina, il piacere di scoprire piatti e gusti sublimi per vivere un’esperienza unica.
La 37ma edizione di International Expodental si prospetta dunque ricca di aspettative. Sono previsti più di 200 espositori provenienti da oltre 20 Paesi, confermando la vocazione internazionale della manifestazione.
Per dare l'opportunità di visionare alcuni estratti delle ricerche realizzate dalla divisione Research, è stata inserita sul sito la sezione Abstracts. Non solo una descrizione dei lavori compiuti, ma una raccolta di documenti di sintesi dei dati chiave delle ricerche svolte. Una fonte dati interessante per professionisti e operatori del marketing e dei rispettivi settori d'indagine.
Un progetto di marketing e comunicazione a 360 gradi che ha coinvolto tutte le aree del gruppo: dalla consulenza strategica per il business plan, fino alla realizzazione degli strumenti di comunicazione per il lancio del servizio. Key-Stone, insieme al Centro Sviluppo Brevetti, ha collaborato nella pianificazione e implementazione operativa del progetto Kamam. Si tratta della “business idea” di realizzare un circuito di distribuzione automatica di prodotti per l’igiene intima femminile, nelle toilette di luoghi legati al tempo libero o alla presenza femminile. Per le donne che si trovano fuori casa, Kamam offre un servizio di fornitura prodotti 24 ore su 24, con un sistema di distribuzione alternativo ai tradizionali canali retail. La strategia di lancio è suddivisa in una fase di sperimentazione, con l’installazione di 150 macchine su un’area circoscritta, ed una seconda fase di diffusione su scala nazionale.
La comunicazione in questa prima fase è concentrata su attività BTL: creazione del brand e immagine coordinata, grafica del dispenser, folder informativo, packaging. Si prevede una seconda fase di rafforzamento e diffusione del brand, attraverso eventi e attività di marketing non convenzionale, con l’obiettivo di creare un mondo “Kamam: l’amica che c’è quando ne hai bisogno”.
Il nuovo sito, realizzato da Semios, è visitabile all’indirizzo www.kamam.it.
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È Key-Stone la società di consulenza strategica incaricata per la pianificazione di business e di marketing di Perle di Bianca, una linea di prodotti di bellezza dedicati alla donna che non nasconde la propria femminilità.
“Il passato complice del presente” è la vision di Perle di Bianca. Il passato come ispirazione e suggestione per la donna che non nasconde l’essenza atavica della propria femminilità, prescinde dalla sfera seduttiva o competitiva e vuole esprimere l’anima di se stessa, libera da stereotipi e condizionamenti.
Originale è soprattutto la visione dell’imprenditrice Simone Cosac Naify, quella di realizzare un sogno attraverso una linea di prodotti per la donna e il suo ambiente, caratterizzati dal potere del bianco, uno spazio della femminilità, luogo di espressione dove le donne possano proiettare tutte le sfumature della loro magia.
Un sogno divenuto un’originale idea di business, supportata da Key-Stone in questa delicata fase di definizione degli indirizzi strategici.
In questi giorni a Pitti Fragranze di Firenze, dove ha presentato con successo l’ultima novità “Perle à Porter” - un gioiello che racchiude nel suo interno un profumo solido per i piccoli ritocchi durante la giornata - Perle di Bianca ha avuto durante la manifestazione straordinari consensi.
Key-Stone affianca il management di Perle di Bianca nell’analisi e pianificazione di business e di marketing, realizzando e implementando progressivamente il business plan che guida lo start-up e seguirà lo sviluppo del progetto d’impresa.
Per inquadrare il lancio della linea, Key-Stone ha condotto:
Partendo dalla vision dell’imprenditrice e dal target obiettivo, alla luce dei risultati della ricerca e dell’interpretazione strategica delle informazioni, Key-Stone è giunta all’individuazione e condivisione di alcune tendenze e dei fondamentali del business di riferimento, per costruire solide linee strategiche di sviluppo di medio periodo, che comprendono:
Ancora una volta Key-Stone, che ha sviluppato un forte know-how nell’ambito della cosmesi e del benessere ed è specializzata in segmenti di nicchia, ha contribuito ad affiancare una nuova e innovativa idea di business in un ambito nel quale dove si rende necessaria la capacità di sviluppare progetti tailor-made di alto profilo.
Umbra, azienda dealer di prodotti sanitari e dentali, presente da più di 50 anni in tutta Italia con 13 filiali, ha deciso, per la prima volta, di realizzare un catalogo merceologico completo dei propri prodotti, quale strumento per la rete di agenti, di consultazione e di ausilio alle vendite.
Si sono affidati a Semios, certi di poter usufruire della capacità non solo grafica e di impaginazione, ma anche della forte expertise nel campo dentale e della competenza di product specialist interni, intervenuti nel supporto tecnico e scientifico per la stesura dei contenuti, nella classificazione merceologica e nella catalogazione dei prodotti nelle diverse famiglie di appartenenza.
Alcuni dati e caratteristiche del nuovo catalogo: 530 pagine, 15 capitoli, più di 12.000 prodotti, 8.000 immagini di cui molte realizzate con scatti fotografici in studio presso Semios. Alcuni capitoli, come ad esempio frese e abrasivi, con caratteristiche tecniche e immagine schematica -o foto- per ogni forma di fresa, sono stati sviluppati con modalità redazionali e informative mirate, nuove e mai utilizzate finora.
