I confini della brand reputation

Nonostante non ci siano più confini nell’ambito del consumo, le grandi aziende siano sempre più internazionali e allo stesso tempo si sforzino di essere comunque “vicine” ai loro clienti, la reputazione in casa propria è sempre la più alta.

È questa una delle evidenze emerse dalla ricerca del Reputation Institute, che ha stilato la classifica delle aziende con la migliore reputazione al mondo,sulla base di 55mila interviste in 15 Paesi.

Stando a quattro indicatori emozionali (fiducia, stima, ammirazione e sensazione positiva), solo il 16% dei brand analizzati , infatti, ha una reputazione più forte a livello internazionale che nel proprio paese d’origine. E la “raccomandabilità” delle aziende estere è inferiore del 55% a quella delle aziende locali, indipendentemente dal paese o dal settore merceologico del brand.

La reputazione sarà quindi un indice sempre più cruciale, soprattutto per quelle multinazionali i cui volumi di business derivano principalmente dal complesso dei mercati esteri e solo in percentuale minoritaria dal paese di provenienza. Mentre a livello mondiale le prime classificate sono BMW, The Walt Disney Company, Rolex, Google e Daimler, qui in Italia si confermano con la migliore reputazione le aziende di quei settori che hanno fatto la storia della nostra industria e che in effetti rappresentano l’eccellenza italiana: la moda, con Giorgio Armani; il food , con Ferrero e Barilla; i motori, con Pirelli.

In effetti gli Italiani si mostrano legati alle origini anche in fatto di social network: secondo l’analisi di Blogmeter, a marzo 2013 il brand con più fan su Facebook in Italia è la Nutella, che supera Coca-Cola. Curioso invece il fatto che il marchio moda più seguito sia francese: Louis Vuitton è in testa a tutte le case italiane. Patriottici sì, ma sempre sensibili al fascino d’Oltralpe.

2017-12-07T17:36:37+00:00aprile, 2013|Ricerche di mercato|