Marketing esperienziale e polisensoriale

In un mercato non più concentrato solo sul prodotto e dove le comunicazioni telematiche hanno reso il commercio sempre più indiretto, mediato ed intangibile, gioca un ruolo fondamentale, nella scelta all’acquisto, la componente emozionale.

Il 95% delle decisioni d’acquisto si basa su meccanismi inconsci e, proprio per questo motivo, entra in gioco il marketing emozionale o esperienziale così chiamato in quanto si basa più sull’esperienza del consumo che sul prodotto in sé o meglio, non è ritenuto importante il prodotto “caffè”, ma l’esperienza di “pausa caffè”. Compito primario della strategia di marketing sarà allora quello di interagire con i clienti individuando il tipo di esperienza (sense, feel, think, act e relate experiences) che valorizzerà al meglio il prodotto o servizio.

Strettamente collegata al marketing esperienziale, esiste poi un’altra forma di marketing, detta “polisensoriale” in quanto propone tecniche di comunicazione e vendita basate sulla sollecitazione strategica di tutti cinque i sensi del consumatore stimolandolo a livello conscio e inconscio e creando di conseguenza un forte interesse. La comunicazione polisensoriale permette di ottenere così due vantaggi: quello di dotare il prodotto di un’identità forte e quello di coinvolgere maggiormente il consumatore, sollecitandolo sia sul piano cognitivo che su quello delle sensazioni. Il marketing polisensoriale (definito quindi in relazione al marketing emozionale) deve lavorare su quegli stimoli sensoriali e quelle emozioni che, una volta percepiti, andranno a sollecitare i desideri psico-fisici dell’individuo conquistandolo e convincendolo circa l’irrinunciabilità e l’insostituibilità del prodotto. Dal packaging tattile, a musiche e profumi nel punto vendita, fino a veri e propri eventi polisensoriali che vogliono suscitare emozioni e sentimenti creando un legame affettivo con la marca secondo le logiche del marketing affettivo.

2017-12-18T14:48:27+00:00ottobre, 2010|Comunicazione e marketing|