La ricerca Key-Stone sul settore professionale dei centri estetici condotta per conto di UNIPRO ha riscosso l’interesse di operatori del settore a molteplici livelli. Un estratto della ricerca è stato pubblicato sulla Les Nouvelles Esthétiques, rivista di settore tra le più importanti nell’estetica professionale a livello nazionale, che, con evidenza scientifica, autorevolezza, tradizione e capacità, guarda all’andamento del mercato e ai suoi eventi con un ampio orizzonte per una informazione globale nel mondo dell’estetica, nonché con finalità educative e di aggiornamento professionale (www.lneitalia.com).
Alla luce delle evidenze che emergono dalla ricerca, la rivista ha deciso di ospitare per alcune uscite un approfondimento dedicato che riprenderà e svilupperà, in chiave informativa e formativa, alcuni aspetti specifici emersi dalla prima ricerca: l’uso delle apparecchiature, l’importanza di raggiungere una certa “massa critica”, lo sviluppo del settore nails, i trattamenti maschili, ecc…
Dal 23 luglio il sito del “Sorriso, salute e bellezza in formato famiglia” si rinnova nei contenuti e nelle collaborazioni, spingendosi verso gli ambiti del benessere fisico, psicologico e sociale.
www.sorridiamo.info, la trasposizione web della rivista Sorridiamo, è un prezioso mezzo attraverso il quale integrare e approfondire i servizi che la rivista cartacea offre abitualmente ai suoi lettori, nell’ottica di ampliare la comunicazione e raggiungere più famiglie possibile, anche attraverso il canale web.
Informazioni e novità in ambito salute e bellezza, con un linguaggio semplice e comprensibile per il grande pubblico, pur mantenendo un profilo medico-scientifico nei contenuti.
Nella nuova versione rivista e sito si trasformano e ampliano le loro prospettive, andando progressivamente “fuori dai denti”, con contributi su benessere e bellezza, alimentazione e cultura, società e comportamenti. Sempre coerenti, però, al tema del sorriso e ai lettori di riferimento: le famiglie.
Ad arricchire Sorridiamo con spunti di riflessione in ambito sociale e relazionale troviamo gli interventi di psicologi, scrittori e artisti a fianco di eminenti specialisti della medicina e dell’odontoiatria.
Anche le strategie di comunicazione seguono la moda: le nuove preferenze dei consumatori, la continua evoluzione di forme e strumenti di interazione, l’avvento dell’era digitale sono solo alcuni dei fattori in grado di creare nuove tendenze. Si può individuare un percorso di crescita condotto in parallelo da aziende e agenzie. Negli anni ’70 ha dominato la comunicazione di massa: la tv era la nuova frontiera, e quella che noi oggi definiamo adv “classica” era il mezzo di comunicazione alternativo ed efficace, indispensabile per un’azienda che aspirasse ad essere “moderna”. Poi si è cominciato a sentir parlare di immagine coordinata e brand communication: l’epoca era quella dell’affermazione dei più grandi brand (alcuni sono grandi ancora adesso!) E le agenzie hanno cominciato a proporre il concetto di vendere e comunicare un marchio, un segno, un simbolo, piuttosto che un prodotto fisico. Il passaggio successivo è stato quello di arrivare direttamente al consumatore: l’agenzia di nascono le agenzia di direct marketing, che nelle sue forme primordiali significava contatto telefonico, postale o con la tecnica del “member get member” e con l’obiettivo soprattutto di televendita. Poi con l’avvento delle tecnologie digitali si è trasformato tutto in web communication: sms invece di telefonate, dem al posto delle vecchia carta stampata, siti internet invece di brochure. La naturale evoluzione è stata la comunicazione relazionale: tutte le agenzie hanno cominciato ad offrire relazioni, rapporti da instaurare non solo con i clienti (il cui fine ultimo è la fidelizzazione) ma con chiunque sia in grado di influenzare la domanda. Poi, per un paio di anni, quasi tutte le agenzie propagandavano la propria offerta come “comunicazione olistica”. E adesso? Che cosa si inventeranno? Da qualche tempo ormai si parla di comunicazione 2.0, basata sulla centralità del ruolo degli utenti-consumatori, che diventano essi stessi strumenti e mezzi di comunicazione. La nuova frontiera è dunque la creazione di meccanismi di interazione e viralizzazione attraverso il dialogo, continuo, interattivo e coinvolgente, come avviene nei siti di social networking: myspace, facebook, linkedin, le nuove muse ispiratrici dei professionisti della comunicazione. In attesa del 3.0 …
L’iperframmentazione dei mercati e il crescente disinteresse dei consumatori nei confronti della comunicazione delle imprese sta creando non poche difficoltà al marketing tradizionale. Imprese, agenzie di comunicazione e istituti di ricerca si sono trovati improvvisamente ad avere strumenti metodologici e modelli analitici obsoleti e inadeguati a decodificare la realtà. E sono corse ai ripari rivisitando in modo creativo e in chiave post-moderna i rigidi schemi del marketing di massa. I classici paradigmi, come il modello delle 4p, anche se fondamentali, stanno inesorabilmente subendo uno stravolgimento e ripensamento: al loro posto però sono nate, a volte fregiandosi abusivamente della definizione di “nuove verità del marketing”, una moltitudine di nuovi approcci, metodi, definizioni, schemi, creativi e assolutamente originali: un’esplosione di “panacee”, in realtà, che non riescono però a reggere come unica disciplina che possa rivoluzionare completamente la logica e i pensieri del marketing tradizionale. Se pensiamo a tutte le definizioni che ci sono passate tra le mani in questi ultimi anni, la lista è lunghissima: dal tribal al guerrilla marketing, ma anche concetti più strani come l’anti-marketing, il neural marketing. E ancora: lo slow marketing, il turbo marketing…
Queste nuove tendenze funzionano soprattutto in aggiunta e non in alternativa all’approccio classico, in modo particolare nei settori maturi, quelli in cui cioè sembra che sia già stato detto e fatto tutto. Ad esempio, nel settore delle tlc, sony-ericsson in occasione del lancio sul mercato usa del t68i e della comminicam mca-20 (il primo cellulare con digital camera) ha condotto una singolare operazione di stealth marketing (o marketing nascosto, nel senso che si avvale di mezzi impliciti). Il target erano quei segmenti sociali definiti “modern youth” e “professional pioneer”, categorie che nel settore dei videofonini di ultima generazione rappresentano gli early adopter. Un gruppo di sessanta attori e attrici divisi in gruppi di due o tre interpretavano il ruolo di turisti in importanti attrazioni come l’empire state building a new york o lo space needle di seattle. Individuato un possibile decisore d’acquisto con l’aria da professional pioneer gli attori si avvicinavano e gli chiedevano di scattare loro una foto.
