Le nuove frontiere del marketing territoriale

Le aziende con una forte connotazione territoriale da spendere o che vogliano comunicare direttamente, sul territorio, al proprio target, non possono assolutamente trascurare i nuovi, molteplici cambiamenti che stanno avvenendo ad estrema velocità nel campo della comunicazione. Nuove realtà e nuovi – giovani – attori, capaci di comunicare con le nuove generazioni con i mezzi appropriati.

Sicuramente la geolocalizzazione è una leva, nata da poco, che sembra avviata ad avere larga diffusione, con ripercussioni sul lavoro, il marketing e le relazioni sociali. Assisteremo forse al proliferare di servizi web sempre più geolocalizzati, in grado di coniugare le performance mediatiche di fenomeni planetari come Facebook , Twitter o Foursquare alle esigenze di visibilità del bar sotto casa…

Ultima evoluzione di uno strumento legato al “ mobile advertising” riesce a uscire però dall’invadenza di sms intrusivi, ed è al contrario in grado di connettere luoghi e social community con il valore del passaparola, della condivisione di esperienze legate al territorio.

Il primo, e ormai conosciuto, applicativo l’ha lanciato Foursquare: la possibilità di “cyber-mappare” i luoghi che ciascuno frequenta in tempo reale, nel momento stesso in cui ci si trova lì, attraverso lo smartphone collegato in rete, dando e trovando indicazioni e consigli sui diversi luoghi e locali in cui ci si trova.

Dal consiglio di altri utenti “Qui si mangia bene e si spende poco”, è passato poco tempo prima che qualcuno comprendesse le potenzialità di Foursquare lato “business”: informazioni promosse dagli stessi gestori o produttori. Caso recente quello di Coin di Corso Vercelli a Milano: sul mini schermo compare uno “Special here: offerta speciale Coin regala la CoinCard Easy.” Ma anche casi in cui non è il locale, ma l’autore stesso a lasciare un post relativo al prodotto, come ad esempio scrittori che lasciano il commento “Se non trovi più il mio testo in libreria, puoi comprarlo sul sito….”

1.000.000 di check-in al giorno: questi sono i numeri attuali di Foursquare, a poco più di un anno dalla sua nascita. Le componenti di real time e di geolocalizzazione sono state fondamentali per la sua esplosione, ma è anche la componente del gioco che ha fatto molta presa sugli utenti, facendo leva sulla voglia di essere i primi a fare il “check-in” in un determinato luogo, diventandone il “mayor”.

E subito Twitter (che ha nell’aggiornamento in tempo reale uno dei suoi punti di forza) si sta muovendo verso un advertising geolocalizzato e anche Facebook si è mosso in questa direzione.

Ha infatti creato – a breve anche in Italia – “Facebook Places”. Attraverso uno smartphone dotato di sensore Gps collegato a internet, permette di indicare agli amici dove ci si trova attraverso le coordinate Gps oppure tramite riferimenti concreti e consente di sapere e visualizzare dove sono i propri amici, oltre a postare commenti su luoghi, locali e aree; dati che saranno immediatamente visualizzabili sul proprio profilo. Indubbiamente un’evoluzione nel mondo dei social network, in termini di dinamiche sociali, marketing e business locale.

I numeri attuali del fenomeno geolocalizzazione sono impressionanti. Nell’immagine sotto si vede l’impatto sugli utenti e le possibilità offerte dai servizi principali di social geolocalizzazione negli USA.

Sicuramente la geolocalizzazione potrà costituire una opportunità di marketing per le aziende, per conseguire obiettivi di fidelizzazione del cliente e rafforzamento del brand, attraverso esperienze legate al punto vendita e sfruttando il passaparola che questo nuovo genere di geo-social network può offrire.

Il parallelo lato retail è il “QR code”, quell’immagine in bianco e nero (è un codice bidimensionale a matrice) che ormai troviamo utilizzato in tutto il mondo dai maggiori brand per dare accesso immediato a prodotti e informazioni aziendali. Se Foursquare e Facebook Place cambieranno significativamente il social marketing e i processi di scelta e di acquisto di prodotti, servizi e locali, il codice QR si è già integrato anche nelle principali fiere e manifestazioni pubbliche, incidendo in modo rilevante sulle metodiche di realizzazione di eventi , marketing territoriale e comunicazione diretta.

Infatti questo codice non lo troviamo solo sul fustino del Dash per avere informazioni aggiuntive e immediate sul prodotto (sulla qual urgenza mi esimio dal commentare, visto che comunque il mio giudizio è positivo proprio e soprattutto per la capacità di stare al passo con i tempi e di aver “osato” introdurre uno strumento innovativo su un prodotto tra i più tradizionali e rivolto ad un target che non è specificatamente giovane né hi-tech maniac) ma anche di supporto alle adv tradizionali o addirittura sulla carta che impacchetta gli hamburger di Mac Donald, per offrire gadget, regali, sconti.

Inoltre è sempre più presente sugli stand in fiera, come nei Presidi Slow Food al Salone del Gusto 2010, dando accesso immediato ad informazioni sui presidi e ad un archivio di ricette dedicato all’evento. O come l’iniziativa “QR code e Vinci. Una caccia al tesoro fra tradizione e tecnologia”, organizzata da Banca Marche all’interno dell’evento “Urbino città luogo ideale. Cantiere nazionale di pratiche e idee sul brand”: armati di smartphone i partecipanti hanno perlustrato la città alla ricerca dei codici QR trovando 7 indizi in rima e parole segrete che davano diritto ad un premio. Un evento che ha legato la promozione del territorio con obiettivi di comunicazione e visibilità dell’azienda e finalità ludiche e di convivialità, a cavallo fra tradizione e tecnologia.

2017-12-18T15:02:01+00:00settembre, 2010|Comunicazione e marketing|