Mancano tre milioni di pazienti negli studi italiani, a Roma il crollo della protesi

L’ultima rilevazione periodica dell’Istituto Key-Stone conferma un ulteriore e progressivo calo di pazienti negli studi dentistici italiani, con un conseguente forte impatto negativo sulla produzione di protesi.

La ricerca relativa all’andamento del 2011 è basata su un campione rappresentativo di 1.000 dentisti privati e 650 laboratori odontotecnici e confrontata con i dati delle precedenti rilevazioni in modo da fornire un’idea precisa delle tendenze del mercato.

Negli ultimi tre anni gli studi hanno perso ben tre milioni di pazienti (-14% circa in tre anni): -7% di pazienti nel 2009; -4,4 % nel 2010 e -3,3% nel 2011. Nel Lazio la situazione è identica alla media nazionale, ma Roma soffre maggiormente, con un -4,2% nell’ultimo anno.

Eterogeneità delle performances (2011). Circa il 30% dei dentisti denuncia un calo di accessi (-18%); il 14% dichiara un recupero nel numero medio di pazienti (+12%). Quindi, complessivamente: – 3% di riduzione ponderata nel numero di pazienti (tavola 1).
A Roma il calo riguarda il 36% dei dentisti, ma in modo leggermente più severo (-22% di calo tra chi decresce, inoltre solo l’11% dichiara un aumento dei pazienti, contro il 14% della media nazionale).

Crisi non per tutti, alcune controtendenze. Gli studi di più recente apertura e quelli più grandi e strutturati (almeno 3 poltrone) segnalano un leggero recupero. Se fosse stata “vera crisi” il calo avrebbe certamente riguardato una porzione più ampia di dentisti, così come avviene per la produzione di protesi nei laboratori (su Roma?). Ma nel Lazio, e in particolare a Roma, la crisi sembra colpire gli studi dentistici in modo trasversale. Anche gli studi con tre o più poltrone, che nella media Italiana lamentano una recessione minima (-1%) nella Capitale dichiarano una riduzione media attorno 10%.

Contrazione non solo della domanda, ma anche inadeguatezza dell’offerta. Le cause della minore frequentazione sono da imputare sia a fattori economici e sociali, sia alla limitata capacità di stimolare la domanda da parte degli studi dentistici privati. Ciò non toglie che nel Lazio, guidato dalle performances dichiarate dai dentisti romani, il problema appare più marcato e potrebbe essere connesso ad una situazione di maggior difficoltà rispetto a quanto avviene mediamente nel Paese.

Diminuzione dei ricavi ancora maggiore del calo di pazienti. Sono le terapie più costose a subire un vero e proprio tracollo, come le prestazioni protesiche (lo possiamo usare su Roma?). Lo stesso vale, come osservabile nella ricerche effettuata sugli odontotecnici, in modo particolare su Roma, dove le riabilitazioni protesiche hanno avuto un calo particolarmente marcato.

Un terzo in meno di protesi in tre anni (-19% nel 2011; -34% complessivamente dal 2009 ad oggi). La situazione per i laboratori odontotecnici è ancora più negativa e generalizzata rispetto ai dentisti: oltre il 70% dei laboratori denuncia un calo produttivo (-29% in media); per un quarto è stazionario e solo il 4% vede una crescita.

Il Lazio, e Roma in particolare, risentono in modo marcato il calo della protesi. I dati relativi all’ultimo anno nella Regione Lazio e a Roma segnalano come il calo sia indicato rispettivamente dall’80% e dall’84% nella Capitale. Con un indicatore del – 29% di protesi contro il -19% italiano, solo nell’ultimo anno.

I Laboratori “virtuosi”. Nonostante la grave situazione nella quale si trova la professione odontotecnica, si osserva come le strutture più grandi, con meno dipendenza da pochi clienti e particolarmente orientate all’uso di nuove tecnologie, ottengano comunque risultati positivi, a prescindere dalla recessione del settore in atto.

Le grandi strutture odontoiatriche rispondono alla crisi. Da notare che, a parte la situazione della Protesi, i consumi del settore non calano proporzionalmente ai tassi di riduzione dei pazienti riscontrati tra i dentisti privati. Questo significa che esistono altri canali di offerta che stanno parzialmente compensando l’abbandono del tradizionale studio dentistico mono professionale: grandi centri organizzati in forma imprenditoriale, catene in franchising, ma anche maggiore sviluppo delle strutture pubbliche, con prestazioni di qualità a prezzi calmierati.

«Questo processo di riduzione di pazienti nel classico studio privato mono professionale – commenta Roberto Rosso, presidente Key-Stone – è lento ma appare inesorabile e a medio periodo potremmo osservare uno scenario diverso, con un ruolo sempre più importante delle strutture che sapranno ottenere quella”massa critica” che consente di mantenere alta la qualità ed essere competitivi nel prezzo. Strutture che potranno essere pubbliche o private, di grandi dimensioni o composte da sistemi di affiliazione o associazionismo di studi privati. E tutto ciò vale anche per i Laboratori, che dovranno pensare a nuovi modelli imprenditoriali, probabilmente maggiormente orientati all’associazione di impresa».

2017-12-11T09:54:04+00:00ottobre, 2012|Ricerche di mercato|