Una volta allettata la curiosità dell’interlocutore, reclamizzavano in modo falsamente disinteressato le caratteristiche dell’apparecchio. In un altro caso sono state invece ingaggiate sessanta attrici e modelle che, telefonino alla mano, avevano il compito di socializzare con i clienti di bar e locali di tendenza. Il vero successo dell’operazione è stata, come spesso accade per questi nuovi strumenti di marketing, l’attenzione dedicata dai media a questo tipo di operazione: servizi televisivi su abc e bbc, articoli sul the wall street journal e su time magazine, oltre alle polemiche innescate dalle associazioni dei consumatori, che sono state perfettamente funzionali all’operazione.
Una nuova ricerca Key-Stone, in collaborazione con la Federación Española de Empresas de Tecnología Sanitaria (FENIN), indaga gli effetti della crisi economica nel settore dentale in Spagna.
I risultati della ricerca, analizzati alla luce degli aspetti sociali e macro-economici della crisi in atto (v. news Spagna, alcuni fattori fondamentali della crisi ) e confrontati con i costanti monitoraggi che Key-Stone effettua sui consumi delle cliniche dentali, mostrano uno scenario del comparto dentale spagnolo che risente in modo piuttosto mitigato delle congiunture negative, rispetto ad altri settori fortemente più in crisi.
La ricerca si è basata su un campione rappresentativo di circa 1200 cliniche dentali e l’analisi dei trend rispetto all’anno precedente si è focalizzata soprattutto valutando la tendenza di alcuni dei principali trattamenti della clinica e l’andamento complessivo.
Dalla ricerca Key-Stone si vede uno scenario del comparto dentale che risente in modo piuttosto mitigato delle congiunture negative, rispetto ad altri ambiti.
Circa il 70% dei dentisti intervistati dichiara di non aver subito particolari riduzioni della propria attività, il 24% lamenta una riduzione e l’8% ha avuto un aumento.
Questo dato rispecchia in parte la situazione del settore salute e dei servizi alla persona in generale, che in Spagna stanno soffrendo meno di altri la crisi.
Inoltre, nelle “piccole e medie imprese”, come le cliniche dentali, l’organizzazione, le politiche di efficienza ed efficacia, la capacità di gestione e la creatività del manager sono spesso preponderanti rispetto al contesto di macro mercato nel quale l’impresa opera.
Un’evidenza infatti riscontrata dalla ricerca è che sia la taglia dimensionale che l’anagrafica di una clinica influiscono sull’andamento del business:
La ricerca, realizzata da Key-Stone analizzando il mercato attraverso un’inchiesta telefonica su un campione di più di 600 estetisti, mostra uno spaccato dei centri, le loro percezioni e i trend futuri.
Sono stati analizzati le strutture, il numero di addetti, la posizione geografica e la localizzazione rispetto al vicinato, la clientela e i trattamenti offerti e in previsione, la predisposizione alle tecnologie, nonché l’uso di apparecchiature per i trattamenti, gli ultimi investimenti fatti e quelli in previsione a breve. Infine è stata indagata la percezione di andamento del business e di previsione per il resto del 2009...
Per un approfondimento, l’articolo “Scenario e trend della cosmesi professionale secondo i Centri Estetici” offre un breve riepilogo delle evidenze emerse nell’indagine.
Nella sola città di milano il 2008 ha portato alla chiusura di ben 1200 esercizi commerciali ; in compenso però si è registrato un vero boom di quelli temporanei: nel solo capoluogo lombardo se ne contano una trentina. Il fenomeno è talmente in crescita che è nata anche un’associazione dedicata, l’assotemporary, il cui claim riassume in modo molto efficace l’obiettivo dei temporary store: “valorizzare il tempo attraverso lo spazio e lo spazio attraverso il tempo” Questi “negozi dai giorni contati” spesso vengono allestiti in occasione del lancio di nuovi prodotti, in modo da ottenere visibilità immediata e avvicinare il consumatore in un contesto diverso dal solito, oltre che testare il mercato. Piccoli spazi di qualche metro quadrato o grandi e spettacolari superfici, gli obiettivi sono sempre gli stessi: creare domanda, promuovere un nuovo prodotto, accrescere la brand awareness, comunicare in modo alternativo, possibilmente sorprendendo stampa e pubblico. Un ts di successo deve offrire servizi “esclusivi” ai suoi visitatori (visite gratuite di igiene dentale nel caso di colgate, personal shopper a disposizione per i clienti di uc of benetton…), un fitto calendario eventi fuori dal comune (presentazioni in anteprima assoluta, presenza di un testimonial famoso…) e magari permettere di trovare prodotti non sempre presenti nei negozi tradizionali.
