Il Green Marketing – moda o fenomeno in crescita?

Il termine Green Marketing è stato coniato agli inizi degli Anni Novanta, ma solo ultimamente è diventato un fenomeno di grande interesse per le aziende, che hanno cominciato a considerare le politiche per il rispetto dell’ambiente come una nuova strategia per affrontare la concorrenza e sopravvivere alla crisi dei mercati.

Si tratta di un nuovo approccio – ecosostenibile e responsabile – non solo alla produzione, ma a tutte le altre funzioni aziendali: dalla ricerca e sviluppo, alla realizzazione del packaging e distribuzione, alla comunicazione.

La diffusione di questa nuova coscienza ha fatto sì che la sostenibilità stia diventando un vero modello di business: le aziende più avanzate, che puntano allo sviluppo e alla crescita, mettono ormai la sostenibilità alla base del loro processo organizzativo, delle loro strategie di innovazione, con la convinzione diffusa che servizi e prodotti debbano portare non solo benefici finanziari ma anche sociali.

Nell’era della Green Economy, anche gli specialisti della comunicazione si devono adeguare con strumenti e linguaggi adatti al nuovo trend, che richiede di essere sempre più digitali. Una green communication infatti non può prescindere dall’utilizzo – quasi esclusivo- di strumenti digitali e del web, condividendone gli stessi valori: chiarezza, trasparenza, immediatezza nel dialogo col consumatore. Un’agenzia americana ha riassunto così i sei principi del marketing “verde”:

1. Racconta la verità

2. Cammina prima di parlare

3. Condividi il tuo vantaggio

4. Tieni a mente le partnership

5. Conosci la tua supply chain

6. Tieni la mente aperta

Nel 2010 è previsto che l’onda verde che ha investito il mercato tenderà ad espandersi ancora di più, in una sorta di “trickle effect” toccherà anche le medie e piccole imprese e investirà fornitori, venditori e partner, oltre che i dipendenti, delle aziende “pioniere” che hanno aderito per prime a questo modello di business, nella convinzione che la sostenibilità non è solo un costo ma un’opportunità per l’economia del futuro.

Questa “rivoluzione verde” sta toccando anche l’Italia, nonostante qualche anno di ritardo rispetto ad altri Paesi. Da una ricerca Eurisko (in collaborazione con UPA e Assocomunicazione) emerge l’importanza che i consumatori italiani danno all’ambiente, al terzo posto nella classifica delle loro principali preoccupazioni, dopo la disoccupazione e la crisi economica. Inoltre il 77% si dichiara di essere più attento al proprio comportamento e all’informazione rispetto al passato, nonché disposto a spendere qualcosa in più per prodotti a basso impatto ambientale. Non solo: il 50% dichiara di avere più fiducia in quelle aziende/marche “attive” sotto il profilo della tutela del territorio, ma le informazioni devono essere maggiori e soprattutto credibili.

2017-12-18T15:26:49+00:00giugno, 2010|Comunicazione e marketing|