Facebook attiva il riconoscimento facciale. E la privacy?

Dopo essere stato sperimentato negli Stati Uniti, anche in Italia è arrivato il riconoscimento facciale su Facebook: il sistema è in grado di riconoscere i volti sulle foto “postate” tra le persone gli iscritti alla lista degli amici, rendendo più agevole e immediato il tag.

Il lancio di questa funzionalità è arrivato un po’ a sorpresa e in silenzio, avvisando solo a cose fatte: come quasi tutte le novità di Facebook, anche il riconoscimento facciale, introdotto negli Stati Uniti prima (dove ne ha usufruito il 5% degli utenti) ed esteso poi all’Italia e «alla maggior parte dei Paesi», compare tra le impostazioni di default del profilo.

Immediato il dubbio e le critiche di chi rivendica il diritto della difesa della privacy, visto che l’utente deve disattivare il riconoscimento facciale e non ha, al contrario, il diritto di scegliere se adottarlo.

Ci si chiede perché a Facebook interessano tanto queste funzioni “anti-privacy” anche a rischio di denuncia e malcontento. Facebook è sempre a caccia di informazioni personali associabili ai profili, essendo questa la modalità virale sulla quale si poggia il business del social network, essendo gli incassi pubblicitari direttamente proporzionali alla quantità di dati scambiati dai suoi utenti. Ricordiamo che anche Google, per lo stesso motivo, aveva già puntato anni fa su un software di riconoscimento facciale, e sempre per timori legati alla privacy ci aveva subito rinunciato.

2017-12-18T11:44:18+00:00giugno, 2011|Comunicazione e marketing|