E il settore dei servizi non vuole essere da meno: a milano si è visto per qualche tempo un gabetti temporary store, che offriva servizi di consulenza su varie tematiche legate al mondo della casa. Al limite della definizione di temporary store sono alcune forme alternative di store promotion o eventi promozionali: nike ad esempio ha trasformato il teatro belli a roma in un eccezionale store temporaneo in occasione dello start-up delle olimpiadi di pechino; lo stilista mauro gasperi ne ha creato uno dedicato ai saldi (che già per loro natura sono “temporary”…). Un’operazione simile è stata condotta on-line da mandarina duck che ha realizzato sul suo sito uno shop con offerte temporanee su modelli acquistabili solo su web. Chi non ha budget sufficiente, come la brasiliana oceanic (azienda del settore della cosmesi) ha optato invece per dei negozi temporanei sì, ma viaggianti: fiat doblò equipaggiati che letteralmente raggiungono il target in università, parchi, spiagge. Ben diverso l’investimento di puma che ha deciso di portare in gito per il mondo non solo uno store, ma quasi una filiale dell’azienda: 24 container, che diventano all’occorrenza un gigantesco monomarca di tre piani con un bar, due terrazze e gli uffici. Il caso più estremo è il temporary che prada ha creato a pochi km da marfa, periferia di valentine, nel pieno del nulla texano. Completamente decontestualizzata, prada marfa è una boutique del tutto uguale a quelle che siamo soliti vedere nelle vie centrali delle capitali europee. Ma l’estremismo non si ferma alla semplice decontestualizzazione : di fatto si tratta di un’installazione più che di uno store, dato che..non ha le porte di ingresso!
A correlazione di una ricerca di prossima pubblicazione sull’andamento del settore dentale spagnolo alla luce della crisi in atto, analizziamo alcuni fattori di rilievo nel recesso economico, soprattutto nel mercato iberico.
La Spagna vive l’attuale crisi internazionale in modo particolare e differente dagli altri Paesi e, secondo Ministro dell'Economia Pedro Solbes e alla luce dei dati della Commissione Europea sull'economia dei paesi della UE, la Spagna risulterebbe essere il Paese della zona euro più penalizzato dalla regressione economica. Un dissesto che viene ad interrompere una lunga fase di sviluppo ed ottimismo, un trauma che colpisce anche da un punto di vista psicologico.
La congiuntura economica in Spagna mostra cifre rimarchevoli per effetto soprattutto della bolla speculativa immobiliare (la crescita dei precedenti anni era incentrata sul mercato immobiliare e sui consumi) e dell'altezza del deficit con l'estero: se la Commissione Europea è preoccupata per un tasso di disoccupazione previsto nei Paesi UE del 9,2% - per la prima volta dal 1998 - la Spagna supera decisamente questo dato medio con oltre 4 milioni di disoccupati corrispondenti ad un tasso del 19% e una previsione di peggioramento nel 2010 a differenza del resto dell’Europa. Il decremento del PIL è previsto di 2 punti in Spagna nel 2009 (-1,9% la media europea) e del -0,2% nel 2010 quando invece le altre principali economie europee incominceranno a riprendersi con valori positivi. Anche sul fronte dei conti pubblici la Spagna mostra la situazione peggiore: il rapporto deficit/pil salirà entro la fine del 2009 fino al 6,2% mentre nell'area euro si attesterà al 4%.
Almeno nell’industria la crisi risulta leggermente più contenuta: la cifra d’affari complessiva dell’industria vede un -21% nel mese di giugno rispetto allo stesso mese del 2008 (dati dell’INE - Instituto Nacional de Estadística) ma, in generale, mostra un rallentamento della caduta dall’inizio dell’anno ad oggi che fa ben sperare per il futuro.
La ricerca Key-Stone ha quindi lo scopo di comprendere come sta evolvendo lo scenario del comparto dentale all’interno della crisi economica, quanto ne risenta e quali i fattori che meglio aiutano gli studi dentali ad affrontare la crisi e talvolta ad uscirne. Pubblicheremo un estratto della ricerca verso metà luglio.
Semios e il progetto “Carmencita in tour” sono stati scelti dalla redazione di “Convegni, Incentive & Comunicazione" tra gli eventi meglio riusciti dell’ultimo anno. Nell'ultimo numero, all'interno del servizio "SPECIALE EVENTI: 19 case history di progetti di successo", una è stata dedicata a "Carmencita in tour, progetto dell’agenzia Semios del Gruppo KEY-STONE".
La rivista ha realizzato questo approfondimento a conclusione della presentazione dei risultati della nuova edizione dille ricerca “Il mercato degli eventi in Italia. Outlook 2009”, realizzata con la collaborazione di Unicom. Convegni è una rivista specializzata nel mondo degli eventi con una diffusione di più di 10.000 copie rivolte ai marketing manager, operatori nei settori della comunicazione, eventi e congressi, aziende e enti del turismo e fieristiche.
Questo riconoscimento rappresenta un risultato che premia il lavoro di squadra fatto in questi anni e il valore aggiunto che Semios sa offrire ai suoi clienti nel seguire accuratamente i progetti dalla pianificazione e progettazione, all’organizzazione e realizzazione di tutti gli aspetti operativi, di comunicazione e grafici in modo preciso ed efficace per la messa a punto di eventi memorabili.
La campagna Temporary Store, progettata e realizzata da Semios per Lavazza, partita nel mese di maggio, continua con una nuova attività presso “Amici di Brugg” a Rimini dal 21 al 23 Maggio 2009. La fiera, dedicata all’esposizione merceologica di attrezzature e materiali per Odontoiatria ed Odontotecnica, è considerata nel settore uno dei congressi scientifici più importanti sia a livello nazionale che internazionale. Questa seconda tappa è stata nuovamente occasione per Lavazza A Modo Mio di incontrare un pubblico specifico in attività relazionali, di degustazione e di vendita diretta: 9.000 presenze, grande affluenza e un riscontro positivo da parte dei visitatori allo stand.
Da oggi sul web una nuova realtà nel mondo del marketing: il Gruppo KEY-STONE ha deciso di rinnovarsi e unire la comunicazione delle società Key-Stone, Semios e Semios Edizioni in un unico sito web, che non vuole essere solo una mera presentazione delle attività ma punta a diventare un riferimento nella rete riguardo gli argomenti di marketing.
News dal Mondo ripresenta in “chiave Key-Stone” notizie di marketing, ricerche, eventi e pubblicità attinte da redazioni internazionali; la rubrica, aggiornata ogni 15 giorni, vuole essere una fonte del tutto nuova di informazione per tutti coloro che si interessano del settore: non le solite notizie, ma un osservatorio sul Mondo, una selezione accurata di news e aggiornamenti originali.
Educational sarà una sezione fissa con alcuni consigli e apporti teorici di approfondimento che possono essere validi strumenti per accrescere il proprio sapere e far evolvere il proprio business. Sono redatti da un team di esperti di settore: quei collaboratori e consulenti che hanno contribuito alla crescita e all’expertise che il Gruppo KEY-STONE può vantare.
L'Esperto risponde sarà una vera novità: il Gruppo KEY-STONE mette a disposizione uno staff di esperti qualificati per rispondere a domande specifiche degli utenti. Dalle questioni più teoriche alla ricerca di soluzioni a problematiche legate al proprio business, la redazione smisterà le richieste allo specialista opportuno e pubblicherà sul sito in questa sezione tutte le risposte.
È come essere dei concorrenti del grande fratello: i nostri gusti e interessi spiati dalle aziende, registi dei nostri consumi. A parigi è in corso una piccola rivolta popolare. Gli imputati sono quattro pannelli pubblicitari un po’ speciali, posizionati nella stazione metropolitana etoile, un metro su 90 centimetri e somiglianti a uno smartphone con tanto di bordo nero e schermo luminoso. Fin qui nulla di strano. In realtà questi monitor apparentemente anonimi hanno delle innovative capacità nascoste: grazie a dei sensori riescono a registrare quanti passanti si fermano guardare la pubblicità che trasmettono e per quanto tempo e addirittura a captarne i comportamenti. In pratica , misurano l’audience degli spot, costituendo un formidabile strumento per i pubblicitari e i loro committenti. Inoltre i pannelli includono un’ulteriore, eccezionale, funzione: inviare sms attraverso la tecnologia blutooth. La ratp, l’azienda statale che gestisce i trasporti pubblici della capitale francese, assicura che i messaggi arriveranno solo se ci sarà una richiesta esplicita da parte degli interessati; la commissione informatica e libertà ha infatti vietato l’invio automatico dei messaggi pubblicitari.
Ma tanto è bastato provocare le reazioni del consiglio comunale e per far insorgere le associazioni dei consumatori, secondo i quali i tabelloni sarebbero una violazione della legislazione sulla videosorveglianza, autorizzata solo per motivi di sicurezza e non per scopi commerciali. Chissà se verrà realizzato il progetto di portare gli schermi a 400 entro giugno e a 800 in autunno (tutti nelle stazioni metro)… Intanto anche il web si sta muovendo in questa direzione. L’era dell’e-spionaggio è stata inaugurata da google, con il beta test della “pubblicità basata sugli interessi”, che apparirà su youtube e sui siti appartenenti alla rete di contenuti google. La pubblicità basata sugli interessi permetterà agli inserzionisti di stabilire un contatto con il proprio target di consumatori basato sugli interessi espressi dalle visite effettuate dagli utenti a siti appartenenti al network della rete di contenuti goggle e youtube.
Due le modalità principali di spionaggio: una basata sugli interessi espressi in passato dagli utenti; l’altra invece sugli interessi generali. Nel primo caso, ad esempio, se un utente ha cercato delle scarpe da calcio su un sito di abbigliamento sportivo in agosto, l’inserzionista potrebbe voler inviare una comunicazione pubblicitaria a quel determinato utente in dicembre per annunciare i saldi invernali. Nel secondo caso, invece, gli annunci pubblicitari vengono selezionati in base alle categorie di interesse associate agli utenti in seguito ai video che hanno guardato su youtube e ai siti che hanno visitato all’interno della rete di contenuti di google. Gli utenti avranno inoltre a disposizione uno strumento che offre trasparenza per controllare le modalità secondo le quali ricevono gli annunci pubblicitari. Denominato 'gestione preferenze annunci', permetterà loro di visualizzare le categorie d’interesse cui sono stati associati, aggiungere e rimuovere alcune categorie, oppure effettuare l'opt-out completo dal sistema che fornisce gli annunci basati sui loro interessi. Sarà questo il primo passo verso i cartelloni pubblicitari intelligenti (o: umanizzati?) Di minortiy report?
Da Torino il Gruppo Key-Stone si propone come punto di riferimento per la consulenza di marketing a livello nazionale ed internazionale, grazie alla nuova riorganizzazione aziendale che vede la costituzione in un gruppo delle società attuali, ognuna con una propria specializzazione in diverse aree del marketing: Key-Stone, Semios e Semios Edizioni collaborano in modo sinergico per garantire prodotti e servizi completi e per rispondere alle molteplici esigenze di ogni genere di impresa, con rapidità, competenza, affidabilità e in modo mirato.
Ogni progetto è unico, strutturato ad hoc, specifico per ogni cliente: i progetti personalizzati rappresentano la possibilità di costruire, insieme ai clienti, un percorso di analisi ritagliato sulle loro specifiche esigenze, in funzione degli obiettivi e delle risorse identificati, integrando dati, strumenti e modelli in un unico sistema, le cui funzionalità sono state pensate in relazione alle esigenze ed agli obiettivi dell'azienda cliente.
Domenica 24 maggio Banca d’Alba ha in programma un grande evento dedicato a tutti i suoi soci. Nella piazza centrale della città, Semios gestisce per Lavazza tre spazi con un allestimento di circa 200 mq per la la promozione di A Modo Mio e la degustazione delle diverse miscele. A fine giornata è prevista la consegna di 12.000 macchine Extra Saeco, un omaggio della Banca d’ Alba a tutti i soci che interverranno all’evento.
Nell’ambito di una riorganizzazione generale delle superfici di vendita in Rinascente Duomo Milano, Semios ha supportato Lavazza nel trasferimento dello shop-in-shop dedicato alla gamma di sistemi chiusi A Modo Mio e BLUE dal piano -1 al sesto, in spazi più strategici e di passaggio.
Infatti, sono ormai 4 anni che Semios Eventi si occupa della gestione operativa di questo punto vendita Lavazza in modo continuativo, contando su un know-how ormai consolidato nella gestione di corner in shop.
Le attività di supporto sono molteplici: selezione e gestione di personale altamente qualificato, formato costantemente con brief su tecniche di vendita; organizzazione del magazzino e marcazione dei prodotti per una predisposizione ottimale alla vendita e gestione e coordinamento del flusso logistico dei prodotti in assortimento. In sintesi Semios si occupa del coordinamento di tutte le fasi organizzative che portano i prodotti Lavazza dal magazzino alla vendita nelle casse Rinascente, secondo un sistema di gestione avanzato e integrato che va dal check costante degli stock dei materiali, alla supervisione della gestione ordini, sino al monitoraggio degli aspetti logistici e alla raccolta e trasmissione mensile alla sede dei risultati di sell-out e reportistica sull’andamento generale dell’attività. Semios ha inoltre contribuito, con la sua divisione di Graphic Design, anche alla realizzazione dei materiali di comunicazione e visibilità e all’allestimento dello spazio.
La direzione Semios segue costantemente tutte le fasi dell’attività, attraverso frequenti sopralluoghi e un filo diretto con il personale addetto alle vendite, rispondendo in modo efficace e competente alle esigenze sia di Lavazza che di Rinascente e dei clienti finali.
In occasione della presentazione del nuovo prodotto Equinoxe Resort ai clienti high – spender di Torino e dintorni, Equinoxe – tour operator di altissimo livello specializzato in resort di location esclusive– organizza un cocktail presso il rinomato circolo canottieri Armida di Torino, martedì 12 maggio. Lavazza parteciperà come partner dell’evento, con un corner dedicato interamente ad A Modo Mio: gli invitati saranno accompagnati in una degustazione qualificata alla scoperta delle diverse miscele. Non solo: a tutti i clienti Equinoxe che interverranno, Lavazza dà la possibilità di usufruire di un’offerta commerciale molto vantaggiosa per l’acquisto del nuovo sistema A Modo Mio e offrirà sempre in quell’occasione un welcome–kit con un set di tazzine.
(04/05/2009)
Key-Stone sta svolgendo per conto di UNIPRO un’analisi del mercato della cosmesi professionale, volta a comprendere i trend del settore e lo scenario competitivo, nonché ad individuare i fattori chiave di successo nel business e per i principali attori del mercato. La ricerca comprende sia un’analisi dei bilanci degli operatori economici e interviste ai manager delle aziende del settore, sia una ulteriore fase “field”, per completare ed integrare lo studio, con l’analisi del mercato dei prodotti cosmetici ad uso professionale visto dal lato della “domanda”. Sono in corso interviste ad un campione di circa 600 Centri Estetici con un questionario studiato con la collaborazione di Unipro e con le aziende partecipanti; inoltre alcune domande sono state personalizzate sulla base di esigenze riservate ed esclusive di singole imprese, in una logica multiclient e personalizzabile. Il progetto è stato strutturato nell’ottica di ripetere la ricerca annualmente per poter esaminare le tendenze del settore attraverso un’analisi comparativa.
(04/05/2009)
Sono più di ottomila le invenzioni che vengono consegnate all'ufficio brevetti italiano, ogni anno. Intelligenza e creatività, spesso, non sono però, da sole, in grado di fare fronte alle difficoltà del mercato. CSB si propone come un vero e proprio “tutor”, che aiuta a fare delle invenzioni un’opportunità di business, per rispondere alle esigenze di coloro (privati o aziende) che, dopo il deposito del brevetto legato alla loro invenzione, si trovano in difficoltà di avviarne l’attuazione. Il gruppo Key-Stone ha di recente avviato una partnership con CSB con l’obiettivo di creare un pool di professionisti specializzati nello sviluppo e nel sostegno di start-up imprenditoriali. Le competenze che il Gruppo KEY-STONE ha messo a disposizione riguardano le attività di consulenza di marketing, le ricerche di mercato, il know-how maturato per le strategie di lancio prodotti e per tutta l’area di comunicazione, dai visual di pre-pianificazione allo sviluppo di concept creativi e di strumenti di comunicazione legati al lancio dei prodotti. (www.centrosviluppobrevetti.eu )
Prosegue il tour che ha visto la realizzazione, tra il 2007 e il 2008, di 43 tappe, per un totale di più di 300 giornate di attività, nelle più importanti gallerie commerciali di tutta Italia.
Quest’anno l’introduzione del gioco “prova a Conquistarmi” ha riscontrato un fortissimo successo di pubblico: migliaia di persone si sono cimentate in un divertente mini-test psicologico su un supporto interattivo nello stand, al termine del quale il risultato ha forniva un profilo: “vita all’avventura”, “vita di coppia”, “vita in famiglia”. Inoltre il pubblico ha la possibilità di vincere direttamente alo stand premi quali la nuovissima macchina Extra White A Modo Mio, un set di tazzine Carmencita oppure tre pacchi di caffè da 250 gr.E inoltre l’acquisto del caffè dà immediatamente diritto a partecipare al concorso “Un caffè con Carmencita”: digitando subito via sms o sul sito dedicato i codici sui pacchetti si ha subito la possibilità di vincere ricchi e numerosi premi quali il set di tazzine, la moka, fino ad un viaggio per due persone a New York! Insomma, giocare con Carmencita è facile, divertente e offre una vastissima serie di opportunità: non sarà che invece di conquistarla voi, sarà lei a sedurvi?
Prossime date:
(16/04/2009)
Finalmente sarà possibile trovare Sorridiamo anche in farmacia, gratuitamente, con una distribuzione differita di tre mesi rispetto alla presenza in edicola. Dopo un test-sondaggio con un invio a 155.000 farmacie su tutto il territorio nazionale di una copia e un mini-questionario, 50.000 copie della rivista verranno distribuite alle farmacie maggiormente interessate, per far conoscere maggiormente Sorridiamo e diffondere sempre più l’informazione su “sorriso, salute e bellezza in formato famiglia”.
Sorridiamo, con una tiratura di 150.000 copie, fino ad ora si poteva trovare nelle sale d’aspetto degli studi odontoiatrici o in vendita nelle edicole (al prezzo di 2,50 euro), oltre ad essere presente in formato web su www.sorridiamo.info. Il sito è il nuovo punto di riferimento on-line indispensabile per chi è attento al sorriso e alla bellezza, con una parte completamente dedicata ai dentisti, un’area attenta al sorriso dei più piccoli, le risposte ai quesiti posti dai lettori, una rubrica con i suggerimenti di Diego Dalla Palma e tanti altri contenuti.
Edicole, studi dentistici, farmacie e web: non ci sono più scuse per tenere il muso… SORRIDIAMO!
(16/04/2009)
Una selezione di congressi, fiere e convegni saranno occasione per Lavazza di incontrare un pubblico specifico in attività relazionali, di degustazione e di vendita. La scelta degli ambiti è stata il risultato di un lavoro di analisi e selezione sulla base di criteri di affinità con A Modo Mio per settore e merceologia o legati al target di frequentazione, oltre che la numerosità di affluenza, la tipologia di evento oltre alla possibilità di inserire la vendita diretta.
L’idea di realizzare attività di vendita temporanea e al di fuori di locali commerciali nasce da esperienze pregresse che hanno portato feedback positivi ma hanno mostrato l’esigenza della consegna immediata del bene. Ora, per la prima volta, Lavazza A Modo Mio propone, insieme a Semios, eventi non solo di promozione ma anche di vendita immediata e contestuale alla prova del prodotto, sfruttando appieno il vantaggio emotivo del coinvolgimento nell’evento.
Il “punto vendita a tempo” quindi fa sì che il mix di location, atmosfera/esperienza (temporanea quindi esclusiva) e prodotto si uniscano in un momento unico di incontro tra azienda e consumatore. Il progetto coinvolgerà Semios e Lavazza fino al 2010 con un fitto calendario di fiere e congressi in tutta Italia. La prima tappa è stata dal 16 al 19 aprile presso l’Expolevante di Bari, la fiera internazionale per il tempo libero, lo sport, il turismo e le vacanze più importante del Mezzogiorno. Lo spazio A Modo Mio si è esteso su una superficie di ben 12x3,5 metri all’interno dell’area dedicata alla “Maratona a Tavola”, l'unica manifestazione europea itinerante dedicata al patrimonio enogastronomico italiano.
Lavazza ha accolto il pubblico in un nuovo, elegante allestimento, dove 6 hostess e 2 steward hanno guidato i visitatori alla scoperta delle diverse miscele, con ben 10 macchine A Modo Mio attive per la degustazione. Ai visitatori della fiera inoltre è stata dedicata un’offerta esclusiva: coloro che hanno acquistato la macchina subito e direttamente allo stand, hanno avuto l’opportunità di ricevere in omaggio una fornitura di 64 cialde a scelta.
(16/04/2009)
UNIDI (Unione Nazionale Industrie Dentarie Italiane) dal 1969 si occupa dell’organizzazione di Expodental, manifestazione internazionale di primissimo livello rivolta a dentisti, odontotecnici e operatori del settore, finalizzata alla presentazione delle novità (prodotti e tecnologia), all’incontro e all’attivazione di contatti.
Quest’anno la manifestazione – in programma dal 15 al 17 ottobre – si sposta dalla storica sede di Milano al nuovo polo fieristico di Roma. Questa scelta si inserisce in un più ampio progetto di revisione in chiave strategica dell’organizzazione di Expodental e alla volontà di UNIDI di ripensare al modello di business, per dare un nuovo posizionamento e una nuova energia alla manifestazione.
Il Guppo KEY-STONE collaborerà al progetto sia come Key-Stone che come Semios: contribuirà alla messa a punto di nuove linee strategiche da un lato, e per la comunicazione sull’evento di quest’anno dall’altro.
I percorsi di collaborazione saranno differenti: la realizzazione di un piano pluriennale di riorganizzazione del business plan di Expodental e l’organizzazione di un progetto di comunicazione e relazioni esterne mirato a promuovere l’edizione 2009.
(06/04/2009)
Domenica 5 aprile, all’interno della 42a edizione di Cosmoprof Worlwide di Bologna, la fiera internazionale più importante nel settore dell'estetica e cosmesi, Roberto Rosso ha esposto i risultati di una ricerca condotta da Key-Stone per conto di Unipro sulle nuove tendenze evolutive nel “mondo Nails”, tra opportunità di business e resistenze ai trattamenti. Simposio aperto al pubblico, i destinatari della conferenza erano direttori marketing, estetiste, investitori e aziende.
I risultati della ricerca mostrano un fenomeno in grande espansione, presente già da trent’anni in America e in Giappone e che in Europa si è sviluppata negli ultimi 15 anni, e solo negli ultimi dieci ha accelerato anche in Italia: un comparto che presenta enormi potenzialità di sviluppo di business.
Lo studio di mercato è stato anche un aggiornamento di una ricerca, svolta nel 2007, che analizzava il fenomeno sia dal punto di vista sociale e di costume, sia dal punto di vista del business, indagando inoltre il dettaglio dell’attività relativamente ai diversi operatori del settore (centri Nails, centri estetici, operatori domiciliari). La release 2009 si è focalizzata sui trattamenti realizzati nei centri estetici (con interviste a 608 gestori) e si è posta due macro obiettivi principali: valutare l’ampiezza del fenomeno ricostruzione e indagare dimensioni del business e i trend di sviluppo.
(06/04/2009)
Key-Stone sta svolgendo per Unifrigor un’analisi del settore dei sistemi di refrigerazione ad uso professionale. Unifrigor srl è un’azienda italiana produttrice di apparecchiature per la refrigerazione che ha sviluppato una gamma di prodotti completa, dalle vetrine refrigerate da bar ai frigoriferi per il settore ospedaliero e farmaceutico. La linea di prodotti in cui eccelle, sia nel design che nella tecnologia, sono i frigoriferi orizzontali per la ristorazione, prodotti con i quali potrebbe raggiungere un posizionamento interessante anche a livello europeo. L’obiettivo della ricerca è quello di individuare ed esaminare i mercati europei più attrattivi per pianificare un ampliamento del business dell’azienda secondo logiche di internazionalizzazione. La prima fase del progetto prevede un’elaborazione di un modello metodologico di selezione e mappatura dei singoli paesi. Una seconda fase sarà concentrata ad approfondire 1 o 2 Paesi ad alta priorità di ingresso, costruendo un piano di azioni per l’entrata nel singolo mercato.
(01/02/2009) 
In edicola da febbraio il nuovo numero di SORRIDIAMO, il periodico su “sorriso, salute e bellezza in formato famiglia”: informazioni e novità, con un linguaggio semplice e comprensibile per il grande pubblico, pur mantenendo un profilo medico-scientifico nei contenuti.
SORRIDIAMO ha compiuto un anno e cresce, sia nel formato sia nei contenuti, andando progressivamente “fuori dai denti”, con contributi su benessere e bellezza, alimentazione e cultura, società e comportamenti.
Sempre coerenti, però, al tema del sorriso e ai lettori di riferimento: le famiglie.
Ad arricchire Sorridiamo con spunti di riflessione in ambito sociale e relazionale troviamo quindi gli interventi di psicologi, scrittori e artisti a fianco di eminenti specialisti della medicina e dell’odontoiatria.
Anche in questo nuovo numero di SORRIDIAMO i temi trattati sono tanti e di grande interesse per le famiglie italiane in quanto aiutano anche a comprendere e a valutare meglio il ruolo e il significato della cura del sorriso e di sé.
Fra gli articoli da non perdere: